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domenica 4 ottobre 2026

Parchi della Rimembranza

Parchi della Rimembranza.

Il fante che nel sol un dì cadea
dorme ancora lassù, bianco e beato,
vestito dei suoi panni di soldato
sotto i sassi dell'ultima trincea.

Chi gli scavò la fossa poveretta
legno per una croce non avea.
Guerriero contadino che piangea
sul tumulo piantò la baionetta.

Ma là nel suo villaggio, ove c'è tanta
gente che l'ebbe, bimbo sui ginocchi
e ricorda la luce che avea negli occhi,
hanno dato il suo nome ad una pianta.

Fiamma verde da terra scaturita
arde sul limitare della strada,
e sa che porta il nome d'una vita
che dorme all'ombra eroica d'una spada.
Talora viene, con un suo bisbiglio
di cose dolci, una donnetta affranta.
Strappa l'ortica al ceppo della pianta
e le par di difendere suo figlio.

E i bimbi della scuola, in obbediente
schiera onorando il milite latino,
leggono il nome e gridano:"Presente!"
ed han negli occhi lampi di destino.

Renzo Pezzani.

martedì 29 settembre 2026

La scuola di campagna

 


 La scuola di campagna

È fuori dal borgo, due passi
di là dal più fresco ruscello,
recinta di muro e cancello,
la piccola scuola di sassi.

Agnella staccata dal branco,
col suono che al collo le han messo
richiama ogni bimbo al suo banco,
nell’aula che odora di gesso.

C’è ancora la vecchia lavagna,
con su l’alfabeto mal fatto;
lo scrisse un bambino, distratto
dal verde di quella campagna.

E lei ,che mi vide a sei anni,
c’è ancora: la voce un po’ fioca,
vestita d’identici panni,
la vecchia signora che gioca.

C’è ancora il vasetto d’argilla
che m’ebbe suo buon giardiniere:
è verde, fiorito di lilla,
e un bimbo gli porta da bere.

Il tempo passò senza lima,
su queste memorie. Ritorno
lo stesso bambino d’un giorno
sereno, nell’aula di prima.

E in punta di piedi, discreto,
nell’ultimo banco mi metto
e canto, nel dolce coretto
dei bimbi, l’antico alfabeto.

 Renzo Pezzani

giovedì 19 marzo 2026

Autocorriera

Autocorriera

A quale meta t’avvii
bella nave terrestre
carica d’ansie e di addii
nella scia di vie maestre?

Sfiori campagne assorte
a maturar fieni e biade,
case aperte, chiuse porte,
la pace delle contrade.

Luccichi al sole dei giorni
in bei colori festivi,
speranza di lieti arrivi
e d’accorati ritorni…

Costellazione di fari
la notte incendi improvvisa.
Pavida l’ombra, recisa,
sgomenti ne’ suoi ripari.

Esci al più fresco sereno
dai cigli dell’uragano.
Con grido quasi umano
saluti l’arcobaleno.

Renzo Pezzani



 

mercoledì 26 novembre 2025

Il fuoco


Il fuoco

_non ho un amico,
non ho un fratello.
O focherello,
facciamo un gioco?
( No, non giocare, bimbo col fuoco!).

_Nasci più bello
da questo arbusto,
bello e robusto,
l'occhio di brace.
( Il fuoco dice:_Lasciami in pace!).

Il bimbo piange.
Finito il gioco.
_Cattivo fuoco
che m'hai scottato!
( Ma il fuoco dice:_ Io t'ho avvisato!).

Renzo Pezzani

Ciò che il cuore desidera

I cuore del bambino egoista desidera:
che solo il suo compito meriti la lode;
che solo la sua penna non faccia macchie;
che solo il suo pane sia grande e fresco;
che solo il suo abito sia nuovo e pulito;
che solo nella sua casa non entri il dolore e ci sia un fuoco acceso.

