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sabato 31 gennaio 2026

Il 17º Festival della canzone italiana



Il diciassettesimo Festival di Sanremo 

si svolse al Salone delle feste del Casinò di Sanremo dal 26 al 28 gennaio 1967 con la conduzione, per la quinta volta consecutiva, di Mike Bongiorno, nell'occasione affiancato da Renata MauroLa canzone vincitrice fu Non pensare a me cantata da Claudio Villa ed Iva Zanicchi, che prevalse per soli due punti di distacco sulla seconda classificata, a tutt'oggi il minimo storico di tutti i Festival di cui si conosca il punteggio finale. Quest'edizione è nota alla storia per aver fatto da sfondo al suicidio del cantautore Luigi Tenco, presente alla gara con Ciao amore, ciao abbinato alla cantante franco-italiana Dalida (alla quale era legato anche sentimentalmente), brano eliminato dopo la prima serata. Le possibili ragioni del suicidio, esplicate in un bigliettino attribuito a Tenco («Faccio questo […] come atto di protesta contro un pubblico che manda Io, tu e le rose in finale e una commissione che seleziona La rivoluzione»), divennero cavallo di battaglia di chi denunciava la deriva commerciale del Festival a scapito della canzone d'autore. La stessa Orietta Berti, interprete di uno dei brani citati nel biglietto di Tenco, Io, tu e le rose (assieme al gruppo francese Les Compagnons de la Chanson), ancora a cinquant'anni di distanza dal fatto raccontava di essere stata trattata dalla stampa come capro espiatorio, per quanto involontario, del suicidio del cantautore. Caterina Caselli, interprete di Il cammino di ogni speranza, durante l'esecuzione del brano nella seconda serata, grazie alla registrazione ritrovata dopo oltre cinquant'anni (si può ascoltare su You Tube) riuscì a completare l'esecuzione, ma proprio verso la fine si sente trattenere le lacrime a stento per poi, come raccontano le cronache, lasciare di corsa il palco in lacrime. Tra i cantanti stranieri in gara, da segnalare le statunitensi Dionne Warwick e Cher, l'allora marito di quest'ultima Sonny Bono, e la britannica Marianne Faithfull, all'epoca nota per essere impegnata in una turbolenta relazione con il frontman dei Rolling StonesMick Jagger. Tra gli stranieri avrebbe dovuto figurare anche il francese Christophe, in coppia con Domenico Modugno, che però si pentì di averlo scelto come partner e riuscì a farlo sostituire in extremis con Giuseppe Gidiuli. Fu, anche, l'esordio di Lucio Battisti sebbene solo come autore, che portò in gara Non prego per me, scritta in coppia con Mogol e interpretata da Mino Reitano e gli Hollies.

sabato 8 febbraio 2020

Il sedicesimo Festival di Sanremo



Si svolse al Salone delle feste del Casinò di Sanremo dal 27 al 29 gennaio 1966 e fu condotto, per la quarta volta consecutiva, da Mike Bongiorno, nell'occasione affiancato da Paola Penni e Carla Maria Puccini. Quest'ultima fu protagonista di un curioso episodio: durante l'ultima serata ebbe improvvisamente un malore e si accasciò sul palco, ma Bongiorno (sospettando che tale svenimento fosse solo una messinscena della Puccini per attirare l'attenzione su di sè) andò tranquillamente avanti con la presentazione della kermesse, facendo finta di nulla.
Canzone vincitrice fu Dio, come ti amo interpretata da Domenico Modugno (alla sua quarta vittoria in nove edizioni) e Gigliola Cinquetti (ancora minorenne e vincitrice per la seconda volta dopo l'exploit di due anni prima).
Dopo il festival conobbe un grande successo commerciale la seconda classificata, Nessuno mi può giudicare, scritta originariamente per Adriano Celentano (che la rifiutò) e interpretata quindi dallo statunitense Gene Pitney e soprattutto dall'esordiente Caterina Caselli, la quale si presentò contro il parere dei genitori. Non fu da meno Il ragazzo della via Gluck, interpretata da Celentano e il Trio del Clan (ovvero Ico Cerutti, Pilade e Gino Santercole), divenuto in poco tempo un vero e proprio inno ambientalista.

