Tomas Segovia
scrittore e poeta, nasce a Valencia il 21 maggio 1927, come era solito dire "mia madre era in città per caso e ho deciso di unirmi a lei". Dopo la vittoria di Franco nella guerra civile, la sua famiglia, di fede repubblicana, fu costretta all'esilio. Dapprima a Parigi e poi a Casablanca prima di stabilirsi nel 1940 in Messico, uno dei pochi paesi per fornire il supporto a titolo definitivo alla Repubblica, anche nella sconfitta.
Là, completò gli studi di Filosofia e letteratura spagnola alla Università Nacional Autonoma de Mexico e poi al Colegio de Mexico. Dopo gli studi insegnò non solo alla UNAM (Universidad Nacional Autónoma de Messico), ma anche presso l'Institut Français d'Amérique Latine' e 'Alliance Française'. Seguirono quattro anni di permanenza in Uruguay e successivamente torna in Francia. Nel 1966 torna in Messico, grazie alla sovvenzione del 'Guggenheim Foundation', restando presso il 'Colegio de Messico' come studioso di letteratura, salvo un periodo come professore ospite presso l'Università di Princeton. Si ritira dalla quella vita nel 1984, vivendo tra Madrid ed il sud della Francia, dove si dedica alla traduzione e ad impartire conferenze, corsi e seminari.
Col suo primo libro pubblicato nel 1945, entra a far parte della scena intellettuale di Città del Messico, fondando nel 1946 la rivista Presencia ancora adolescente. Ha poi diretto la rivista La Revista Mexicana de Literature (1958-1963), e successivamente ha collaborato con le due pubblicazioni letterarie messicane più importanti: Plurale e Vuelta - quest'ultima fondata da lui stesso con Octavio Paz.
Fu anche un membro del consiglio consultivo del dizionario della lingua spagnola in Messico.
Numerosi i riconoscimenti ottenuti: Premio Xavier Villaurrutia nel 1972, in due occasioni ha ricevuto la 'Alfonso-X-Prize' per le traduzioni letterarie, il premio Octavio Paz per la Poesia e il saggio, il Premio Juan Rulfo nel 2005, uno dei più importanti dell'America Latina
Muore a Città del Messico, il 7 Novembre 2011 per un cancro. Il senato del parlamento messicano osserva un minuto di silenzio in suo onore.
In Spagna, il direttore dell'Istituto Cervantes dirà: con la sua morte abbiamo perso uno dei grandi punti di riferimento di quella che è stata chiamata la generazione degli esuli.

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