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mercoledì 7 giugno 2023

La mutevolezza


 
Noi siamo come nuvole che velano la luna a mezzanotte;
Così irrequiete sfrecciano, e sfavillano, e fremono,
striando l'oscurità radiosamente! - eppure subito
la notte si richiude attorno le cancella:
o come lire dimenticate, le cui dissonanti corde
rendono a ogni vario soffio del vento una risposta diversa,
alla cui fragile struttura nessuna nuova vibrazione apporta
un tono o una modulazione pari all'ultimo.
Noi riposiamo, e un sogno ha la potenza di avvelenarci il sonno.
Ci alziamo, e un pensiero errante può inquinare il giorno.
Sentiamo, concepiamo o ragioniamo, ridiamo o piangiamo,
ci disperiamo, o gettiamo via ogni affanno:
è tutto uguale! Sia una gioia o un dolore,
il percorso da compiere dal suo abbandono non si è ancora concluso
l'ieri dell'uomo non può mai essere simile al domani;
niente nel mondo può durare, eccetto la Mutevolezza
 
(Percy B. Shelley)

giovedì 4 agosto 2022

Le fonti si confondono col fiume

 


 Le fonti si confondono col fiume
i fiumi con l'Oceano
i venti del Cielo sempre
in dolci moti si uniscono
niente al mondo è celibe
e tutto per divina
legge in una forza
si incontra e si confonde.
Perché non io con te?
Vedi che le montagne baciano l'alto
del Cielo, e che le onde una per una
si abbracciano. Nessun fiore-sorella
vivrebbe più ritroso
verso il fratello-fiore.
E il chiarore del sole abbraccia la terra
e i raggi della Luna baciano il mare.
Per che cosa tutto questo lavoro tenero
se tu non vuoi baciarmi?


Percy Bysshe Shelley

giovedì 26 dicembre 2019

Serenata Indiana



Sorgo dal tuo sogno soave
Dal primo sogno della notte folta
Mentre il vento respira leggero
Ed ogni stella palpitando ascolta.
 
Sorgo dal tuo sogno soave
E uno Spirito mi ha recato
Chi mai, chi mai saprà come?
Sotto la tua finestra, bene amato.

Nel tacito, oscuro cammino
Anche la brezza già muore.
Come pensiero nel sogno
Del ciàmpak esala l'odore.

Si spegne sul piccolo petto
Dall'usignolo il lamento
Come su te io cadrei
Per come amata ti sento.

Sollevami dall'erba dove muoio.
Irrora di pioggia mai stanca
Di baci gli occhi sfiniti,
La bocca immobile, bianca.

Io sussulti danèliti profondi.
Ho pallida, fredda la faccia.
Oh stringi il mio cuore sul tuo
Fino a che taccia.
( Percy Bysshe Shelley )

domenica 4 agosto 2019

Alla Luna



E, come una signora morente emaciata e pallida,
Che innanzi barcolla, nascosta da un trasparente velo,
Fuori dalla sua camera, guidata dai folli
e flebili deliri del suo cervello snervato,
La luna si levò nel tenebroso est,
Una bianca e informe massa.
Sei pallida perché
Sei stanca di scalare il cielo
E fissare la terra
Tu che ti aggiri senza compagnia
Tra le stelle che hanno una differente
Nascita, tu che cambi
Sempre come un occhio senza gioia
Che non trova
Un oggetto degno della sua costanza?

 Percy Bysshe Shelley

venerdì 4 agosto 2017

Il tempo passato



Come il fantasma d'un amico amato
è il tempo passato.
Un tono che ora è per sempre volato
via, una speranza che ora è per sempre andata
un amore così dolce da non poter durare
fu il tempo passato.

Ci furon dolci sogni nella notte
del tempo passato.
Di gioia o di tristezza, ogni
giorno un'ombra avanti proiettava
e ci faceva desiderare
che potesse durare
quel tempo passato.

C'è rimpianto, quasi rimorso, per
il tempo passato.
È come il cadavere d'un bimbo molto
amato che il padre veglia, sinché
alla fine la bellezza è un
ricordo, lasciato cadere
dal tempo passato.
 
