Albanella (20.4.18.1893 Roma 16.15. 1965)
Sesto di quattordici figli, a causa di una serie di difficoltà economiche familiari venne affidato, quando aveva solo tre anni, a dei prozii facoltosi che lo condussero con loro a San Cipriano Picentino dove si ritrovò catapultato in una realtà familiare rigorosa e formale improntata a modelli educativi borghesi che corrispondevano poco alla sua indole, questa intima ribellione ispirò molti suoi lavori letterari in cui l’autore denunciava le ingiustizie sociali e difendeva i deboli e gli umili. Nel corso della sua vita Vernieri si distinse negli studi a cui si dedicò anche da autodidatta, raggiunta l’indipendenza economica riuscì a coltivare, nel tempo libero, i suoi interessi e a continuare, ancora da autodidatta la sua formazione culturale, oramai libera da condizionamenti. Collaborò con attori culturali di rilievo del tempo e con quotidiani e riviste, in particolare con il Corriere di Napoli, diretto all’epoca da Edoardo Scarfoglio. Partecipò alla I Guerra Mondiale come soldato e come ufficiale ed ebbe modo di toccare con mano tutta la brutalità e l’ingiustizia della guerra. Successivamente risultò vincitore di un concorso da direttore della Biblioteca dell’Istituto Superiore dell’allora Ministero delle Comunicazioni. Frequentò i circoli letterari più importanti d’Italia e strinse rapporti di amicizia con Alberto Moravia, Grazia Deledda, Giuseppe Ungaretti e Corrado Govoni, di cui la sua corrispondenza, in possesso degli eredi, fornisce adeguata testimonianza. Albanella, nonostante l’età adulta trascorsa a Roma, rimase il mondo contadino di Vernieri che ispirò la sua scrittura.
data della morte non ben precisata 1965.

Nessun commento:
Posta un commento