I cuore del bambino generoso desidera:
Che tutti i compagni sappiano la lezione;
che nessuno rimanga indietro nel dettato;
ch nessuno perda il segno della lettura;
che ognuno dica: non ho fame;
che nessuno abbia le scarpe rotte quando nevica o piove;
che tutti abbiano qualcuno che li aspetta quando escono da scuola.
Renzo Pezzani

L acasa della pace


 

martedì 25 novembre 2025

Canto d’Aprile

 


Canto d’Aprile 

C’è fra i sassi, ieri non c’era,
l’erba che trema come un verde fuoco:
l’ha perduta per gioco
la giovane Primavera.

La pecorina vestita di lana
ora strappa le tenere foglie,
e, per ogni ciuffo che coglie,
batte un tocco di campana.

A quel suono fiorisce il pesco:
si schiudon le finestrelle,
e le rondini dal cuore fresco
giungono dalle stelle.

Ogni cosa ha la sua festa
(poi che brilla come bandiere
il bucato alle ringhiere)
e le ragazze un fiore in testa.

L’acqua chiocca nella peschiera
rotonda come una secchia
e l’allodola dentro vi specchia
il suo canto di primavera.

Renzo Pezzani

martedì 18 novembre 2025

La Madonna e il bambino

Madonnina, per piacere
(so portare mio fretello)
me lo date datenere
quel bambino così bello?

Siete stanca, poverina?
Se volete riposare
ve l'insegno una casina
sulla pietra dell'altare,

dove batte ogni dolore
che vuol pace dal signore.

Renzo Pezzani

domenica 16 novembre 2025

Invito al Presepio

 

Venne un angelo al mio cuore,
al mio cuore di bambino.
Disse: mettiti in cammino,
troverai il tuo signore,
più radioso di una fiamma,
sui ginocchi della mamma.”
Nella notte santa e bella
camminai dietro i pastori
camminai dietro la stella
coi miei piccoli dolori,
e ad ogni passo mi sentivo
più leggero e più giulivo.
Giunsi infine ad una grotta,
(come povera di tutto!)
dalla porta vecchia e rotta
la Madonna col suo putto
vidi, e l’angelo e il pastore
adorare il mio signore;
e tre re soavi e buoni
giunti là chissà da dove;
ed un asino ed un bove
silenziosi testimoni
che l’avevano scaldato
con la nuvola del fiato.
Adorai il bimbo, e poi
lo pregai di farmi buono
e gli chiesi qualche dono
qualche dono anche per voi.

Renzo Pezzani

 

Natale

 


Natale


 

Notte di Natale

 


Notte di Natale 

Porti ognuno il suo cuore,
il suo cuore come un agnello.
Se incontra un lupo lo chiami fratello,
se incontra un povero, quegli è il Signore.

Andiamo dunque, che l’ora è propizia.
notti d’angeli s’è fatta ormai.
Sotto la neve dan fiori i rosai.
Ecco la stella natalizia.
Non fu mai vista più chiara stella
sul campanile del nostro paese.
La più povera delle chiese
fa sentire la campanella.
Una campana così contenta
che non è cuore che non la senta.

 Renzo Pezzani

La veste nuova

 

Voglio farti una vestina
di lanetta e cotonina
che nessuno ce l’avrà.

Ma per fare economia
taglierò una veste mia
che nessuno lo saprà.

Non ho l’ago, né il cotone.
Per cucirla una canzone
la tua mamma canterà.

Taglia e cuci si fa sera.
Per vederci una preghiera
sul mio labbro splenderà.

Ecco fatta. E domattina
sembrerai una regina.
Oh! La mia felicità.

Renzo Pezzani

venerdì 10 ottobre 2025

Il fuoco dei poveri

 


“Poverina, che mani rosse.

Chi ti manda per fuscelli?
La tua mamma?”. “Così fosse!
Sono sola con sette fratelli”.
“Oltre il prato, oltre i sentieri
io so di un posto che di legne
se ne trova a mucchi interi”.
“Ma il camino mi si spegne.
A me basta questo poco
per tenere allegro il fuoco”.
“E doman, come farai?”,
“Se il Signore pensa agli uccelli,
può scordare i miei fratelli?
Passeranno i carbonai
e una legna pur cadrà
dalla groppa dei giumenti.
Siamo otto in povertà
ma del poco siam contenti.
Non ci vuole molta brace
per scaldar la nostra pace”.

