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martedì 8 settembre 2026

Dove cielo e terra si toccano


Dove cielo e terra si toccano
Sulle pagine di un vecchio libro della biblioteca del monastero, due monaci avevano letto che esiste un luogo, ai confini del mondo, dove cielo e terra si toccano. Decisero di partire per cercarlo e promisero a se stessi di non tornare indietro finchè non lo avessero trovato. Attraversarono il mondo intero, scamparono a innumerevoli pericoli, sopportarono tutte le terribili privazioni e sacrifici che comporta un pellegrinaggio in tutti gli angoli dell’immensa terra. Non mancarono neppure le mille seducenti tentazioni che possono distogliere un uomo dal raggiungere la sua meta. Le superarono tutte. Sapevano che nel luogo che cercavano avrebbero trovato una porta: bastava bussare e si sarebbero trovati faccia a faccia con Dio.
Trovarono la porta.
Senza perdere tempo, con il cuore in gola, bussarono.
Lentamente la porta si spalancò. Trepidanti i due monaci entrarono e… si trovarono nella loro cella, nel loro monastero. 

Un giorno che ricevette degli ospiti eruditi, Rabbi Mendel di Kozk li stupì chiedendo loro a bruciapelo: “Dove abita Dio?”. Quelli risero di lui: “Ma che ti prende? Il mondo non è forse pieno della sua gloria?”.
Il Rabbi diede lui stesso la risposta alla domanda. “Dio abita dove lo si lascia entrare”.
Ecco ciò che conta più di tutto: lasciar entrare Dio. Ma lo si può lasciar entrare solo lìàdove ci si trova, e dove ci si trova realmente, dove si vive, e dove si vive una vita autentica.
“Io sto alla porta e busso”, dice Dio nella Bibbia.

Aprirai, oggi, la tua porta?

Storie e racconti di Bruno Ferrero


domenica 6 settembre 2026

IL MIRAGGIO

IL MIRAGGIO 
Un uomo si era perso nel deserto. Esaurita la scorta di viveri e di acqua, si trascinava penosamente sulle ghiaie roventi. Improvvisamente vide davanti a sé delle palme e udì un gorgoglio d’acqua.
Ancora più sconfortato pensò: “Questo è un miraggio. La mia fantasia mi proietta davanti i desideri profondi del mio subconscio. Nella realtà non c’è assolutamente niente”. Senza più speranza, vaneggiando, si abbandonò esamine al suolo.
Poco tempo dopo lo trovarono due beduini. Il poveretto era ormai morto. “Ci capisci qualcosa?”, disse il primo. “Così vicino all’oasi, con l’acqua a due passi e i datteri che quasi gli cadevano in bocca! Com’è possibile?”. Scuotendo il capo, l’altro disse: “Era un uomo moderno!”. Ahimé, il mondo è pieno di luci abbaglianti e attraenti. A volte ci lasciamo affascinare e attrarre da ciò che solo all’apparenza può sembrare importante e vero e ci lasciamo invece sfuggire ciò che lo è realmente!

 Bruno Ferrero 

martedì 14 luglio 2026

Il cucchiaino

Una vecchietta serena sul letto d'ospedale, parlava con il parroco che era venuta a visitarla:" Il Signore mi ha donato una vita bellissima,sono pronta per partire "Lo so"mormorò il parroco."C'è una cosa che desidero,quando mi seppelliranno voglio avere un cucchiaio in mano!" "Un cucchiaino"Il buon parroco si mostrò autenticamente sorpreso"Perchè vuoi essere sepolta con un cucchiaio in mano?" "Mi è sempre piaciuto partecipare ai pranzi e alle cene delle feste della parrocchia.Quando arrivavo al mio posto guardavo se c'era il cucchiaio vicino al piatto.Sa che voleva dire? Che alla fine sarebbero arrivati il dolce o il gelato!""E allora?" "Significava che il meglio arrivava alla fine.

E proprio per questo che voglio dire al mio funerale. Quando passeranno vicino alla mia bara si chideranno: PERCHE' QUEL CUCCHIAINO? Voglio che lei risponda che io ho il cucchiaino perchè sta arrivando il meglio"
Bruno Ferrero

sabato 29 novembre 2025

Non aspettare che inizi qualche altro.