Percy Bysshe Shelley

Pellegrini del mondo


 
Tu Stella dimmi, che ali di luce
ti sospingono rapida a un volo di fiamma,
dentro quale caverna della notte
si chiuderanno ora le tue piume?
E tu Luna che vai, pallida e grigia
pellegrina del Cielo, per vie senza riparo,
in quali abissi del giorno e della notte
stai ora ricercando il tuo riposo?
Vento ormai stanco, che passi vagabondo
come l'ospite esule del mondo,
possiedi ancora un tuo nido segreto
in vetta a un albero, in mezzo alle onde?
 
Percy Bysshe Shelley

Percy Bysshe Shelley


Influenzato dalle idee illuministe, Percy Bysshe Shelley come poeta e intellettuale difese il pensiero liberale e si ribellò apertamente alle istituzioni religiose e politiche inglesi. Le sue liriche, dal tono acceso e impulsivo, si inseriscono perfettamente nel filone della poesia romantica, di cui è considerato uno dei più grandi autori, specie inglesi. Figlio primogenito del conformista Timothy Shelley, parlamentare Whig sotto la protezione del Duca di Norfolk, e di Elizabeth Pilfold Shelley, incomincia a studiare greco e latino alla scuola del reverendo Evan Edwards, parroco di Warnham. A casa suggestiona e meraviglia le sorelle Elizabeth e Mary con racconti di terrore e magia. Frequenta in seguito la Syon House Academy a Isleworth e nonostante si distingua per una notevole capacità di apprendimento, trova la scuola "un perfetto inferno" e preferisce trascorrere le giornate leggendo romanzi gotici. Tuttavia l'Università era imprescindibile per un soggetto del suo rango. Studia così a Eton e quindi a Oxford, da dove viene espulso per aver scritto e fatto circolare un opuscolo in difesa dell'ateismo. In quello stesso anno, è il 1811, sposa Harriet Westbrook e dopo l'ennesimo conflitto con il padre rompe ogni rapporto con lui per trasferirsi nel Lake District. Harriet gli darà due figli, Eliza Ianthe e Charles. Due anni dopo pubblica "Regina Mab", poemetto filosofico in nove canti che recepisce il pensiero socialista di William Godwin e che ha come tema il Passato, il Presente, il Futuro. L'incontro con Godwin lo porta a conoscerne la figlia Mary, con la quale va a vivere in Svizzera nel 1814 e, subito dopo la tragica fine della moglie Harriet, morta per suicidio, due anni dopo la impalma. Mary Shelley raggiungera grande notorietà come autrice del celeberrimo romanzo gotico "Frankenstein". Tornato in Inghilterra Percy Shelley scrive "Alastor, ovvero lo spirito della solitudine" (1816), allegoria in versi che anticipa le sue opere più importanti. Nell'estate dello stesso anno, nuovamente in Svizzera, Shelley e Mary conoscono un loro grande contemporaneo, l'acceso e febbrile George Byron. Nel 1818 pubblica "La rivolta dell'Islam", poemetto dai toni rivoluzionari: poco dopo la coppia lascia l'Inghilterra, dove Shelley non sarebbe tornato mai più. Anche la sua patria non voleva più saperne di lui, bandito dalla società a causa delle sue idee radicali e per il suo comportamento stravagante. Nei quattro anni seguenti vive soprattutto in Italia, dove stringe amicizia con il poeta Leigh Hunt e dove prosegue con una certa intensità la frequentazione con l'amico Byron. Il giorno 8 luglio 1822, non ancora trentenne, Percy Bysshe Shelley muore annegato al largo di La Spezia durante il tempestoso ritorno verso Lerici da una gita in barca. Il suo corpo insieme a quello dell'amico Edward Williams viene ritrovato a Viareggio. I corpi vengono arsi sulla stessa spiaggia, alla presenza degli amici Lord Byron e Leigh Hunt. Più tardi la tomba di Shelley verrà posta nella città di Roma. Molta critica considera Shelley uno dei maggiori poeti inglesi, soprattutto per le sue le brevi odi familiari, che comprendono "A un'allodola" (1820), "Ode al vento d'Occidente" (1819), "La nuvola" (1820). Molto apprezzate sono anche le tre brevi liriche che dedicò all'amore e "Adonais" (1821), elegia in morte di John Keats. L'intenso lirismo di queste opere traspare anche in "Prometeo liberato" (1820), che tuttavia rimane l'opera di un poeta, più che di un drammaturgo.

Ghianda acrostico