venerdì 7 febbraio 2020

Il 15º Festival della canzone italiana

 
Si tenne al salone delle feste del casinò di Sanremo dal 28 al 30 gennaio 1965 e fu condotto, per la terza volta consecutiva, da Mike Bongiorno, che fu affiancato da Grazia Maria Spina.
Si trattò dell'ultima edizione in cui i cantanti italiani in gara potessero presentare più di una canzone (possibilità che invece venne ancora concessa agli interpreti stranieri fino al Festival del 1967 compreso).
La canzone vincitrice fu Se piangi se ridi interpretata da Bobby Solo (abbinato al gruppo folk statunitense The New Christy Minstrels, questi ultimi in gara al Festival nel quadro di una più ampia tournée europea), la cui affermazione fu letta come una compensazione per la «vittoria morale» dell'anno precedente, in cui l'artista non ebbe la possibilità di esibirsi in finale dal vivo causa una raucedine e fu, quindi, per regolamento escluso dalla gara.
A imporsi all'estero fu, invece Io che non vivo (senza te) di Pino Donaggio che in gara si presentava insieme alla cantante folk statunitense Jody Miller; singolarmente, a portare al successo internazionale il brano di Donaggio fu la britannica Dusty Springfield (all’epoca sconosciuta in Italia e fresca di espulsione dal Sudafrica dell’apartheid per avere tenuto uno spettacolo davanti a un’audience mista di bianchi e neri) che, tornata in patria dopo aver visto eliminati dalla finale entrambi i brani che interpretò, chiese i diritti a Donaggio per il brano e commissionò a una sua amica e collaboratrice un testo in inglese, portando così la canzone al successo con il titolo di You Don't Have to Say You Love Me.
Come nell'edizione 1964, tutti gli interpreti dopo il primo furono classificati secondi a pari merito

giovedì 6 febbraio 2020

Il 14º Festival della canzone italiana



Si tenne al salone delle feste del casinò di Sanremo dal 30 gennaio al 1º febbraio 1964 e fu condotto per il secondo anno consecutivo da Mike Bongiorno, affiancato da Giuliana Lojodice. In diretta dalle 22,30 le prime due serate alla Radio e alle 21,30 la serata finale in contemporanea Radio e Tv. Tale edizione, la prima in cui i concorrenti italiani si esibirono in coppia con un interprete straniero, è rimasta nella storia per varie ragioni: in primis per avere visto la vittoria di una sedicenne Gigliola Cinquetti che, in coppia con la cantante italo-belga Patricia Carli, presentò la canzone Non ho l'età, e a seguire l'esclusione dalla finale di Bobby Solo (che, per l'occasione, si presentava in coppia con lo statunitense Frankie Laine) a causa di un'improvvisa raucedine che gli impedì di esibirsi dal vivo: gli fu concesso di presentare fuori concorso la sua canzone, Una lacrima sul viso in playback nell'ultima serata e a seguito di quell'esclusione fu coniata per lui l'espressione di «vincitore morale», poi utilizzata per altri cantanti e anche in altri contesti. L'annuncio della vittoria della Cinquetti provocò una furiosa reazione da parte di Domenico Modugno, che la definì "una buffonata, una pazzesca buffonata" e abbandonò la sala stampa in segno di protesta rifiutandosi di concedere autografi: ma due anni dopo sarebbe stato lui a vincere, e proprio in coppia con la Cinquetti. Si trattò di un'edizione molto fruttuosa dal punto di vista commerciale, perché sulla scia della manifestazione le canzoni in gara vendettero complessivamente sei milioni di copie, di cui un quarto solo grazie al brano di Bobby Solo; Gigliola Cinquetti, grazie alla vittoria sanremese, fu inviata dalla Rai all'Eurofestival 1964 a Copenaghen (Danimarca) e lo vinse prepotentemente, quasi doppiando il secondo arrivato, il britannico Matt Monro, e dando all'Italia la sua prima vittoria nella manifestazione continentale.

