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lunedì 17 agosto 2026

Rendi grazia al Signore.

Rendi grazia al Signore.

E se di gioia non sai cantare
contentati d'ascoltare.
Ascolta gli uccelli
che si svegliano al mattino
e rendono grazia al Signore
con un inno istintivo;
l'insetto che buca la zolla,
la foglia che trema sul ramo,
il sole che scuce il ricamo
delle stelle,
l'aratro che spacca la terra,
l'umile bove potente
e tutta la gente
che soffre e si mette a cantare
prima d'incominciare.
E se d'amore non sai cantare,
contentati d'ascoltare.
Ascolta le chiare parole
che balbettano le fontane,
il mugolio del cane
sulle peste del padrone,
la rondine che pilucca sul balcone
come aspettasse qualcuno,
le ninnenanne
dei palazzi e delle soffitte,
la pioggia che sazia i solchi
e picchia fra i rami,
le nostalgie dei violini,
le sinfonie del mare,
il brusio di tutte le cose
sull'albaggiare.
E se a gloria non sap cantare,
contenti di guardare.
Vedrai come si scuota
dal sonno profondo la terra
stendendo lunghesso i mari
le rugiadose braccia
mentre dal suo grembo sale
un vapore d'incenso.
Vedrai come tutto all'ingiro
sia batter di palpebre lievi,
sia quasi un bagliore di nevi
sotto la luna.
Poi un frullio d?ali immense,
un improvviso luccichio di vetri,
lo strepito d'una fanfara
che s'avvicina.
Allora congiungi le mani;
è quella la tua mattina.
Rendi grazie al Signore
d'averti serbato
gli occhi per guardare,
le orecchie per ascoltare,
le mani per benedire,
l'anima capace di sentire
il miracolo che si rinnova;
e inginocchiati al suo cospetto
senza parlare,
perchè l'umil tuo gesto è più degno
del più alto canto.
Taci, piegato sul divino segno;
è quello il tuo Sabato Santo.

Auro D 'Alba.

mercoledì 8 aprile 2026

Preghiera di una monaca inglese del diciassettesimo secolo.



Preghiera di una monaca inglese del 17° secolo.

Signore, tu sai meglio di me che io sto invecchiando e che un giorno sarò vecchia. Tienimi lontana dall’abitudine di pensare di avere sempre qualcosa da dire su ogni argomento e in ogni occasione. Liberami dal desiderio di sbrogliare gli affari di tutti. Rendimi disponibile, ma non senza senno, capace di aiutare ma non autoritaria. Con la mia vasta provvista di saggezza potrebbe sembrare un peccato non usarla tutta, ma tu sai, Signore, che io desidero avere alcuni amici alla fine.
Trattieni la mia mente dal racconto di dettagli infiniti; dammi ali per arrivare al punto cruciale. Sigilla le mie labbra sui miei dolori e mali fisici. Essi sono in aumento e la tentazione di riversarli diventa sempre più dolce man mano che gli anni passano. Non oso chiedere la grazia sufficiente per domandare di apprezzare il racconto dei mali altrui, ma aiutami a sopportarli con pazienza.
Non oso chiedere una memoria che migliori, ma un po’ più di umiltà e meno testardaggine quando la mia memoria sembra cozzare con quella degli altri. Insegnami la gloriosa lezione che in qualche occasione posso avere torto.
Mantienimi ragionevolmente mite; non voglio essere una santa – con alcuni di loro è così difficile convivere – ma una persona vecchia e acida è uno dei capolavori del demonio.
Dammi la capacità di vedere cose buone in luoghi inaspettati e talenti in persone inaspettate. E dammi, o Signore, la grazia di dirglielo.
Amen🙏

martedì 31 marzo 2026

Pietà e Misericordia!

 Pietà e Misericordia!

Perdonaci, Signore,
lava con il Tuo Prezioso Sangue
questo mondo malato e pieno di ferite.
Risanaci dalle nostre colpe,
dall’egoismo che divide,
dall’indifferenza che spegne l’Amore.
Versa la Tua Misericordia
sulle lacrime degli innocenti,
sui cuori stanchi e smarriti,
su chi ha perso la speranza.
Guarisci le nazioni ferite,
porta luce dove regna il buio,
pace dove abita la guerra,
perdono dove cresce l’odio.
Rendici strumenti del Tuo Amore,
capaci di costruire ponti
e seminare bene anche nel dolore.
E donaci un cuore nuovo, Signore,
umile, puro e fedele,
che sappia riconoscerti
in ogni fratello che incontriamo.
Amen.

sabato 7 marzo 2026

Signore, Tu piangi

Signore, Tu piangi per questo mondo trafitto da guerre, per i cuori induriti dall’odio,
per le lacrime nascoste
e per il sangue versato
degli innocenti.
Tu vedi le ferite che nessuno cura,
le notti senza pace,
le madri che pregano in silenzio.
Scendi ancora tra noi,
come luce che non si spegne,
come carezza sulle nostre paure.
Disarma le mani violente,
sciogli i nodi dell’orgoglio,
insegnaci a riconoscerci
fratelli e sorelle.
Fa’ che il nostro dolore diventi preghiera
e la preghiera diventi Amore
che ricostruisce.
E quando il buio sembra vincere,
ricordaci che Tu sei la Pace
che nessuna guerra può spegnere.
Amen.

Quando siete arrivati