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domenica 25 maggio 2025

LOMBARDIA

Da Milano a Pavia
ci sono treni che hanno così poca
fretta che, a volte, in primavera, quando
spuntano i primi cespi smerlettati,
prendono la campagna lenti lenti
e dove forse qualche giornatante
s’aspetta, senza scosse
si fermano, il tempo che basta
perché non pochi viaggiatori possano
scendere e, senza allontanarsi troppo,
cogliere cicorietta per purgare
il sangue, guardati da santi
che in cima a campanili alzano un piede
come per volar via.
Giorgio Orelli

mercoledì 25 maggio 2022

CARNEVALE A PRATO LEVENTINA

 

CARNEVALE A PRATO LEVENTINA

È questa la Domenica Disfatta,
senza un grido né un volo dagli strani
squarci del cielo.
……………….Ma le lepri
sui prati nevicati sono corse
invisibili, restano dell’orgia
silenziosa i discreti disegni.

I ragazzi nascosti nei vecchi
che hanno teste pesanti e lievi gobbe
entrano taciturni nelle case
dopocena: salutano con gesti
rassegnati.
…………….Li seguo di lontano,
mentre affondano dolci nella neve.

martedì 25 maggio 2021

VERSO BASILEA

 


 

VERSO BASILEA

La tetraclordibenzodiossina
trovata nel latte
di una donna di Amburgo che abita
vicino a un inceneritore
mi attraversa la mente nell’istante
che il treno rallenta come senza perché
e un signore laconico gettato un occhio fuori
soffia Hoffmann-La Roche alla quasi assopita compagna.
Vacche brucano in fila tra lunghe strisce d’un giallo
vicinissimo a un tratto, abbacinante.
Flachs, dice il compito signore, ma sbaglia, o vede azzurro,
è Raps, colza, già l’olio adulterato
della seconda sillaba ha mietuto
vittime in Spagna.
………………Da un affisso una donna
invita a non prendere troppo sul serio la vita.

Giorgio Orelli

lunedì 25 maggio 2020

A MIA MOGLIE, IN MONTAGNA


Dal fondo del vasto catino,
supini presso un’acqua impaziente
d’allontanarsi dal vecchio ghiacciaio,
ora che i viandanti dalle braccia tatuate
han ripreso il cammino verso il passo,
possiamo guardare le vacche.
Poche sono salite in cima all’erta e pendono
senza fame né sete,
l’altre indugiano a mezza costa
dov’è certezza d’erba
e senza urtarsi, con industri strappi,
brucano; finché una
leva la testa a ciocco verso il cielo,
muggisce ad una nube ferma come un battello.
E giungono fanciulli con frasche che non usano,
angeli del trambusto inevitabile,
e subito due vacche si mettono a correre
con tutto il triste languore degli occhi
che ci crescono incontro.
Ma tu di fuorivia, non spaventarti,
non spaventare il figlio che maturi.

Giorgio Orelli

A UNA BAMBINA TORNATA AL SUO MARE




Ti dirò, Grazia, che
posso pensare a capre,
a sere scivolate lungo schiene
curve di vacche ai pascoli.
Da quanto tempo è chiusa
la stanza dove ho inciso il mio nome
senza superbia,
scritto i miei primi versi. Fermi i groppi
del soffitto, che un tempo erano occhi.
Morte le vecchie zie.
……………..Ma i ruscelli hanno agli orli
del loro canto il più giovane verde.
E raggio insieme a raggio
del sole posso sentire posarmi
in quest’ora sul corpo, e non mi lagno
se come un vecchio dentro ne risuono.
Volentieri perdóno
al vento e in un esiguo prato
m’arresto a ricordare
te che immersa nell’erba mi gridavi:
«Guarda, nuoto nel mare».
 Giorgio Orelli

LOMBARDIA


Da Milano a Pavia
ci sono treni che hanno così poca
fretta che, a volte, in primavera, quando
spuntano i primi cespi smerlettati,
prendono la campagna lenti lenti
e dove forse qualche giornatante
s’aspetta, senza scosse
si fermano, il tempo che basta
perché non pochi viaggiatori possano
scendere e, senza allontanarsi troppo,
cogliere cicorietta per purgare
il sangue, guardati da santi
che in cima a campanili alzano un piede
come per volar via.


Giorgio Orelli

Giorgio Orelli



è stato uno scrittore, poeta e traduttore svizzero, di lingua italiana.
Dopo gli studi universitari a Friburgo (sotto la guida, in particolare, di Gianfranco Contini), Orelli si trasferisce a Ravecchia (Bellinzona), dove diventa docente di letteratura italiana, dapprima alla Scuola Cantonale di Commercio, poi al Liceo Cantonale. La sua poesia, in parte appartenente al filone post-ermetico, a tratti avvicinata a quella Linea Lombarda anceschiana che, però, fatica a contenerlo, è ricca di grazia musicale (notevole è l'attenzione - non solo poetica, ma anche critica - di Orelli per la dimensione fonosimbolica) e si caratterizza per una sua ironica ambiguità. Giorgio Orelli, oltre ad essere uno dei più importanti poeti in lingua italiana del dopoguerra, è un profondo conoscitore della letteratura italiana (che viene sviscerata nel saggio Accertamenti verbali), traduttore (Goethe) e narratore. Ha vinto il Gran Premio Schiller e nel 2001 gli è stato assegnato il Premio Chiara alla carriera.

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