Non aspettare che inizi qualche altro. Tocca a te, oggi, cominciare un cerchio di gioia.
Spesso basta una scintilla piccola piccola per far esplodere una carica enorme.
Basta una scintilla di bontà e il mondo comincerà a cambiare.
L'amore è l'unico tesoro che si moltiplica per divisione: è l'unico dono che aumenta quanto più ne sottrai.
E' l'unica impresa nella quale più si spende, più si guadagna; regalalo, buttalo via, spargilo ai quattro venti, vuotati le tasche, scuoti il cesto, capovolgi il bicchiere e domani ne avrai più di prima.
(B. Ferrero)

venerdì 28 novembre 2025

Un medico era assillato da una paziente

Un medico era assillato da una paziente che aveva una gran paura di morire. "Come sarà quel momento, dottore? Che mi succederà?". Il dottore apri la porta della stanza per andarsene e il cagnolino dell’ammalata entrò di gran carriera. Abbaiando e scodinzolando di gioia, saltò sul letto e sommerse mani e volto della padrona di leccatine affettuose. Il dottore disse: "Sarà proprio così. Qualcuno aprirà la porta e...".

(Bruno Ferrero

giovedì 26 settembre 2024

Chi sono io?

 


Chi sono io? " chiese un giorno un giovane a un anziano.

" Sei quello che pensi" rispose l'anziano " Te lo spiego con una piccola storia.
Un giorno, dalle mura di una città, verso il tramonto si videro sulla linea dell'orrizzonte due persone che si abbracciavano.
- Sono un papà e una mamma -, pensò una bambina innocente.
- Sono due amanti -, pensò un nuomo dal cuore torbido.
- Sono due amici che s'incontrano dopo molti anni - , pensò un uomo solo.
- Sono due mercanti che han concluso un buon affare - , pensò un uomo avido di denaro.
- E' un padre che abbraccia un figlio di ritorno dalla guerra - , pensò una donna dall'anima tenera.
- Sono due innamorati - , pensò una ragazza che sognava l'amore.
- Chissà perche' si abbracciano- , pensò un uomo dal cuore asciutto.
- Che bello vedere due persone che si abbracciano - , pensò un uomo di dio.
Ogni pensiero ", concluse l'anziano ," rivela a te stesso quello che sei. Esamina di frequente i tuoi pensieri: ti possono dire molte piu' cose su te di qualsiasi maestro. "
Brano tratto dal libro “Cerchi nell’acqua.” di Bruno Ferrero

giovedì 18 aprile 2024

IL DISEGNO



Un bambino stava disegnando e l'insegnante gli disse: "È un disegno interessante, cosa rappresenta?".
"È un ritratto di Dio".
"Ma nessuno sa come sia fatto Dio".
"Quando avrò finito il disegno lo sapranno tutti".
Poco dopo la nascita di suo fratello, la piccola Sachi cominciò a chiedere ai genitori di lasciarla sola con il neonato. Si preoccupavano che, come quasi tutti i bambini di quattro anni, potesse sentirsi gelosa e volesse picchiarlo o scuoterlo, per cui dissero di no. Ma Sachi non mostrava segni di gelosia. Trattava il bambino con gentilezza e le sue richieste di essere lasciata sola si facevano più pressanti. I genitori decisero di consentirglielo. Esultante, Sachi andò nella camera del bambino e chiuse la porta, ma rimase una fessura aperta, abbastanza da consentire ai curiosi genitori di spiare e ascoltare. Videro la piccola Sachi andare tranquillamente dal fratellino, mettere il viso accanto al suo e dire con calma: "Bambino, dimmi come è fatto Dio. Comincio a dimenticarmelo".
I bambini sanno com'è fatto Dio, ma arrivano in un mondo che fa di tutto per farglielo dimenticare il più in fretta possibile.
B. Ferrero

