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martedì 16 febbraio 2021

Una strana gioia

 


Una strana gioia 

Strana gioia di vivere

la chiamò Sandro Penna,

un frizzante vinello

un diavoletto in corpo.

Ti svegli e vai alla finestra,

respiri largo, ti stiri,

senza volerlo sorridi:

cerchi un motivo ma non c’è,

niente è diverso da ieri,

nessun prodigio è in corso.

Forse è un compenso

o un premio perché vivi.

Ariodante Marianni

nella foto autoritratto del poeta/pittore

domenica 16 febbraio 2020

Canzonetta dei beni perduti


Dalla loro mancanza,
le cose possedute
prendono rilevanza
(là c'era un bosco canoro
e tutto intorno una danza
di loglio avena e trifoglio).
Ciò che dimentichiamo
è per sempre perduto.
Così tutti pecchiamo
di falsa testimonianza.

Ariodante Marianni

L’amore e' una guerra


L’amore è una guerra, vuoi convincermi,
con qualche tregua, con qualche armistizio,
e io devo essere un cattivo soldato
se vengo a te allo scoperto, senza difese,
a te che sai combattere bene, e colpisci
duro, ogni volta (ne porto i lividi
per giorni). Così elaboro tattiche,
complicate strategie: ma a che servono?
Come ti vedo, alzo le braccia, sventolo
un bianco sorriso; e non ti piace, lo so.
Ma forse è questa la mia inconsapevole
rappresaglia: eludere i tuoi piani,
sventare gli attacchi, rendere inutili
le armi, toglierti, insomma, ogni gloria.
 
Ariodante Marianni

Ariodante Marianni


 
 















(Napoli, 16 febbraio 1922Borgomanero, 26 marzo 2007)
è stato un poeta, traduttore e pittore italiano.

Nacque da padre di origine montefeltrina e da madre romana. La famiglia si era trasferita nel capoluogo campano per motivi di lavoro del capofamiglia, che morì improvvisamente lasciando la moglie e tre figli in tenerissima età: Ariodante, il primogenito, aveva solo sette anni. La madre trasferì la famiglia a Roma, dove visse in ristrettezze economiche. Ariodante, tuttavia, riuscì a completare con successo gli studi, conseguendo la laurea in economia. Nella prima giovinezza studiò anche recitazione e pittura. Operò principalmente fra Roma e Bracciano, ma, negli ultimi anni di vita, si trasferì in Piemonte. I suoi versi, usciti dapprima in riviste e brevi plaquettes, sono raccolti nei volumi Stato d'allerta (poesie 1948-1962), finalista al Premio Viareggio 2002, e Una strana gioia (poesie 1982-2002), con prefazioni di Mario Lunetta e Alfredo Giuliani, finalista al Premio Pasolini 2004. Nel 2008 è uscita la raccolta di poesie postume, chiusa dall'autore proprio il giorno prima della morte, giunta improvvisamente, Un amore senile e altre spezie, con nota di Alfredo Luzi. Apprezzata, è stata la sua attività di traduttore di poeti moderni inglesi e americani come Dylan Thomas, Wystan Hugh Auden, Williams Emily Dickinson, nonché l'intera opera poetica di W.B. Yeats; per la quale ultima è stato insignito del Premio Monselice per la traduzione poetica. Come pittore ha esposto, con lo pseudonimo di Ario, in mostre personali e collettive in varie città italiane (Roma, Firenze, Livorno, Milano, Bologna, Bari, Borgomanero, Brescia, Belgirate, Omegna, Verbania) ed è presente in varie collezioni private in Italia e all'estero. La sua attività in questo campo, durata oltre un ventennio, è ora ampiamente documentata dal volume Pagina Picta. Il caso l'allegoria e la volontà nella pittura di Ariodante Marianni. È stato redattore della rivista di critica e letteratura Marsia, pubblicata a Roma negli anni 1957 - 1959. Marianni è stato segretario di Giuseppe Ungaretti ed addetto stampa del Festival di Spoleto negli anni settanta; ha collaborato a trasmissioni radiofoniche e televisive. Una sua lettura di poesie è stata messa in rete dall'amico e animatore culturale Giorgio Weiss. Nel 1990 sul suo testo intitolato Brindisi di San Silvestro il compositore Vittorio Gelmetti realizzò una composizione per coro maschile.

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