mercoledì 5 febbraio 2020

Il tredicesimo festival della canzone italiana

Si tenne a Sanremo dal 7 febbraio al 9 febbraio 1963. Sede della manifestazione: Il salone delle feste del Casinò Municipale di Sanremo. Direzione artistica (patron): Gianni Ravera Presentarono la 13a edizione: Mike Bongiorno con Edy Campagnoli, Rossana Armani, Giuliana Copremi e Maria Giovannini. Orchestre: Pino Calvi e la sua Orchestra; Gigi Cichellero e la sua Orchestra. Trasmissione: La Radio per le due prime serate, mandò in onda sul Secondo Programma le registrazioni, solo i momenti relativi alla gara, anche la televisione, sul secondo programma, fa lo stesso, alle ore 22.25. Il titolo del programma "Servizio di attualità da Sanremo". La seconda sera fu trasmessa alle ore 22.10. La terza serata finale, invece fu trasmessa dalla radio sul secondo programma, e dalla televisione sul Canale Nazionale, in diretta alle 21.15. Canzoni in gara e cantanti: Le canzoni in gara 20 i Cantanti 21. La formula: Per la tredicesima edizione del festival, cambiarono il sistema di votazione, tornarono alla vecchia formula. Le due passate edizioni col "Voto festival" e l'attesa di due settimane per conoscere il nome del vincitore, non ebbero un gran successo. I risultati finali, meglio subito alla conclusione della terza serata. Tutti i brani, furono vagliati dalla commissione speciale d'ascolto, l'organizzazione però non invitò gli autori. Le canzoni scelte, furono 339, e solo 20 andarono a formare il gruppo per il festival. La commissione era presieduta da Vittorio De Sica e composta da nomi famosi del mondo dello spettacolo, da Giovanni Mosca, Cesare Zavattini, Enrico Viarisio, Remigio Paone, Franco Ferarra, Angelo Giacomazzi, Ferdinando Palermo, Carlo Toffoletti, Edgardo Trinelli, e Padre Gino Stefani. Le canzoni andarono in finale, con la stessa formula adottata nelle passate edizioni, 10 vennero ascoltate la prima sera, altre 10 nel corso della seconda serata, dai due gruppi uscirono i 10 brani che si dettero battaglia per i primi tre posti per la finalissima. Le giurie 20 esterne, decentrate in altrettante città Italiane, erano composte dal 15 persone ciascuna. Anche la giuria interna, fu formata da 112 spettatori, col biglietto d'ingresso del Casinò, ne furono sorteggiati quattro per ogni fila delle ventotto in platea. I giurati furono in tutto 412, cambiarono ogni sera, e poterono esprimere un solo voto a testa.
Classifica finale e relativi interpreti: Al primo posto; Tony Renis con Emilio Pericoli, con la canzone "Uno per tutte" (voti 90) Al secondo posto; Eugenia Foligatti, e Claudio Villa, col brano, "Amor mon amour my love" (voti 77) Al terzo posto; Cocki Mazzetti, e Pino Donaggio con la canzone " Giovane giovane" ( voti 71 )