lunedì 3 luglio 2023

La scelta


Un uomo si sentiva perennemente oppresso dalle difficoltà della vita e se ne lamentò con un famoso maestro di spirito. “Non ce la faccio più! Questa vita mi è insopportabile”:
Il maestro prese una manciata di cenere e la lasciò cadere in un bicchiere pieno di limpida acqua da bere che aveva nel tavolo dicendo: “Queste sono le tue sofferenze”.
Tutta l’acqua del bicchiere si intorbidì e si insudiciò.
Il maestro la buttò via.
Il maestro prese un’altra manciata di cenere, identica alla precedente, la fece vedere all’uomo, poi si affacciò alla finestra e la buttò nel mare.
La cenere si disperse in un attimo e il mare rimase esattamente com’era prima.
“Vedi?” spiegò il maestro. “Ogni giorno devi decidere se essere un bicchiere d’acqua o il mare”.
– Bruno Ferrero

 

sabato 31 dicembre 2022

La vita è un viaggio.


Si arriva passo dopo passo.
E se ogni passo è meraviglioso,
se ogni passo è magico, lo sarà anche la vita.
E non sarete mai di quelli che arrivano in punto di morte senza aver vissuto.
Non lasciatevi sfuggire nulla.
Non guardate al di sopra delle spalle degli altri.
Guardategli negli occhi.
Non abbracciate un corpo, abbracciate una persona.
Sensazioni, impulsi, desideri, emozioni, idee, incontri,
non buttate via niente.
Un giorno scoprirete quanto erano grandi e insostituibili.
Ogni giorno imparate qualcosa di nuovo su voi stessi e sugli altri.
Ogni giorno cercate di essere consapevoli delle cose bellissime
che ci sono nel nostro mondo.
E non lasciate che vi convincano del contrario.
Guardate i fiori.
Guardate gli uccellini.
Sentite la brezza.
Mangiate bene e apprezzatelo.
E condividete con gli altri, assaporando insieme
la bellezza dell’alba e del tramonto.
 
(Da “C’è qualcuno lassu’” di Bruno Ferrero

 

venerdì 4 novembre 2022

Il profumo delle rose



Due monaci coltivavano rose.
Il primo si perdeva nella contemplazione della bellezza e del profumo delle sue rose.
Il secondo tagliava le rose più belle e le donava ai passanti.
"Ma che fai?", lo rimproverava il primo; "come puoi privarti così della gioia e del profumo delle tue rose?".
"Le rose lasciano molto profumo sulle mani di chi le regala!", rispose pacatamente il secondo.
Morale:_ C'è una gioia incredibile nel donare. E anche un buon guadagno.
Bruno Ferrero

 

venerdì 2 settembre 2022

Elogio dell'umiltà



Camminavo con mio padre,
quando all'improvviso si arrestò ad una curva
e dopo un breve silenzio mi domandò:
"Oltre al canto dei passeri senti qualcos'altro"?
Aguzzai le orecchie e dopo alcuni secondi gli risposi:
"Il rumore di un carretto vuoto".
"Giusto, mi disse. È un carretto vuoto".
Io gli domandai come fai a sapere che si tratta di un carretto vuoto se non lo hai ancora visto?
Mi rispose:
"È facile capire quando un carretto è vuoto, dal momento che quanto più è vuoto, tanto più fa rumore."
Divenni adulto ed anche oggi quando vedo una persona che parla troppo, interrompe la conversazione degli altri, è invadente, si vanta delle doti che pensa di avere, è prepotente e pensa di poter fare a meno degli altri, ho l'impressione di ascoltare la voce di mio padre che dice: "Quanto più il carretto è vuoto, tanto più fa rumore".
Bruno Ferrero

 

lunedì 1 agosto 2022

Decalogo della tenerezza

 


1. Poiché la tenerezza è possibile, non c'è nessuna ragione per starne senza.
2. Parlatevi un po' ogni giorno.
3. Crescete insieme, continuamente.
4. Stimati. Gli unici che apprezzano uno zerbino sono quelli che hanno le scarpe sporche.
5. Sii compassionevole.
6. Sii gentile. L'amore non ammette le cattive maniere.
7. Scopri il lato buono e bello delle persone, anche quando fanno di tutto per nasconderlo.
8.Non temere i dissapori e i litigi: solo i morti e gli indifferenti non litigano mai.
9. Non farti coinvolgere dalle piccole irritazioni e meschinità quotidiane.
10. Continua a ridere, tiene in esercizio il cuore e protegge da disturbi cardiaci.

