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martedì 29 marzo 2022

Richiesta personale


Dì che scrivo versi cattivi,
Dì che rubo l'argenteria,
Di 'che sono un tedesco marcio
Perché la mia dieta dice che non posso mangiare ebrei
E slavi per colazione;
O che tradisco la nostra Austria
Perché canto lode di Bismarck.
Di 'che sono colpito dal dolore perché
Purtroppo per me manca la lode,
Calunniato, io sono fondamentalmente in occasione -
Ma chiedo solo una cosa:
Non dire che sono un pessimista,
Questa è l'ultima parola nel mio canto
Appartiene al blasé-moderno
Stupida, noiosa infelicità nel vivere!
Che cosa? Il poeta è un pessimista
Perché emette rumori lamentosi?
Solo perché il mondo è adorabile
E la vita gli sembra così affascinante
Lo rimpiangerebbe dolorosamente
Se da parte sua dovesse rinunciare.
Se chiami pessimisti tutte le persone
Chi si lamenta, quindi pessimista
È l'uomo da cui un grido
Scappa mentre è dal dentista!
Tutto ciò che i critici dicono, credici,
Solo che sono un pessimista!
Odio questa parola. Per me ha un odore
Piuttosto come la sua sillaba finale.
 
Robert Hamerling
 

mercoledì 24 marzo 2021

Il testamento

 

 
Il testamento
 
Amo la fiamma,
immagine di fulgore,
nel balenar del lampo
nel luccichio di stelle.
L’etere amo,
il libero e divino,
dove passano i venti,
le aquile, le nubi.
Amo l’onda
che mormora
nel fluire anelante,
di contrada in contrada.
Amo la terra,
il verde benedetto
dov’è ameno l’andare
ma più dolce il sostare.
E muoio.
L’essere mio affido volentieri
agi elementi divenuti cari.
Lo spirito alla fiamma
l’anima all’etere
il cuore all’onda
il corpo alla terra.
Lo spirito divampi
l’anima si effonda
del cuore il moto
ancora mormori e risuoni
il corpo riposi.
 
Robert Hamerling

martedì 24 marzo 2020

A B. (Ertha)

Bambina, come una farfalla innocua
Fluttuando oltre l'invalido tormentato dal dolore,
Quando mi hai visto iniziare il viaggio di ritorno a casa,
Sulla scia della sofferenza
Non pensare a me nel tuo colore giovanile:
Un pensiero fugace è tutto ciò che vorresti dare;
Né quando felicemente innamorato, nel matrimonio o nella maternità:
La tua memoria sarebbe solo un pallido riflesso nel trambusto della tua vita.
Solo a sessant'anni, per favore pensa a me:
Il povero malato che hai visto
Anno dopo anno si estendeva su un letto di sofferenza,
Chi, torturato da un dolore incessante,
Parli poco, salva gemiti laboriosi;
Niente era per te e niente poteva essere.
A sessant'anni, bambino, pensa a lui:
Allora ti ispirerai a lui, musa a lungo,
E in ritardo, una profonda compassione risorgerà in te
Per lui poi a lungo a riposo dalla sofferenza.
Una lacrimuccia ti riempie gli occhi come offerta
Per lui a lungo impantanato nella morte,
Chi non era niente per te, e niente potrebbe essere.


Il leone e la rosa

Su una profonda rosa rossa
Il leone arrabbiato camminò
La sua zampa afferrò velocemente la spina
Di questo delicato germoglio.

La sua zampa si gonfiava di grandi dimensioni;
Nel dolore arrabbiato è morto.
Rinfrescato, la rosa rossa ha bevuto
La rugiada del primo mattino.

Sii il delicato sempre così delicato,
Il ruvido sempre così ruvido,
Ciò che è fragile, gentile, puro -
Bellezza, trionfa su tutto.
 
Sii il delicato sempre così delicato,
Il ruvido sempre così ruvido,
Ciò che è fragile, gentile, puro -
Bellezza, trionfa su tutto.

Robert Hamerling




 
(Kirchberg am Walde, 24 marzo 1830Graz, 13 luglio 1889)
è stato un poeta e scrittore austriaco.
Figlio di un povero sarto nella Bassa Austria frequentò, grazie al sostegno di alcuni mecenati, il Schottengymnasium di Vienna. Nel 1848 nella capitale austriaca, dove aveva iniziato gli studi di filosofia, storia e medicina, si unì ai gruppi rivoluzionari universitari che chiedevano un governo più liberale e la cacciata di Metternich dalla Cancelleria imperiale, dando vita a una rivolta che causò la fuga dell'Imperatore Ferdinando I d'Austria e della famiglia reale austriaca a Innsbruck. Nel 1849 partecipò alla difesa della città messa sotto assedio dal Feldmaresciallo Alfred von Windisch-Graetz che al comando dell'esercito imperiale mise fine alla rivolta costringendo Hamerling a nascondersi per evitare la cattura. Nel 1852 per un breve periodo insegnò lingue e letteratura classica a Vienna per poi trasferirsi a Trieste dove dal 1855 al 1866 divenne insegnante di un liceo. Nel periodo che visse a Trieste, Hamerling scrisse "Venus im Exil" (1858) e "Ein Schwanenlied der Romantik" (1862). Nel 1866 per problemi di salute si ritirò a Graz dove diede inizio al suo periodo artistico più proficuo fino alla sua morte avvenuta nel 1889 all'età di 59 anni.

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