martedì 4 febbraio 2020

Il dodicesimo Festival di Sanremo


Si svolse al Salone delle feste del Casinò di Sanremo dall'8 al 18 febbraio 1962 e fu presentato da Renato Tagliani affiancato da Laura Efrikian e Vicky Ludovisi. Le prime due serate vennero trasmesse dalla Radio alle ore 22, la serata finale venne trasmessa in contemporanea Radio e Tv dalle ore 21,30.
Come quella precedente, fu un'edizione di Festival che non si tenne in un fine settimana, ma in due consecutive, con tre serate nel primo fine settimana dall'8 al 10 febbraio e la quarta otto giorni più tardi, domenica 18 febbraio, in cui si esibirono le canzoni finaliste e dei vincitori al termine del cosiddetto "Votofestival" legato alle schedine dell'Enalotto.
Gianni Ravera fu organizzatore del festival e, per la terza volta in cinque edizioni, il vincitore fu Domenico Modugno che, in coppia con Claudio Villa, presentò la canzone Addio… Addio…; grandissimo successo internazionale, tuttavia, pur non vincendo, ebbe il brano di Tony Renis Quando quando quando, eseguito dall'autore stesso in coppia con Emilio Pericoli.

lunedì 3 febbraio 2020

L'undicesimo Festival di Sanremo

 
L'undicesimo Festival di Sanremo
si svolse al Salone delle feste del Casinò di Sanremo
dal 26 gennaio al 6 febbraio 1961 e, per la prima volta, fu condotto da una coppia di donne, Lilli Lembo e Giuliana Calandra, benché quest'ultima fu sostituita nella serata finale da Alberto Lionello. Le prime due serate vennero trasmesse in diretta alla Radio dalle ore 22 e in Tv registrate dopo il Telegiornale della notte; la serata finale venne trasmessa in contemporanea Radio e Tv alle ore 22. Fu, anche, la prima edizione a non essersi svolta in tre serate consecutive in un fine settimana, ma su quattro serate le ultime due delle quali furono due sabati a seguire: il primo fu la presentazione dei brani finalisti, il secondo la finale vera e propria dopo una settimana di cosiddetto "Votofestival" legato alle schedine dell'Enalotto.
Si aggiudicò la vittoria la canzone Al di là cantata in due versioni: la tradizionale melodica di Luciano Tajoli e quella urlata di Betty Curtis. Tajoli, un autentico "veterano" (era in attività già da prima della guerra), attendeva di cantare a Sanremo praticamente dalla prima edizione, ma per via della sua zoppia causata dalla poliomielite era stato giudicato fino ad allora "non edificante" da mostrare in video da parte dei funzionari della Rai. Mina, data per favorita, non andò oltre il quarto posto. L'emozione le giocò un brutto scherzo: durante la seconda serata, sulla nota finale di un acuto mentre cantava Io amo tu ami, le si spezzò la voce; la cantante scoppiò a piangere e si allontanò dal palcoscenico senza neppure finire la canzone. Delusa e amareggiata, promise che non avrebbe mai più partecipato ad un festival, promessa che avrebbe mantenuto.

sabato 1 febbraio 2020

Il decimo Festival di Sanremo

Si svolse al Salone delle feste del Casinò di Sanremo dal 28 al 30 gennaio 1960 in contemporanea Radio e Tv dalle ore 22 e fu condotto da Paolo Ferrari ed Enza Sampò.
La direzione artistica dell'evento fu affidata a Ezio Radaelli, alla sua prima esperienza come organizzatore del Festival, nonché futuro ideatore del Cantagiro. La regia fu curata da Vittorio Brignole e l'orchestra fu diretta dai maestri Cinico Angelini e Marcello De Martino.
A vincere il Festival fu la canzone Romantica, con la versione melodica di Renato Rascel e quella più vivace dell'urlatore Tony Dallara, che Rascel aveva scritto ispirandosi alla sua allora compagna Huguette Cartier, la quale lo accompagnò per tutta la durata della manifestazione.
L'edizione 1960 vide l'esordio in gara della diciannovenne Mina, agli albori della sua carriera

Nono Festival di Sanremo 1959


Si svolse al Salone delle feste del Casinò di Sanremo dal 29 al 31 gennaio 1959 in contemporanea Radio e Tv dalle ore 22 e fu condotto da Enzo Tortora affiancato da Adriana Serra, celebre annunciatrice Rai di quegli anni. Proprio a Sanremo, in pieno svolgimento del Festival, Tortora annunciò la separazione dalla moglie Lina Reillo.
Per la seconda edizione consecutiva vinse la coppia Domenico Modugno - Johnny Dorelli con la canzone Piove (ciao ciao bambina), che secondo alcuni conteneva velati riferimenti alla Legge Merlin del 1958 che aveva disposto la chiusura delle case di tolleranza.

