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sabato 25 settembre 2021

Sospiro

 


Sospiro

Sempre un sospiro nuovo
mi resterà nel cuore,
poi che anzi l’alba io vidi all’oriente la luna
che in mare tendeva
languida trama di un sogno di maggio

e Venere la seguiva
in un incanto di raggio e cielo più terso:
mormorava il mare alla riva:
e in un bruno pallor l’aria odorava
gonfia di primavera:
mentre gli uccelli fra le rame dei pini

ancora muti aspettavano il giorno.

Mario Novaro

sabato 29 febbraio 2020

Libeccio


Libeccio furioso sfrenato
tu che pieghi durevolmente gli ulivi,
che pur nella calma
a te seconde stendan le braccia:
tu vento che l’onde volgi maggiori,
che i moli oltrepassino gonfie
spumeggiando in tumulto,
belle e tremende a vedere:
libeccio, tu che soffi che soffi a gran voce
coprendo la voce del mare
(oh come tu amando lo sferzi!
fin qui sul colle gli spruzzi ne sperdi!)
bruciando, rapendo
pur le foglie de’ lecci tenaci,
strinando i pini
e alle palme le chiome di serpi
che per te sibilanoe urlano col mare a gara:
non mi sdegnare!
poi che sempre sempre io ti amai:
soffia, soffia, soffia,non aver pace
nel cuore mio!
oh non è in pianto
che tu rompi il tuo canto possente:
la pioggia che ti scroscia seguace
lava il cielo e la terra feconda.

 Mario Novaro

mercoledì 25 settembre 2019

Tramonto


Così tutto fiorendo l’amore e l’oro
dileguando tornava
con la bella giovinezza
senza la morte e gli anni,
poi che le vele gonfie e il desiderio
navigavano i mari nuovi
sull’onde crespe,
e il mattino, sanguinando,
con le corbe d’oro e la fiamma
tingeva il mare di nuovo.
Mario Novaro

Pazzi gli uccelli



Perché non mi accontento di brucare?
le foglie gialloverdi lustrano al sole
l'erba è tutta fiori
e le farfalle ingorde volano rivolano.

Pazzi gli uccelli cinguettano tutte le note
e tutti a tutti rispondono senza aspettare.

Monti e piani,
cieli e mari,
immensità!

Cantare vivere amare
semplicemente cantare vivere amare
pascere" le grandi e le piccole cose
sempre nuove nell'ore sempre nuove.

Ah c'è un'ansia un'ansia
c'è un buio un nero
sotto tutte le cose
dentro tutte le cose
ma di che? ma perché?

Mario Novaro

Mario Novaro


Fratello dello scrittore Angiolo Silvio Novaro, nacque da famiglia economicamente agiata e dopo aver condotto brillantemente gli studi liceali si iscrisse all'Università di Berlino dove nel 1893 si laureò in filosofia ottenendo l'anno seguente la laurea anche all'Università di Torino. Si stabilì a Oneglia dove fu assessore comunale per il neonato partito socialista. Dopo avere per breve tempo insegnato nel locale liceo, con i fratelli si occupò dell'industria olearia intestata alla madre Paolina Sasso. Pur dedito all'attività imprenditoriale fece parte attiva della vita letteraria dei primo anni del Novecento e fondò nel 1899 la rivista La Riviera Ligure, da lui diretta fino al 1919, anno della sua cessazione. Ospitò nel suo giornale i poeti e gli scrittori emergenti della poesia italiana del secolo, come Pascoli, Roccatagliata, Jahier, Boine e Sbarbaro. Scrisse in età giovanile alcuni saggi di carattere filosofico e raccolse tutte le sue poesie, che hanno come tema principale l'aspro paesaggio ligure, in un volume intitolato Murmuri ed echi che vide le stampe nel 1912. Fu anche il curatore dell'edizione delle opere di Boine che sentiva affine negli interessi soprattutto di carattere etico.

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