  pubblicato da Bruno Ferrero, Il canto del grillo,  1990.

martedì 5 aprile 2022

L'Appuntamento



Un'antica leggenda araba racconta la triste storia dello scudiero del Sultano di Bagdad.
Un giorno il giovane scudiero piombò affannato ai piedi del suo signore, che gli voleva molto bene, chiedendogll in prestito il suo favoloso cavallo, quello che sembrava volare, tanto era veloce.
"Perché?", chiese il Sultano.
"Ho visto la Morte nel giardino e ha fatto un segno verso di me. Con il tuo cavallo io fuggirò a Bassora e mi nasconderò nel mercato. La Morte non mi troverà".
Il Sultano diede il suo destriero al giovane, che partì al galoppo.
Il Sultano scese in giardino e vide la Morte in attesa.
"Perché hai minacciato il mio scudiero?", le disse.
"Io non l'ho affatto minacciato", rispose la Morte. "Ho solo alzato un braccio per lo stupore. Mi chiedevo: come può essere ancora qui, se io ho appuntamento con lui fra cinque ore soltanto nella piazza del
mercato di Bassora".
Yagyu Tajiama, l'antico, il celeberrimo, il venerato maestro dell'imperatore si rifiutò di accogliere tra i suoi allievi nel maneggio con la spada e nel tiro con l'arco un samurai che, dicono i testi zen, sin da bambino si era esercitato a lottare con il pensiero della propria morte, imparando a domarla.
"Che cos'altro potrei insegnarti?", disse il Maestro respingendo l'aspirante. "Tu sei già giunto al cuore della sapienza: nell'arte che tu conosci è inclusa ogni altra, compresa quella della spada e del tiro con l'arco".
"Perché aggiunse il maestro rivolto ai suoi discepoli: chi conosce la morte, conosce la vita. E chi trascura la morte, trascura la vita».
Bruno Ferrero

 

venerdì 21 gennaio 2022

Un uomo cadde in un pozzo



Un uomo cadde in un pozzo da cui non riusciva a uscire
Una persona di buon cuore che passava di là disse:
“Mi dispiace davvero tanto per te. Partecipo al tuo dolore”.
Un politico impegnato nel sociale che passava di là disse:
“Era logico che, prima o poi, qualcuno ci sarebbe finito dentro”.
Un pio disse: “Solo i cattivi cadono nei pozzi”.
Uno scienziato calcolò come aveva fatto l’uomo a cadere nel pozzo.
Un politico dell’opposizione si impegnò a fare un esposto contro il governo.
Un giornalista promise un articolo polemico sul giornale della domenica dopo.
Un uomo pratico gli chiese se erano alte le tasse per il pozzo.
Una persona triste disse: “Il mio pozzo è peggio!”.
Un umorista sghignazzò: “Prendi un caffè che ti tira su!”.
Un ottimista disse: “Potresti star peggio”.
Un pessimista disse: “Scivolerai ancora più giù”.
Gesù, vedendo l’uomo, lo prese per mano e lo tirò fuori dal pozzo.
Il più grande bisogno del mondo…
Un po’ più di gentilezza e un po’ meno avidità,
Un po’ più dare e un po’ meno pretendere;
Un po’ più sorrisi e un po’ meno smorfie;
Un po’ meno calci a chi è steso per terra;
Un po’ più “noi” e un po’ meno “io”;
Un po’ più risate e un po’ meno pianti;
Un po’ più fiori sulla strada della vita;
e un po’ meno sulle tombe.
(B. Ferrero)

