Visualizzazione post con etichetta Gioconda Belli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Gioconda Belli. Mostra tutti i post

sabato 15 novembre 2025

Dalla donna che sono

Dalla donna che sono

mi succede, a volte, di osservare nelle altre, la donna che potevo essere; donne garbate esempio di virtù, laboriose brave mogli, come mia madre avrebbe voluto. Non so perchè tutta la vita ho trascorso a ribellarmi a loro.
Odio le loro minacce sul mio corpo la colpa che le loro vite impeccabili, per strano maleficio mi ispirano; mi ribello contro le loro buone azioni, contro i pianti notturni sotto il cuscino, contro la vergogna della nudità sotto la biancheria intima, stirata e inamidata.
Queste donne, tuttavia, mi guardano dal fondo dei loro specchi; alzano un dito accusatoree, a volte, cedo al loro sguardo di biasimo e vorrei guadagnarmi il consenso universale, essere "la brava bambina", "la donna per bene", la Gioconda irreprensibile, prendere dieci in condotta dal partito, dallo Stato, dagli amici, dalla famiglia, dai figli e da tutti gli esseri che popolano abbondantemente questo mondo.
In questa contraddizione inevitabile tra quel che doveva essere e quel che è, ho combattuto numerose battaglie mortali, battaglie inutili, loro contro di me -loro contro di me che sono me stessa - con la psiche dolorante, scarmigliata, trasgredendo progetti ancestrali, lacero le donne che vivono in me che, fin dall'infanzia, mi guardano torvo perchè non riesco nello stampo perfetto dei loro sogni, perchè oso essere quella folle, inattendibile, tenera e vulnerabile che si innamora come una triste puttana di cause giuste, di uomini belli e di parole giocose perchè, adulta, ho osato vivere l'infanzia proibita e ho fatto l'amore sulle scrivanie nelle ore d'ufficio, ho rotto vincoli inviolabili e ho osato godere del corpo sano e sinuoso di cui i geni di tutti i miei avi mi hanno dotata.
Non incolpo nessuno. Anzi li ringrazio dei doni. Non mi pento di niente, come disse Edith Piaf: ma nei pozzi scuri in cui sprofondo al mattino, appena apro gli occhi, sento le lacrime che premono, nonostante la felicità che ho finalmente conquistato, rompendo cappe e strati di roccia terziaria e quaternaria, vedo le altre donne che sono in me, sedute nel vestibolo che mi guardano con occhi dolenti e mi sento in colpa per la mia felicità. Assurde brave bambine mi circondano e danzano musiche infantili... contro di me; contro questa donna fatta, piena, la donna dal seno sodo e i fianchi larghi, che, per mia madre e contro di lei, mi piace essere.

*Gioconda Belli*

martedì 30 agosto 2022

Voglio uno sciopero

 


Voglio uno sciopero dove incontrarci tutti
Uno sciopero di braccia, di gambe, di capelli,
uno sciopero che nasca in ogni corpo.
Voglio uno sciopero
di operai, di colombe
di autisti, di fiori
di tecnici, di bambini
di medici, di donne.
Voglio un grande sciopero,
che arrivi sino all'amore.
Uno sciopero dove si fermi tutto,
l'orologio, le fabbriche
lo stabilimento, le scuole
l'autobus, gli ospedali
la strada, i porti.
Uno sciopero di occhi, di mani, di baci.
Un grande sciopero dove non sia permesso respirare,
uno sciopero dove nasca il silenzio
per ascoltare i passi del tiranno che si allontana.

-Gioconda Belli-

venerdì 8 ottobre 2021

I portatori di sogni

Tutte le profezie raccontano
Che l'uomo creerà la propria distruzione.
Ma i secoli e la vita che sempre si rinnova
Hanno anche generato una stirpe di amatori e sognatori;
uomini e donne che non sognano la distruzione del mondo,
ma la costruzione di un mondo pieno di farfalle e usignoli.
Li hanno chiamati illusi, romantici, pensatori di utopie,
hanno detto che le loro parole sono vecchie
e in effetti lo sono,
perché la memoria del paradiso è antica
nel cuore dell'uomo.
Sono pericolosi - stampavano le grandi rotative
Sono pericolosi - dicevano i presidenti nei loro discorsi
Sono pericolosi - mormoravano gli artefici di guerra
Bisogna distruggerli- stampavano le grandi rotative
Bisogna distruggerli - dicevano i presidenti nei loro discorsi
Bisogna distruggerli - mormoravano gli artefici di guerra
I portatori di sogni conoscevano il loro potere
e perciò non si sorprendevano.
E sapevano anche che la vita li aveva generati
per proteggersi dalla morte annunciata dalle profezie.
E perciò difendevano la loro vita anche con la morte.
E perciò coltivavano giardini pieni di sogni
che esportavano con grandi nastri colorati;
e i profeti dell'oscurità passavano notti e giorni interi
controllando tutti i passaggi ed i sentieri,
cercando quei carichi pericolosi
che non hanno mai potuto intercettare,
perché chi non ha occhi per sognare
non vede i sogni né di giorno né di notte.
E nel mondo si è scatenato un gran traffico di sogni
che i trafficanti della morte non riescono a bloccare;
e dappertutto ci sono quei pacchetti con grandi nastri colorati
che solo questa nuova stirpe di veri esseri umani può vedere
E i semi dei loro sogni non si possono scoprire
perché vanno avvolti in rossi cuori
o in larghi vestiti di maternità
dove i piedini sognatori caprioleggiano nei ventri che li vogliono portare.
 