mercoledì 22 gennaio 2020

L'ottavo Festival di Sanremo

Si svolse al Salone delle feste del Casinò di Sanremo dal 30 gennaio al 1º febbraio 1958 dalle ore 22 in contemporanea Radio e Tv e fu condotto da Gianni Agus, affiancato da Fulvia Colombo.
Fu l'edizione che vide l'autentico trionfo di Nel blu dipinto di blu, scritta da Franco Migliacci e Domenico Modugno e interpretata da quest'ultimo in coppia con Johnny Dorelli, che divenne famosa in tutto il mondo come Volare, dall'incipit del ritornello.
Nel blu dipinto di blu si avviò a diventare la canzone italiana più celebre di sempre, con oltre 22 milioni di copie vendute in tutto il mondo e tredici settimane di permanenza alla prima posizione della Billboard Hot 100 (la hit parade dei singoli più venduti negli Stati Uniti), Successo venne riscosso, anche se in misura assai minore rispetto a Nel blu dipinto di blu, anche dalla canzone seconda classificata, la più tradizionale e melodica L'edera, cantata da Nilla Pizzi e Tonina Torrielli.

martedì 21 gennaio 2020

Il 7º Festival della canzone italiana


Si tenne al salone delle feste del casinò di Sanremo dal 7 al 9 febbraio 1957
in contemporanea Radio e Tv .
Il Festival di quell'anno vide il ritorno alla conduzione di Nunzio Filogamo (già alla guida delle prime quattro edizioni della kermesse, trasmesse alla radio),
affiancato da Marisa Allasio, Fiorella Mari e Nicoletta Orsomando.
La direzione musicale fu affidata a Cinico Angelini e Armando Trovajoli.
Ad aggiudicarsi la competizione fu la canzone Corde della mia chitarra,
cantata da Claudio Villa e Nunzio Gallo. Claudio Villa si aggiudicò anche il secondo posto insieme a Giorgio Consolini con la canzone
Usignolo.
Ma la canzone di questa edizione che rimase maggiormente impressa nell'immaginario collettivo fu Casetta in Canadà (presentata da Gino Latilla, Carla Boni ed il Duo Fasano e da Gloria Christian ed il Poker di Voci), a dispetto del quarto posto ottenuto nella classifica finale.

lunedì 20 gennaio 2020

Il 6º Festival della canzone italiana

Si tenne al salone delle feste del casinò di Sanremo dall'8 al 10 marzo 1956,
e fu condotto da Fausto Tommei affiancato da Maria Teresa Ruta, alla sua seconda conduzione consecutiva. In TV venne trasmesso dalle 22:45 le prime due serate e alle 22 la serata finale.
La canzone vincitrice di questa edizione fu Aprite le finestre, cantata dalla debuttante Franca Raimondi.

domenica 19 gennaio 2020

Il 5º Festival della canzone italiana


Il 5º Festival della canzone italiana si tenne al salone delle feste del casinò di Sanremo dal 27 al 29 gennaio 1955.
Fu condotto da una coppia di presentatori, Armando Pizzo e Maria Teresa Ruta, annunciatrice degli studi Rai di Torino. In onda radiofonica sul Secondo Programma dalle 22, l'edizione 1955 fu anche la prima a essere trasmessa dalla televisione, benché non fin dall'inizio ma alle 22:45, dopo la fine del varietà Un due tre, condotto da Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello. La serata finale venne trasmessa in contemporanea con la radio dalle ore 22. A vincere la competizione fu Buongiorno tristezza, cantata da Claudio Villa e Tullio Pane. La stessa coppia di artisti si aggiudicò anche il secondo posto con Il torrente.

