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mercoledì 10 aprile 2024

Nilde Iotti




all'anagrafe Leonilde Jotti

(Reggio nell'Emilia, 10 aprile 1920 – Poli, 4 dicembre 1999),
è stata una politica italiana, prima donna a ricoprire la carica di Presidente della Camera dei deputati. Occupò lo scranno più alto di Montecitorio per tre legislature, dal 1979 al 1992, conseguendo un primato finora incontrastato nell'Italia repubblicana. Rimase orfana del padre Egidio (ferroviere e sindacalista socialista) nel 1934. Si laureò in lettere all'Università Cattolica di Milano. Ebbe tra i suoi professori Amintore Fanfani e fu per qualche tempo insegnante ma decise di abbandonare la professione quando maturò un profondo spirito antifascista che la convinse ad occuparsi di politica. Nilde Iotti era atea. Dopo l'8 settembre 1943 si iscrive al PCI e partecipa alla resistenza, svolgendo inizialmente la funzione di porta-ordini, poi aderendo ai Gruppi di Difesa della Donna, formazione antifascista del PCI, diventando organizzatrice e responsabile. Fu presidente dell'Unione Donne Italiane di Reggio Emilia. Nel 1946 viene candidata dal Partito Comunista Italiano e viene eletta all'assemblea costituente. Nello stesso anno inizia a Roma una relazione con il Segretario Nazionale del PCI, Palmiro Togliatti, di 27 anni più anziano (già marito di Rita Montagnana e padre di Aldo) che terminerà soltanto con la morte del leader comunista, nel 1964. Il loro legame diviene pubblico nella contingenza dell'attentato del 1948. Insieme chiesero e ottennero l'affiliazione di una bambina orfana: Marisa Malagoli, sorella minore di una dei sei operai uccisi in uno scontro con le forze dell'ordine il 9 gennaio 1950, a Modena, nel corso di una manifestazione operaia Nell'Assemblea Costituente, Nilde Iotti fa parte della Commissione dei 75 incaricata della stesura della Costituzione. Rieletta nel 1948 alla Camera dei deputati, siede tra i banchi di Montecitorio ininterrottamente sino al 1999 e per lungo tempo ne presiede l'Assemblea: viene infatti eletta Presidente della Camera dei deputati per tre volte consecutive, ricoprendo così quella carica per 13 anni, dal 1979 al 1992. Nel 1992 è inoltre la candidata di sinistra alla Presidenza della Repubblica. Durante la sua vita ricevette inoltre numerose mansioni di prestigio quali: la presidenza della Commissione bicamerale per le riforme istituzionali costituita il 9 settembre 1992 (dal marzo 1993, subentrando al dimissionario Ciriaco De Mita, sino al 7 aprile 1994); la presidenza della delegazione italiana presso l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa (1996 - 1999), di cui fu anche vicepresidente nello stesso periodo. Rinunciò a tutti gli incarichi il 18 novembre del 1999 a causa di gravi problemi di salute. La Camera dei deputati accolse le sue dimissioni con un lunghissimo applauso. Muore il 4 dicembre 1999, per arresto cardiaco, alla clinica Villa Luana di Roma. È sepolta presso il Cimitero del Verano di Roma.

