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martedì 19 maggio 2026

Mamma, hai la bocca piena di terra



Friuli, inverno 1954.

Mamma, hai la bocca piena di terra.
Radici ora ramificano dagli occhi
dal cuore che ci offriva il pane in silenzio.
E tremavi tutta per la nostra pena
di fanciulli ormai adulti,
di fanciulli ancora soli e poveri.
La casa è deserta d'allora,
la corte tutta un disordine e nulla
è mutato dell'esistenza avara.
Mamma, ora neppure Iddio mi risponde,
Egli s'è chiuso dietro un portone di bronzo
cui picchio, soprattutto di notte,
ma nessuno viene a consolare
questo tuo ultimo figlio.
Solo il vento fischia e cavalca
su tutta la pianura.
Ho lasciato il gregge: ricordi
la pecora segnata di bianco in fronte,
la pecora vissuta con noi tanti anni,
la madre di tutti gli agnelli
che sapeva il tuo passo lieve
e ti chiamava con la voce di una creatura
e ti guardava con occhi così dolci
quando la mungevi la sera.
E io ero felice come una rondine
di ritorno dai campi col gregge sazio.
Ho lasciato i nostri campi, mamma,
quella pianura vasta e taciturna
dal colore dei tuoi capelli
biondi come le vigne all'autunno.
Ho lasciato i compagni sul sagrato
a rincorrersi e la chiesa bianca:
ricordi quel giorno triste di settembre,
tu mi salutavi dietro la porta e dicevi:
Figlio, noi siamo poveri.
E' un'avventura troppo grande!
E' un'avventura troppo grande, Madre!
E il cielo non risparmia nessuno
e gli uomini non perdonano ai sacerdoti.
Ora torno dal deserto di mezza Europa
nella casa immensa. (Allora
ci pareva un nido di passeri).
E mi pesi ancora sulle braccia
a nero vestita e serena.
D'allora mi pesi ogni giorno sulla patena
insieme a Cristo, mia dolce rovina,
come forse noi ti pesavamo nel grembo.
Prima tu piangevi sulla nostra sorte,
ora io faccio amara anche la tua morte.
D.M. Turoldo
1916 -1992; sacerdote e poeta friulano, di umile famiglia contadina.

venerdì 29 marzo 2024

SOTTO LA CROCE, IN SILENZIO🙏



Ritta, discosta appena dal legno,
stava la Madre assorta in silenzio,
pareva un'ombra vestita di nero,
neppure un gesto nel vento immobile.
Lo sguardo aveva perduto, lontano:
cosa vedevi dall'alta collina?
Forse una sola foresta di croci?
O anche tu non vedevi più nulla?
Madre, tu sei ogni donna che ama.
Madre, tu sei ogni madre che piange
un figl...io ucciso, un figlio tradito:
madri a migliaia, voi madri in gramaglie!
E figli mai finiti di uccidere;
figli venduti e traditi a miriadi,
torturati appesi ai patiboli,
empi vessilli dell'empio potere.
Dalla città già salivan le tenebre,
e ancor più impallidiva il suo volto,
e lui era tutto una crosta di sangue,
perfino il cielo era nero di sangue.
Nero lenzuolo di sangue pareva
steso ad avvolger la grande Assenza
che infittiva lo stesso silenzio
e si addensava e spandeva nell'aria.
O Madre, nulla pur noi ti chiediamo:
quanto è possibile appena di credere,
e star con te sotto il legno in silenzio:
sola risposta al mistero del mondo.
( DAVID MARIA TUROLDO )

martedì 14 marzo 2023

Elemosina


L'elemosina non è quella che facciamo noi, quella che intendiamo noi, no! "Elemosyné", cioè l'elemosina, è amore che trabocca. In realtà vuol dire questo. E' come un vaso pieno il cui contenuto si riversa. L'elemosina è la partecipazione misericordiosa alla condizione dell'altro. Solo allora tu, in questa maniera, entri nella sfera di Dio, perché Dio è l'esser per l'altro
(David Maria Turoldo)

 

lunedì 22 novembre 2021

Lo Spirito di Dio

 

Lo Spirito di Dio


Tu vieni a turbarci,
vento dello spirito.
Tu sei l'altro che è in noi.
Tu sei il soffio che anima
e sempre scompare.

