E noi li abbiamo lasciati quei luoghi gentili Con passo pesante, verso il nuovo calvario, Di qui osserviamo, come chi allo specchio Veda il proprio volto, L'umanità suicida. Capiamo quali spettri orribili La mano rossa dell'uomo Sappia fare sorgere.
Se noi non avessimo amato, Chi sa se quel narciso avrebbe attratto l’ape Nel suo grembo dorato, Se quella pianta di rose avrebbe ornato Di lampade rosse i suoi rami! Io credo non spunterebbe una foglia In primavera, non fosse per le labbra degli amanti Che baciano. Non fosse per labbra dei poeti Che cantano. Oscar Wilde
Oscar Fingal O'Flahertie Wills Wilde. (Dublino, 16 ottobre1854 – Parigi, 30 novembre1900), è stato uno scrittore, aforista, poeta, drammaturgo, giornalista e saggistairlandese. Autore dalla scrittura apparentemente semplice e spontanea, ma sostanzialmente molto raffinata ed incline alla ricerca del bon mot,
con uno stile talora sferzante e impertinente egli voleva risvegliare
l'attenzione dei suoi lettori e invitarli alla riflessione. È noto
soprattutto per l'uso frequente di aforismi e paradossi,
per i quali è tuttora spesso citato. L'episodio più notevole della sua
vita, di cui si trova ampia traccia nelle cronache del tempo, fu il
processo e la condanna a due anni di prigione per «gross public indecency», come era definita l'omosessualità dalla legge penale che codificava le regole, anche morali, riguardanti la sessualità della sua stessa classe sociale.Molti i libri
scritti sulle sue vicende e sulle sue opere, tra le quali – in
particolare – i suoi testi teatrali, sono considerati dai critici dei capolavori del teatro dell'Ottocento.Il
futuro scrittore dopo aver frequentato il prestigioso Trinity College
a Dublino e il Magdalen College, divenne presto popolare per la sua
lingua sferzante, per i suoi modi stravaganti e per la versatile
intelligenza. Ad Oxford, dove fra l'altro vinse il premio Newdigate con
il poema "Ravenna", conobbe due fra i maggiori intellettuali del
tempo, Pater e Ruskin, che lo introdussero alle più avanzate teorie estetiche e che affinarono il suo gusto artistico.
Nel 1879 soggiorna a Londra dove inizia a scrivere occasionalmente
saggi giornalistici e pubblicare poemi. Nel 1881 escono i "Poems" che
ebbero in un anno ben cinque edizioni. La sua chiarezza, il suo
brillante modo di conversare, il suo ostentato stile di vita ed il suo
stravagante modo di vestirsi fecero di lui una delle figure più
salienti degli affascinanti circoli londinesi. Un tour di lettura durato
un anno negli Stati Uniti incrementò la sua fama e gli diede
l'opportunità di formulare meglio la sua teoria estetica che ruota
intorno al concetto di "arte per l'arte". Nel 1884, ritornato a Londra
dopo aver trascorso un mese a Parigi, sposa Costance Lloyd: un
matrimonio più di facciata che dettato dal sentimento. Wilde è difatti
omosessuale e vive questa condizione con enorme disagio, soprattutto a
causa della soffocante morale vittoriana
che imperava nell'Inghilterra del tempo. La costruzione di cartapesta
eretta da Oscar Wilde non poteva però durare a lungo e infatti, dopo la
nascita dei suoi figli Cyryl e Vyvyan, si separa dalla moglie a causa
dell'insorgere della sua prima vera relazione omosessuale. Nel 1888
pubblica la sua prima collezione di storie per ragazzi "Il principe
felice e altre storie", mentre tre anni dopo compare il suo unico
romanzo, "Il ritratto di Dorian Gray",
capolavoro che gli diede fama imperitura e per cui è conosciuto
ancora oggi. L'aspetto peculiare del racconto, oltre alle varie
invenzioni fantastiche (come quella del ritratto ad olio che invecchia
al posto del protagonista), è che Dorian possiede indubbiamente molti
dei tratti caratteristici dello scrittore, cosa che non mancò di
scatenare l'ira dei critici, i quali ravvedevano nella prosa di Wilde i
caratteri della decadenza e della disgregazione morale. Nel 1891, il
suo "annus mirabilis", pubblica il secondo volume di favole "La casa
dei melograni" e "Intenzioni" una collezione di saggi comprendente il
celebre "La decadenza della menzogna". Nello stesso anno stende per la
famosa attrice Sarah Bernhardt il dramma "Salomé", scritto in Francia
e fonte ancora una volta di grave scandalo. Il tema è quello della
forte passione ossessiva, particolare che non poteva non attivare gli artigli
della censura britannica, che ne proibisce la rappresentazione.Ma la
penna di Wilde sa colpire in più direzioni e se le tinte fosche le
sono familiari, nondimeno si esprime al meglio anche nel ritratto
sarcastico e sottilmente virulento. La patina di amabilità è anche
quella che vernicia uno dei suoi più grandi successi teatrali: il
brillante "Il ventaglio di Lady Windermere", dove, sotto l'apparenza
leggiadra e il fuoco di fila delle battute, si nasconde la critica al
vetriolo alla società vittoriana.
La stessa che faceva la fila per vedere la commedia. Galvanizzato dai
successi, lo scrittore produce una quantità considerevole di pregevoli
opere. "Una donna senza importanza" torna alle tematiche scottanti
(avendo a che fare con lo sfruttamento sessuale e sociale delle
donne), mentre "Un marito ideale" è incentrato nientemeno che sulla
corruzione politica. La sua vena umorisitca esplode nuovamente con
l'accattivante "L'importanza di chiamarsi Ernesto", un'altra
stilettata al cuore dell'ipocrita morale corrente.
Questi lavori vennero definiti come perfetti esempi della "commedy of
manners", grazie alle loro illustrazioni delle maniere e della morale
dell'affascinante e un po' frivola società del tempo. Ma la società vittoriana
non era così disposta a farsi prendere in giro e soprattutto a veder
svelate le sue contraddizioni in maniera così palese e sarcastica. A
partire dal 1885, la scintillante carriera dello scrittore e la sua vita
privata vennero dunque distrutte. Già dal 1893 la sua amicizia con
Lord Alfred Douglas, detto Bosie, mostra la sua pericolosità
procurandogli non pochi fastidi e suscitando scandalo agli occhi della
buona società. Due anni dopo viene appunto processato per il reato di
sodomia. Entrato in carcere viene processato anche per bancarotta, i
suoi beni sono messi all'asta mentre sua madre muore poco dopo. Viene
condannato per due anni ai lavori forzati; è durante il periodo del
carcere che scrive una delle sue opere più toccanti "De profundis",
che non è altro che una lunga lettera indirizzata al mai dimenticato
Bosie (il quale nel frattempo si era allontanato non poco dal
compagno, quasi abbandonandolo). Sarà il vecchio amico Ross, l'unico
presente fuori dal carcere ad attenderlo al momento della
scarcerazione, a tenerne una copia e a farla pubblicare, come
esecutore testamentario, trent'anni anni dopo la morte di Wilde.
L'ultima opera, scritta dopo un riavvicinamento a Bosie, è "Ballata
del carcere di Reading" che termina nel 1898 dopo essere uscito di
prigione, durante un soggiorno a Napoli. Tornato a Parigi apprende
della morte della moglie e, dopo un paio d'anni di spostamenti sempre
insieme all'amato Bosie, il 30 novembre del 1900 Oscar Wilde muore di
meningite.