sabato 18 gennaio 2020

Il 4º Festival della canzone italiana


Si tenne al salone delle feste del casinò di Sanremo dal 28 al 30 gennaio 1954 alle 22 e, per la quarta volta consecutiva, fu presentato da Nunzio Filogamo.
La canzone vincitrice fu Tutte le mamme, cantata da Gino Latilla e Giorgio Consolini, che risultarono così i primi vincitori di sesso maschile della storia della kermesse canora. Da segnalare il debutto al Festival del Quartetto Cetra (fu però la loro unica partecipazione alla manifestazione) e di Totò in veste di autore di Con te, nelle versioni di Achille Togliani e di Natalino Otto in coppia con Flo Sandon's. La canzone si piazzò solo al settimo posto, facendo riferire alle cronache dell'epoca di una «grande arrabbiatura del grande sconfitto».

venerdì 17 gennaio 2020

Il 3º Festival della canzone italiana




si tenne al salone delle feste del casinò di Sanremo dal 29 al 31 gennaio 1953 alle ore 22 e fu condotto, per la terza volta consecutiva, da Nunzio Filogamo.
A partire da questa edizione viene introdotta l'esibizione doppia delle canzoni, con ogni brano che viene presentato da due artisti diversi; l'esibizione doppia delle canzoni verrà mantenuta fino all'edizione del 1971 (con l'eccezione di quella del 1956) e ripresa in quelle del 1990 e 1991 (anche se in questi ultimi due casi si trattava solo di cover di ospiti stranieri fuori concorso, abbinati agli artisti italiani in gara).
La favorita Nilla Pizzi, accompagnata dal Doppio Quintetto Vocale (abbinata a Teddy Reno, accompagnato dal Quartetto Stars) non riuscì a sorpresa ad aggiudicarsi la terza vittoria di fila con la canzone Campanaro (classificatasi seconda) in quanto fu battuta dall'accoppiata Carla Boni-Flo Sandon's, che si aggiudicarono la kermesse con il brano Viale d'autunno.
Ma il brano di questa edizione rimasto maggiormente impresso nell'immaginario popolare fu Vecchio scarpone, cantato da Gino Latilla (accompagnato dal Doppio Quintetto Vocale) e da Giorgio Consolini, divenuta una canzone simbolo dello sciovinismo patriottico italiano a tal punto che fu accusato dalla sinistra dell'epoca di operare una malcelata apologia malinconico-nostalgica del regime fascista. Il brano si classificò terzo a pari merito con Lasciami cantare una canzone, cantata da Achille Togliani e Teddy Reno.

lunedì 13 gennaio 2020

Il 2º Festival della canzone italiana




Si tenne al salone delle feste del casinò di Sanremo dal 28 al 30 gennaio 1952 alle ore 22 e fu condotto per la seconda volta consecutiva, da Nunzio Filogamo.
Le canzoni classificatesi ai primi tre posti, Vola colomba, Papaveri e papere e Una donna prega, furono interpretate tutte da Nilla Pizzi: anche in seguito a successive modifiche regolamentari, fu la prima e unica volta nella storia della competizione che un singolo interprete occupasse tutto il podio del Festival. Appartiene a questa edizione il primo "scandalo" della storia del Festival: il Salone delle feste del Casinò, infatti, fu teatro di una zuffa tra Gino Latilla e il maestro Cinico Angelini, scaturita dalla rivalità amorosa tra i due per Nilla Pizzi.

domenica 12 gennaio 2020

Il 1º Festival della canzone italiana


si tenne al salone delle feste del casinò di Sanremo
dal 29 al 31 gennaio 1951 alle ore 22 e fu condotto da Nunzio Filogamo.
Furono in gara 20 canzoni, mentre a concorrere furono solamente tre interpreti: Nilla Pizzi, Achille Togliani ed il Duo Fasano.
Vinse Grazie dei fiori, interpretata da Nilla Pizzi: la canzone era stata composta dal maestro Saverio Seracini poco tempo dopo essere divenuto improvvisamente cieco

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