venerdì 28 aprile 2023

Adele Bei.....Le donne della Costituente



coniugata Ciufoli
(Cantiano, 4 maggio 1904Roma, 15 ottobre 1976),
è stata una sindacalista e politica italiana, componente dell'Assemblea costituente, senatrice e deputata del Partito Comunista Italiano.Nata in una famiglia povera operaia fortemente politicizzata, nel 1920 sposò Domenico Ciufoli, tra i fondatori del Partito Comunista d'Italia. Entrata anche lei nel partito nel 1925, espatriò con il marito in Francia, da dove compì numerosi viaggi clandestini in Italia per svolgere attività di collegamento tra militanti antifascisti. Nel 1933 venne arrestata e condannata dal Tribunale speciale per la difesa dello Stato a diciotto anni di reclusione. Scontò sette anni e mezzo cui si aggiunsero due e mezzo di confino; fu liberata nell'agosto del 1943. Dopo l'8 settembre 1943, partecipò alla lotta partigiana a Roma, con il compito di organizzare le masse femminili. Insieme alle altre dirigenti del Partito comunista clandestino (Laura Lombardo Radice, Marcella Lapiccirella, Egle Gualdi ecc.), Adele Bei idea e organizza gli assalti ai forni delle donne romane, evitando le comunicazioni telefoniche ma, grazie ai passa parola, coinvolgendo il maggior numero di donne possibile: il 9 aprile, al Flaminio; tra il 20 e il 28 aprile, in Prati e al Trionfale; il 24 al Tiburtino III; il 28 e il 29 aprile, a Monte Sacro, Val Melaina e in Via Alessandria; il 3 maggio, ancora al Tiburtino III e l'azione si conclude cruentemente con l'uccisione di Caterina Martinelli, madre sei figli, per uno sfilatino nella borsa della spesa. Si risolve violentemente anche l'assalto al forno Tesei, il 7 aprile 1944, con l'eccidio di dieci donne presso il Ponte dell'Industria. Dopo la Liberazione, Adele Bei entrò a far parte della Consulta nazionale su designazione della CGIL. Nel primo congresso della CGIL tenuto a Firenze nel giugno del 1947, mentre la CGIL aveva firmato un accordo con gli industriali per portare il salario delle donne al 70% di quello degli uomini (quando la normativa fascista prevedeva un taglio del 50%), Adele presentò la Carta della lavoratrice in cui veniva richiesto che le donne a parità di lavoro ricevessero la stessa retribuzione degli uomini. Il 2 giugno 1946 fu tra le 21 donne elette all'Assemblea costituente italiana, dove sedette come componente del gruppo parlamentare comunista: in particolare lavorò nella Terza commissione per l'esame dei disegni di legge. Successivamente entrò al Senato nella I legislatura (1948-1953) unica donna fra i 106 senatori di diritto nominati in accordo con la III disposizione transitoria e finale della Costituzione Italiana. Fu poi eletta alla Camera dei deputati, sempre nelle file del partito comunista, nella II (1953-1958) e III (1958-1963) legislatura del parlamento repubblicano. Come componente della 10ª Commissione lavoro, si impegnò a fortemente a difesa delle categorie di lavoratrici donne più disagiate: mondariso, tabacchine, operaie agricole; chiamata a dirigere il sindacato dei lavoratori delle foglie di tabacco, composto in maggioranza di lavoratrici donne dal 1951 al 1960, sostenne con forza le loro battaglie ottenendo nel 1957 aumento di salario e misure previdenziali simili a quelle degli altri lavoratori.


mercoledì 26 aprile 2023

Le donne della Costituente

 

Donne che hanno fatto la storia📚
Le donne della Costituente
Il 1946 è un anno importante per quanto riguarda il diritto di voto alle donne:
per la prima volta in Italia le donne maggiorenni potevano votare e essere elette.
Non possiamo non ricordare tutti i loro nomi:
Adele Bei
Bianca Bianchi
Laura Bianchini
Elisabetta Conci
Maria De Unterrichter Jervolino
Filomena Delli Castelli
Maria Federici
Nadia Gallico Spano
Angela Gotelli
Angela M. Guidi Cingolani
Leonilde Iotti
Teresa Mattei
Angelina Livia Merlin
Angiola Minella
Rita Montagnana Togliatti
Maria Nicotra Fiorini
Teresa Noce
Longo Ottavia
Penna Buscemi
Elettra Pollastrini
M. Maddalena Rossi
Vittoria Titomanlio

 

mercoledì 31 luglio 2019

Bianca Bianchi



(Vicchio, 31 luglio 19149 luglio 2000)
è stata un'insegnante ,politica italiana e 
partigiana.
Sono gli anni duri della Prima Guerra e del dopoguerra…, tuttavia lei riesce a studiare, si laurea in pedagogia e filosofia e diventa insegnante. Certo, un mondo fatto di libri non le basta e allora decide di mettersi in gioco, direttamente. Abbraccia le istanze concrete della sua gente del Mugello e si iscrive al Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria, e il 7 giugno viene eletta nel XV Collegio, quello di Firenze.
Il suo mandato terminerà il 31 gennaio 1948: saranno anni intensi per lei, che contemporaneamente è stata eletta anche al primo Consiglio Comunale di Firenze. Nel travaglio interno al suo partito seguirà poi il gruppo che con Saragat, Silone, Zanardi formerà il Partito Socialista dei Lavoratori Italiani. Ma, in questo fatidico 25 giugno 1946, ciò è ancora da venire. Deputata all'Assemblea Costituente e membro della Commissione dei 75, che ha scritto la Costituzione della Repubblica Italiana. Dopo essere stata deputata nella I Legislatura per il Partito Socialista Democratico Italiano, negli anni sessanta è stata vice-sindaco di Firenze, sotto Luciano Bausi. Bianca Bianchi La donna che battè Pertini La chiamavano l' «angelo biondo» più per il colore della capigliatura che per il carattere, battagliero e tenace. Bianca Bianchi, morta  all' ospedale di Borgo San Lorenzo, è stata una delle prime donne italiane a varcare la soglia del Parlamento, prima come costituente, nel 1946, eletta nel Psiup, il partito di Nenni e Pertini, nel collegio di Firenze-Pistoia dove battè il capolista, Pertini.Il paese della Rufina ricorda Bianca Bianchi intitolandole una strada e promuovendo un convegno dedicato alla sua figura. Ha scritto numerosi libri, tra cui "Io torno a Vicchio" e "La storia è memoria".

7 agosto San Donato di Arezzo

7 agosto San Donato di Arezzo Vescovo e martire † Arezzo, 7 agosto 362 Etimologia: Donato = dato in dono, dal latino Emblema: Bastone past...