Gioconda Belli

giovedì 29 ottobre 2020

E.....

 


E va nascendo
il pretesto per dire il tuo nome
nella notte impregnata
tenera e umida
come il fiore dai grandi occhi aperti
e dai petali palpitanti
in cui mi sono immersa
nel sonno più profondo,
per disegnare il tuo nome
in tutti gli angoli
in cui ho vissuto e vivrò
finché il vento mi porterà via,
come seme,
a far fiorire terre ignote
e forse m'incarnerò nella bambina
che ascolterà le storie
nelle sere tutte uguali del Nicaragua
con l'odore di terra che nasce,
tessendo nelle sue viscere
la verde vita del tropico lussureggiante
come me, come te,
come le foglie con cui ci siamo coperti
quando ci hanno cacciato dal paradiso. 

Gioconda Belli,

 

domenica 25 ottobre 2020

Gioconda Belli

 



(Managua, 9 dicembre 1948)
è una poetessa, giornalista e scrittrice nicaraguense.

Ha al suo attivo quattro libri di narrativa, nei quali vengono esplorati alcuni temi ricorrenti, come le vicissitudini politiche del suo paese e la lotta sandinista, il femminismo e l'emancipazione della donna, il rapporto tra l'america precolombiana e il Sudamerica attuale, e un certo livello di misticismo. È anche autrice di diverse raccolte di poesie, caratterizzate da una poetica sensuale e femminile. Nasce in Nicaragua, da una famiglia di origini italiane. Suo bisnonno Antonio Belli, di professione agrimensore, nacque infatti alla Colma di Biella nel 1865 ed emigrò in Sudamerica partecipando alla costruzione del Canale di Panama; spostatosi poi in Nicaragua sposò Carlota Chamorro dando origine alla famiglia della scrittrice. Seconda di cinque fratelli, Gioconda ha la fortuna di appartenere alla borghesia nicaraguense, cosa che le permette di studiare e di portare avanti gli studi prima in Spagna e poi in America, dove si diploma in Giornalismo a Filadelfia. Nel 1967, dopo la specializzazione in giornalismo, torna in patria. Dal 1970 comincia a pubblicare le sue poesie su diverse riviste letterarie del suo paese, ottenendo i primi riconoscimenti in ambito nazionale. In quello stesso anno entra a far parte del Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale, di cui cura le relazioni internazionali. Esiliata dal regime di Somoza in Costa Rica tra il 1976 e il 1978, torna in Nicaragua per contribuire alla lotta di liberazione sandinista e, in seguito alla vittoria politica del Fronte, occupa varie cariche all'interno del governo rivoluzionario, fino al 1994, anno in cui lascia la politica attiva a causa di alcune sue divergenze con il partito. Nel frattempo porta avanti la sua carriera letteraria, giungendo ai primi successi in ambito internazionale con la raccolta di poesie La costola di Eva, che fu un successo in molti paesi sudamericani. Ma il vero successo internazionale arriva con il suo primo romanzo, La donna abitata, pubblicato nel 1989 e tradotto anche in molti paesi Europei e in Nord America. Il libro, in parte autobiografico, racconta le vicende di una donna che entra a far parte del movimento rivoluzionario del suo paese, oppresso dalla dittatura, intrecciando alla sua storia il racconto dell'analoga resistenza perpetrata, 500 anni prima, da una donna nahua contro l'invasione spagnola. Al primo romanzo seguiranno altre otto opere di narrativa: nel 1990 Sofia dei presagi, nel 1996 Waslala, nel 2001 Il paese sotto la pelle, racconto pienamente autobiografico degli anni della lotta sandinista, nel 2007 La pergamena della seduzione, rivisitazione storica della vita di Giovanna la Pazza, nel 2008 L'infinito nel palmo della mano, nel 2001 Nel paese delle donne, nel 2015 L'intenso calore della luna e infine nel 2019 Le febbri della memoria. I suoi romanzi, in Italia, sono pubblicati dalle Edizioni E/O, Rizzoli e Feltrinelli. Dal 1990 Gioconda Belli vive a Santa Monica, in California, pur tornando spesso in patria, e continua la professione di scrittrice a tempo pieno. In Italia, la Belli viene tradotta sin dagli anni Ottanta dal trimestrale di poesia e cultura fiorentino "Collettivo R", diretto da Luca Rosi. La pubblicazione delle sue opere, come di altri eminenti personalità della poesia latinoamericana, veniva sempre accompagnata da serate reading: letture curate dall'attrice Marcellina Ruocco.

 

venerdì 23 ottobre 2020

E Dio mi fece donna





E Dio mi fece donna,
con capelli lunghi, occhi,naso e bocca di donna.
Con curve e pieghe e dolci avvallamenti
e mi ha scavato dentro,
mi ha reso fabbrica di esseri umani.
Ha intessuto delicatamente i miei nervi
e bilanciato con cura il numero dei miei ormoni.
Ha composto il mio sangue e lo ha iniettato in me
perché irrigasse tutto il mio corpo;
nacquero così le idee, i sogni, l’istinto
Tutto quel che ha creato soavemente
a colpi di mantice e di trapano d’amore,
le mille e una cosa che mi fanno donna ogni giorno
per cui mi alzo orgogliosa
tutte le mattinee benedico il mio sesso.


Gioconda Belli



5 agosto Dedicazione della basilica di Santa Maria Maggiore

  5 agosto  Dedicazione della basilica di Santa Maria Maggiore  La basilica di santa Maria Maggiore sull'esquilino di Roma, che viene co...