venerdì 19 settembre 2025

A Giuseppe Garibaldi

 



A Giuseppe Garibaldi

Te là di Roma su i fumanti spaldi
Alte sorgendo ne la notte oscura
Plaudian pugnante per l’eterne mura
L’ombre de’ Curzi e Deci, o Garibaldi.

A te de’ petti giovanili e baldi
Sfrenar l’impeto è gioia; a te ventura
Percuoter cento i mille, e la sicura
Morte con amorosi animi saldi

Abbracciar là sopra il nemico estinto.
Or tu primo a spezzar nostre ritorte
Corri, sol del tuo nome armato e cinto.
Vola tra i gaudi del periglio, o forte:

 Vegga il mondo che mai non fosti vinto

Né le virtù romane anco son morte.

Giosuè Carducci

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