Renzo Pezzani

 

martedì 30 settembre 2025

Il libro

 

Se basta in cielo una stella

a far la sera più bella;

se basta un fiore sul melo
a far sorridere il cielo;

se basta un canto da nulla
a dondolare una culla;

se basta un poco di pioggia
a far cantare la roggia;

oh, questo libro piccino
può far saggio un bambino.

Renzo Pezzani

sabato 27 settembre 2025

Chi è quel suonatore

Chi è quel suonatore che, quando il giorno muore,
suona quel suo violino
tra i fiori del giardino?
Suona di primavera
con quel suo tocco incerto;
e quando da concerto
è in abito da sera.
Renzo Pezzani

mercoledì 20 agosto 2025

Febbraio

 Se ridi, o Febbraio piccino,

col sole sia pure di un dì,

é un riso che dura pochino,

pochino, pochino così.

Appena quel tanto che basta

 a fare cantare le gronde

dell'acqua mutevole e casta

che lascia la neve che fonde.

Ma basta quel primo turchino,

quel pò d'intravista speranza

a dare una nuova fragranza

al cuore e al destino.

 

R.Pezzani

lunedì 18 agosto 2025

Il nostro pane

 

Ricordi quel grano nel solco,
quel grano piccino così,
caduto di mano al bifolco
(che inverno!) e di gel non morì?

Ricordi quel piccolo stelo
d’un verde lucente, che in campo
tremava d’un tuono, d’un lampo,
fidando soltanto nel cielo?

Ricordi la spiga ancor molle,
piegata sul gambo cresciuto?
Il giorno, bambino, è venuto
che l’uomo la tolga alle zolle.

Di giugno si miete. Ciascuno
raccolga nel campo perchè,
un poco più bianco o più bruno,
ciascuno abbia un pane per sè.

Renzo Pezzani

giovedì 14 agosto 2025

Il salvadanaio




Un soldo nel salvadanaio
da solo non canta, sbadiglia;
è povero come gennaio
è nato per stare in famiglia.
E' come un bambino
che vuole qualcuno vicino.
Se invece un compagno gli dai
e scuoti la palla d'argilla,
udrai quel soldino che trilla
il canto dei salvadanai.
Chè vivere è bello,
se trovi nel mondo un fratello.
E cento soldini riuniti
gli fanno un allegro coretto.
Ti costano sforzi inauditi,
ma. tu ti sei fatto un ometto;
un uomo piccino
che tiene già in pugno il destino.


Renzo Pezzani

mercoledì 23 luglio 2025

Natale

Anche i figli, che sulle navi
un dì partirono, e tu chiamavi
per lunghe notti nere, o mammina,
sono tornati alla bianca cucina.
Li vedi, i piccoli, i grandi...Oh, belli,
tant'occhi azzurri, tanti fratelli.
Pane ne diede il campo: oh, fatica
santa! la terra fu nemica.
Li vedi, intorno. Sichiamano ancora
coi nomi piccoli, dolci d'allora:
di quando anche il più grandicello,
mangiava il latte nello sgabello:
di quando, giovane, li aveva in seno
e non mietevano il grano e il fieno.
Frutti, ora, pendono, nuovi, a quei rami;
e come i tuoi frutti li geardi e li ami.
Ci sono tutti qua dentro satsera;
e tutti, in ginocchio, la san la preghiera.
Che mai ti importano i capelli bianchi:
nessuno, mammina, nessunio che manchi.
Ognuno nel mucchio portò la sua pace
e al fuoco materno si scalda e si tace.
Natale! la stella è già sulla pieve,
e gli angeli scalzi van per la neve.
Si sente un passo. Qualcuno è per via,
cammina e non trova la casa natìa.
Cercala, cercala, o pellegrino!
Tua madre t'aspetta e fa fuoco al camino:
ti copre col tondo la ciotola piena,
che non raffreddi la povera cena.
Ma tu li hai tutti d'intorno in cucina,
tant'occhi fratelli, i tuoi figli, mammina.

Renzo pezzani


Ci donarono