Visualizzazione post con etichetta Francesco De Lemene. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Francesco De Lemene. Mostra tutti i post

giovedì 4 settembre 2025

Dio fra due ladri

Dio fra due ladri
Dunque muor tra gl’infami il Glorioso?
Posta in mezzo de gli empi è l’Innocenza?
Qual mistero del Ciel la providenza
Sotto a l’aspra figura ha mai nascoso?
Giudice assiso in tribunal penoso
Pronuncia altrui la disegual sentenza:
Ed, o somma giustizia, o gran clemenza,
Altri ‘l prova severo, altri pietoso.
Tal egli scenderà da l’alta sfera,
Quando il tempo fia giunto a l’hora estrema,
A divider il Mondo in doppia schiera,
Qual è la speme tua? qual è la tema?
Mira a la destra, o peccatore, e spera,
A la sinistra, o peccatore, e trema.

Francesco De Lemene

Dio Uno

Gran Dio, sei grande enigma ai pensier miei,
Da te solo compreso, e ignoto a noi,
che con gli eterni, immensi abissi tuoi,
Chi rimirar ti può, spaventi, e bei.
Principio, e fin tu solo annulli, e crei:
Fosti, e sarai, ma non hai prima, e poi:
In te non è potenza, e il tutto puoi,
 E nulla ti compone, e il tutto sei.
Tu fughi il tempo luminoso, e bruno;
Dai l’ali al fato, ed a la morte il volo;
Ma il tutto movi, e non hai moto alcuno.
Solo, ed uno riempi il Cielo, il suolo;
Ma puoi, senz’esser unico, esser uno,
Non esser solitario, ed esser solo.

Francesco De Lemene

Amor proprio della rosa

Amor proprio della rosa 

Di se stessa invaghita e del suo bello,
si specchiava la rosa
su un limpido e rapido ruscello;
quando d'ogni sua foglia
un'aura impetuosa
la bella rosa spoglia.
Cascar nel rio le foglie; il rio fuggendo
se le porta correndo,
e così la beltà,
rapidissimamente, o Dio, sen va!

Francesco De Lemene

Francesco De Lemene



Francesco De Lemene 
è stato un librettista italiano.

Proveniente da una famiglia aristocratica, studiò all'Università di Bologna e di Pavia, dove si laureò nel 1655. Fu successivamente impiegato nell'allora amministrazione spagnola dapprima come pubblico oratore a Milano e poi come decurione a Lodi. Nel 1661 soggiornò a Roma, dove frequentò spesso il circolo di Cristina di Svezia. Fu a Roma che iniziò la sua attività librettistica. Nel 1691 entrò con il nome di Arezio Gateatico nell'Accademia dell'Arcadia. De Lemene risente dell'influenza del poeta Giambattista Marino e del commediografo Carlo Maria Maggi; infatti i suoi testi tendono ad avere un carattere eroicomico. Altro sintomo dell'influenza del Maggi è la produzione di De Lemene in lingua lombarda, nella sua variante lodigiana, nella quale scrive la commedia teatrale La sposa Francesca e opera una sua personale traduzione della Gerusalemme liberata di Torquato Tasso. Il De Lemene fu protagonista anche nella vita sociale e culturale della sua città natale. Qui esercitò la sua professione ammirato e tenuto in gran conto dai suoi compatrioti contemporanei. Fu sua, per esempio, la decisione di ampliare il Tempio Civico dell'Incoronata: ingrandì la zona presbiteriale aggiungendovi l'abside e la fece decorare dal suo amico pittore Andrea Lanzani, ritenuto tra i padri del barocchetto lombardo. I suoi resti sono conservati nella chiesa di San Francesco a Lodi, dove una lapide e un altorilievo marmoreo con la sua immagine ricordano ai posteri la sua fama.

La domenica

La Domenica Oggi è il Tuo dì, Signore; oggi è nell'aria un alito di pace e di perdono, e un non so che più tenero e più buono scende nei...