Gran Dio, sei grande enigma ai pensier miei,
Da te solo compreso, e ignoto a noi,
che con gli eterni, immensi abissi tuoi,
Chi rimirar ti può, spaventi, e bei.
Principio, e fin tu solo annulli, e crei:
Fosti, e sarai, ma non hai prima, e poi:
In te non è potenza, e il tutto puoi,
E nulla ti compone, e il tutto sei.
Tu fughi il tempo luminoso, e bruno;
Dai l’ali al fato, ed a la morte il volo;
Ma il tutto movi, e non hai moto alcuno.
Solo, ed uno riempi il Cielo, il suolo;
Ma puoi, senz’esser unico, esser uno,
Non esser solitario, ed esser solo.
Francesco De Lemene

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