Visualizzazione post con etichetta Carlo Tenca. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Carlo Tenca. Mostra tutti i post

domenica 10 ottobre 2021

La fiaba

 




O insiem col sogno nata,
Genita dal mistero,
Arte gentil di fata
Che trasfiguri il vero,
E avvolgi in luminosa
Nebbia ogni salda cosa.
*

Dove fuggisti, o antica
Regina dei conviti,
Dea delle veglie, amica
Dei casalinghi riti?
Chi t'ha involata ai cari
Crocchi, ai loquaci lari?
*

Fanciullo anch'io t'intesi,
Grata festosa fola,
Agli ansii cuor sospesi
Ridir la tua parola,
Quando tu ancor le lievi
Ali fra noi movevi.
*

Dov'eri scesa, un riso
Tutte vestia le cose,
Tacean del mesto in viso
Vinte le cure o ascose,
E di portenti ordita
Nuova parea la vita.
*

Col bambinel, col vecchio
Al focolar seduta,
Mescevi al pronto orecchio
La tua sapienza arguta,
E quanti udir le notti
Da te ricordi e motti!
*

Quanti da te creati
Vaghi fantasmi e strani
Si mescolar plasmati
Coi nudi eventi umani,
Quanta agli ingenui petti
Fonte d'ignoti affetti!
*

Sui rovi allor del mondo
Il tuo fulgor si stese,
Nel fantasiar giocondo
L'umil pensiero s'accese;
Fiamma per tempo desta
Che ai tardi giorni resta!
*

 

Carlo Tenca

Carlo Tenca

 


(Milano, 19 ottobre 1816 – Milano, 4 settembre 1883)
è stato un letterato, giornalista e politico italiano.

Nel suo impegno di patriota fu per qualche anno il principale animatore del salotto della contessa Clara Maffei, alla quale era sentimentalmente legato tutta la vita. Nato da famiglia di modestissime condizioni economiche, Tenca perse il padre in tenera età. Grazie ai sacrifici materni, poté frequentare il Seminario che presto abbandonò, preferendo mantenersi agli studi dando lezioni private. In questo periodo ebbe come amici i conti Alessandro e Carlo Porro, la cui influenza fu determinante per il suo futuro impegno politico. Casa Porro era all'epoca uno dei principali centri animatori di attività patriottiche: lì, per esempio, nacque e si sviluppò il progetto della «Rivista Europea» e, soprattutto, si organizzò e sostenne il moto rivoluzionario che portò alle Cinque giornate di Milano. Al centro della sua vita furono soprattutto l'attività giornalistica, iniziata nel 1838, e l'impegno politico, divenuto primario soprattutto a partire dal 1848. Collaborò a numerosi periodici, tra cui la «Fama», il «Cosmorama pittorico» e il «Corriere delle Dame». Fu poi direttore della «Rivista Europea» e successivamente, nel 1851, fondò e diresse «Il Crepuscolo». La «Rivista Europea» che era stata fondata nel 1838 per iniziativa di Giacinto Battaglia, passò nel 1845 sotto la guida di Tenca. All'inizio del 1844 Tenca iniziò a frequentare il salotto della contessa Clara Maffei, alla quale restò sentimentalmente legato per tutta la vita. I due scoprirono sin dall'inizio di essere legati da una profonda affinità di sentimenti. Lui, che aveva già avuto numerose relazioni amorose, si sentiva profondamente attratto dall'aria malinconica della nobildonna, rivelatrice, oltre che dell'indole naturale di Clara, anche di un matrimonio infelice (quello con il nobile Andrea Maffei). Nella stessa estate Tenca fu invitato a trascorrere un periodo nella villa di Clusone, da lungo tempo appartenente ai Carrara Spinelli - ramo paterno della famiglia di Clara - e luogo di ristoro annuale per l'animatrice del celebre salotto. L'invito sorprende, soprattutto se si considera come i due si conoscessero da pochi mesi e come nella villa convenissero solo gli amici intimi. Una lunga lettera dell'ottobre, in risposta agli affettuosi auguri di compleanno rivoltigli dalla «contessina» rivela nel Nostro una dirompente passione, che negli anni successivi verrà in qualche modo frenata durante il periodo milanese, per poi trovare più libero sfogo nelle villeggiature di Clusone. Dal 1848 pose l'attività giornalistica al servizio della lotta politica e si impegnò in un primo tempo all'interno del movimento mazziniano. Partecipò in prima persona alle Cinque giornate di Milano e, dopo la resa della città agli austriaci, fu costretto a fuggire prima in Svizzera e poi a Firenze. Dopo il fallimento dei moti del '48, si avvicinò in modo aperto agli ideali liberali moderati e alle strategie di Cavour e su questa linea spinse gli intellettuali del salotto Maffei del quale, dopo il rientro a Milano, si trovò ad assumere il ruolo guida. La successiva fondazione del settimanale «Il Crepuscolo», che si avvalse della collaborazione autorevolissima di Carlo Cattaneo, rappresentò una'lteriore evoluzione nell'impegno di Carlo Tenca che, attraverso il nuovo periodico, cercò di realizzare in modo concreto. Quando Francesco Giuseppe venne in visita alla città, il 15 gennaio 1857, le autorità austriache imposero a Tenca di riservare uno spazio all'evento nella rubrica politica del giornale. Egli si oppose, e, dopo l'insuccesso della trasferta dell'imperatore (che aveva attraversato una Milano deserta, simbolo della protesta dei cittadini che si erano barricati in casa, tutti concordi nel creare il vuoto attorno a quello che era ormai considerato il tiranno) rifiutò di cambiare atteggiamento. Così la rubrica politica fu soppressa e la rivista subì un duro colpo, avviandosi verso il declino. Dopo il 1861 l'impegno politico divenne principalmente impegno parlamentare. Alle elezioni politiche del 1861 Tenca fu eletto deputato di Milano. Lo stesso anno il comune di Milano, su suo impulso, istituiva la famosa scuola superiore femminile che diventerà l'Istituto civico Alessandro Manzoni. Per circa vent'anni militò nella destra moderata e fu rieletto per diverse legislature; nel 1880, ormai malato, preferì dimettersi dalla carica. Nel corso della sua attività parlamentare fu membro del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. Si occupò, tra l'altro, della riorganizzazione generale delle scuole di Milano. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1883, fu Tullo Massarani a occuparsi della raccolta e della pubblicazione di molti suoi scritti politici e letterari, secondo la volontà dello stesso Tenca, che lo aveva nominato esecutore testamentario. È sepolto, come l'amata Clara, al Cimitero Monumentale di Milano. A Carlo Tenca è intitolato uno storico e prestigioso già Regio Istituto Magistrale. Ne Il cimitero di Praga, uscito il 29 ottobre 2010, Umberto Eco ha reso omaggio a Carlo Tenca, usando un passo de La ca' dei cani come epigrafe generale del suo sesto romanzo.

Ci donarono