 

mercoledì 29 dicembre 2021

I due asinelli

Alla grotta di Betlemme arrivarono arrancando, anche due asinelli.
Erano stanchi e macilenti.
Le loro groppe erano spelacchiate piagate dai pesanti sacchi che il mugnaio loro padrone, caricava quotidianamente e dai colpi di bastone che non risparmiava.
Avevano sentito i pastori parlare del Re dei Re venuto dal Cielo ed erano accorsi anche loro. Seguirono quella stella e davanti alla grotta, rimasero a contemplare il Bambino.
Lo adorarono, pregarono come tutti e misero ai Suoi piedi, come dono l’unica cosa che avevano: la loro vita. E i loro dolori, le loro pene...
All’uscita li attendeva lo spietato mugnaio e i due asinelli ripartirono a testa bassa, con il pesante basto sulla groppa. “Non serve a niente”, disse uno, “ho pregato il Messia che mi togliesse il peso e non lo ha fatto”.
“Io invece”, ribatté l’altro, che trotterellava con un certo vigore, “gli ho chiesto di darmi la forza di portarlo!”.
E se qualcuno ti dice: “La vita è dura”, chiedigli: “In confronto a che cosa?”.
don Bruno Ferrero -

 

martedì 28 dicembre 2021

IL LUPO DI BETLEMME

C’era una volta un lupo. Viveva nei dintorni di Betlemme. I pastori lo temevano tantissimo e vegliavano l’intera notte per salvare le loro greggi. C’era sempre qualcuno di sentinella, così il lupo era sempre più affamato, scaltro e arrabbiato. Una strana notte, piena di suoni e luci, mise in subbuglio i campi dei pastori. L’eco di un meraviglioso canto di angeli era appena svanito nell’aria. Era nato un bambino, un piccino, un batuffolo rosa, roba da niente.
Il lupo si meravigliò che quei rozzi pastori fossero corsi tutti a vedere un bambino.
“Quante smancerie per un cucciolo d’uomo” pensò il lupo. Ma incuriosito e soprattutto affamato com’era, li seguì nell’ombra a passi felpati. Quando li vide entrare in una stalla si fermò nell’ombra e attese.
I pastori portarono dei doni, salutarono l’uomo e la donna, si inchinarono deferenti verso il bambino e poi se ne andarono. Gli occhi e le zanne del lupo brillarono nella notte: stava per giungere il suo momento. L’uomo e la donna stanchi per la fatica e le incredibili sorprese della giornata si addormentarono. “Meglio così” pensò il lupo, “comincerò dal bambino”.
Furtivo come sempre scivolò nella stalla. Nessuno avvertì la sua presenza. Solo il bambino. Spalancò gli occhioni e guardò l’affilato muso che, passo dopo passo, guardingo ma inesorabile si avvicinava sempre più. Gli occhi erano due fessure crudeli. Il bambino però non sembrava spaventato.
“Un vero bocconcino” pensò il lupo. Il suo fiato caldo sfiorò il bambino. Contrasse i muscoli e si preparò ad azzannare la tenera preda.
In quel momento una mano del bambino, come un piccolo fiore delicato, sfiorò il suo muso in una affettuosa carezza. Per la prima volta nella vita qualcuno accarezzò il suo ispido e arruffato pelo, e con una voce, che il lupo non aveva mai udito, il bambino disse: “Ti voglio bene, lupo”.
Allora accadde qualcosa di incredibile, nella buia stalla di Betlemme. La pelle del lupo si lacerò e cadde a terra come un vestito vecchio. Sotto, apparve un uomo. Un uomo vero, in carne e ossa.L’uomo cadde in ginocchio e baciò le mani del bambino e silenziosamente lo pregò.
Poi l’uomo che era stato un lupo uscì dalla stalla a testa alta, e andò per il mondo ad annunciare a tutti :”E’ nato il bambino divino che può donarvi la vera libertà!

Il Messia è arrivato! Egli vi cambierà!”.
Cambiare le creature semplicemente amandole.
Questo era il piano di Dio.

Bruno Ferrero


 

sabato 20 novembre 2021

C'è qualcuno lassù?