Tu sei il fuoco
che brucia per illuminare.
Attraverso i secoli e le moltitudini
Tu corri come un sorriso
per far impallidire le pretese
degli uomini.

Poiché tu sei l'invisibile
testimone del domani,
di tutti i domani.
Tu sei povero come l'amore
per questo ami radunare
per creare.
Oh, ebbrezza e tempesta di Dio!

(David Maria Turoldo)

giovedì 14 ottobre 2021

Il ricordo di un amico


Penso che nessun'altra cosa ci conforti tanto,
quanto il ricordo di un amico,
la gioia della sua confidenza
o l'immenso sollievo di esserti tu confidato a lui
con assoluta tranquillità:
appunto perchè amico.
Conforta il desiderio di rivederlo se lontano,
di evocarlo per sentirlo vicino,
quasi per udire la sua voce
e continuare colloqui mai finiti.

David Maria Turoldo 


domenica 22 novembre 2020

Canta il sogno del mondo

 

 

Ama
saluta la gente
dona
perdona
ama ancora e saluta.
Dai la mano
aiuta
comprendi
dimentica
e ricorda solo il bene.

E del bene degli altri
godi e fai godere…
E vai, leggero dietro il vento
e il sole
e canta…
canta il sogno del mondo:
che tutti i paesi
si contendano
d'averti generato.

 

David Maria Turoldo

venerdì 22 novembre 2019

LO DIRO' CON UN SORRISO



Andrò in giro per le strade sorridendo,
finché gli altri diranno:- è pazzo!
E mi fermerò soprattutto...
Coi bambini a giocare in periferia,
poi lascerò un fiore ad ogni finestra
e saluterò chiunque incontrerò per via,
stringendogli la mano.
E poi suonerò con le mie mani
le campane della torre a più riprese
finché sarò esausto,
e dirò a tutti:PACE!
Ma lo dirò in silenzio
e solo con un sorriso,
ma tutti capiranno.

* David Maria Turoldo *

Lettera aperta



A voi, figlie della notte
creature dei roveti
la mia lettera d'amore:

per quando, o sorelle,
sarete buttate
come un canovaccio:

verrò a raccogliervi
per fare di voi
il lino della Veronica

e del vostro pianto
il vino migliore
per la mia consacrazione
D.M.Turoldo

David Maria Turoldo

 
Nacque a Coderno di Sedegliano il  22  novembre 1916, 
nono  figlio  di  Giovanbattista e Anna di Lenarda,
fu battezzato con il nome di Giuseppe.  Entrato  nella 
casa   di formazione dell'ordine  dei Servi di Santa  Maria
e fece il 2 agosto 1935 la sua prima professione   
religiosa   nel   convento   di  Santa  Maria di
Cengio  a  Isola   Vicentina  assumendo  il  nome di  fra
Davide Maria. Proseguì gli studi  umanistici e  teologici
nelle città  di  Venezia e Vicenza, giungendo, a  22 anni,
il  30  ottobre  1938, alla solenne professione con  i voti
definitivi. Il 19 agosto 1940 divenne  presbitero e  iniziò
il suo ministero nel convento di Santa  Maria  dei Servi
in San Carlo a Milano.Dove  nel 1942 si iscrisse alla fa-
coltà di filosofia laureandosi in data 11 novembre 1946.
Nel  1955  lo  troviamo a Firenze e nel 1961 a Udine nel
santuario  caro  a  friulani di Santa Maria delle Grazie e
quindi nel 1964 si fermò  a Fontanella di Sotto il Monte
a Bergamo.Nel 1988 ebbe conoscenza della sua malat-
tia  e  nel  giovedì  del  6 febbraio del 1992 si spegne a
Fontanella ove è sepolto.

Ghianda acrostico