 

Era una famigliola felice e viveva in una casetta di periferia. Ma una notte scoppiò nella cucina della casa un terribile incendio.
Mentre le fiamme divampavano. genitori e figli corsero fuori. In quel momento si accorsero, con infinito orrore, che mancava il più piccolo, un bambino di cinque anni. Al momento di uscire, impaurito dal ruggito delle fiamme e dal fumo acre, era tornato indietro ed era salito al piano superiore.
Che fare? Il papà e la mamma si guardarono disperati, le due sorelline cominciarono a gridare. Avventurarsi in quella fornace era ormai impossibile... E i vigili del fuoco tardavano.
Ma ecco che lassù, in alto, s'aprì la finestra della soffitta e il bambino si affacciò, urlando disperatamente: "Papà! Papà!".
Il padre accorse e gridò: "Salta giù!".
Sotto di sè il bambino vedeva solo fuoco e fumo nero, ma senti la voce e rispose: "Papà, non ti vedo...".
"Ti vedo io, e basta. Salta giù!", urlò, l'uomo.
Il bambino saltò e si ritrovò sano e salvo nelle robuste braccia del papà, che lo aveva afferrato al volo.
Non vedi Dio. Ma Lui vede te. Buttati!
Bruno Ferrero.

 

martedì 16 novembre 2021

Il sassolino


Il potente re Milinda disse al vecchio sacerdote: "Tu dici che l'uomo che ha compiuto tutto il male possibile per cent'anni e prima di morire chiede perdono a Dio, otterrà di rinascere in cielo. Se invece uno compie un solo delitto e non si pente, finirà all'inferno. E' giusto questo? Cento elitti sono più leggeri di uno?".
Il vecchio sacerdote rispose al re:
"Se prendo un sassolino grosso così, e lo depongo sulla superficie del lago, andrà a fondo o galleggerà?".
"Andrà a fondo", rispose il re.
"E se prendo cento grosse pietre, le metto in una barca e spingo la barca in mezzo al lago, andranno a fondo o galleggeranno?".
"Galleggeranno".
"Allora cento pietre e una barca sono più leggere di un sassolino?".
Il re non sapeva che cosa rispondere. E il vecchio spiegò:
"Così, o re, avviene agli uomini. Un uomo anche se ha molto peccato ma si appoggia a Dio, non cadrà nell'inferno. Invece l'uomo che fa il male anche una volta sola, e non ricorre alla misericordia di Dio, andrà perduto".
Bruno Ferrero

 

domenica 24 ottobre 2021

E Dio creò il padre



Quando il buon Dio decise di creare il padre, co­minciò con una struttura piuttosto alta e robusta.
Allora un'angelo che era lì vicino gli chiese: «Ma che razza di padre è questo? Se i bambini li farai alti come un soldo di cacio, perché hai fatto il padre così grande? Non potrà giocare con le biglie senza met­tersi in ginocchio, rimboccare le coperte al suo bam­bino senza chinarsi e nemmeno baciarlo senza quasi piegarsi in due!».
Dio sorrise e rispose: «E vero, ma se lo faccio piccolo come un bambino, i bambini non avranno nes­suno su cui alzare lo sguardo».
Quando poi fece le mani del padre, Dio le mo­dellò abbastanza grandi e muscolose.
L'angelo scosse la testa e disse: «Ma... mani co­sì grandi non possono aprire e chiudere spille da ba­lia, abbottonare e sbottonare bottoncini e nemmeno legare treccine o togliere una scheggia da un dito».
Dio sorrise e disse: «Lo so, ma sono abbastanza grandi per contenere tutto quello che c'è nelle tasche di un bambino e abbastanza piccole per poter strin­gere nel palmo il suo visetto».
Dio stava creando i due più grossi piedi che si fos­sero mai visti, quando l'angelo sbottò: «Non è giu­sto. Credi davvero che queste due barcacce riusci­rebbero a saltar fuori dal letto la mattina presto quando il bebè piange? O a passare fra un nugolo di bambini che giocano, senza schiacciarne per lo meno due?».
Dio sorrise e rispose: «Stà tranquillo, andranno benissimo. Vedrai: serviranno a tenere in bilico un bambino che vuol giocare a cavalluccio o a scaccia­re i topi nella casa di campagna oppure a sfoggiare scarpe che non andrebbero bene a nessun altro».
Dio lavorò tutta la notte, dando al padre poche parole ma una voce ferma e autorevole; occhi che ve­devano tutto, eppure rimanevano calmi e tolleranti. Infine, dopo essere rimasto un po' sovrappensiero, aggiunse un ultimo tocco: le lacrime. Poi si volse al­l'angelo e domandò: «E adesso sei convinto che un padre possa amare quanto una madre?».
(Bruno Ferrero)

 

Quando siete arrivati