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venerdì 3 giugno 2022

Perché Dio è amore, Jack?

 Perché Dio è amore, Jack?

Perché adagio la
testa sui cuscini.
Perché piango nello
studio sepolto
Perché il mio cuore
sprofonda dietro l'ombelico
perché ho una vecchia
pancia piena d'aria
gonfia di leggeri
sospiri, e
rammentati singhiozzi
del petto - o che
un tocco di mani fa
più tenera
Perché ho paura 
Perché alzo la
voce per cantare
al mio amato me stesso 
Perché ti amo
mio caro, mio
altro, mia sposa
vivente
amico mio, mio vecchio sire
dagli occhi dolci teneri -
Perché sono in Possesso
della vita & non
posso far altro che cedere al senso
di essere Colui
che è Perduto
Cercando cercando ancora il 
fremito - delizioso 
balsamo nel 
cuore addome lombi 
& cosce 
Non respingendo questi 
38 anni 70 kg di testa 
braccia & zampe di carne 
Non un'unghia del piede 
di Whitmaniano disprezzo 
né un capello di profetico confino 
all'Inferno senza rimorso, 
Perché avvolto di macchine 
Confesso con vergogna il desiderio. 

Allen Ginsberg New York, 1963

giovedì 3 giugno 2021

La mia alba


La mia alba

 Adesso che ho sprecato
cinque anni a Manhattan
vita in decadimento
talento zero
parlando scombiccherato
paziente e mentale
calcolatore e numero
macchina su una scrivania

autografato triplice
riassunto e tasse
obbediente pronta
scarsamente pagate
restato sul mercato
giovani i miei vent'anni
svenuto negli uffici
lacrimato su macchine da scrivere
ingannate moltitudini

in vaste cospirazioni
deodoranti navi da guerra
seria industria finanza
ogni sei settimane
chi bevesse la banca del mio sangue
innocente maligno ora
parte del mio sistema
cinque anni fatica miserabile
da 22 a 27 lavoro
non un nickel in banca
niente del tutto in mano

l'alba nasce è solamente il sole
fumi da Oriente O mia stanza da letto
sono dannato all'Inferno quale
sveglia ora squilla.

 
Allen Ginsberg


 

mercoledì 3 giugno 2020

CANZONE

«Il peso del mondo
è amore.
Sotto il fardello
di solitudine
sotto il fardello
dell’insoddisfazione
il peso,
il peso che portiamo
è amore.
 
Chi può negarlo?
In sogno
ci tocca
il corpo,
nel pensiero
costruisce
un miracolo,
nell’immaginazione
s’angoscia
fino a nascer
nell’umano –
s’affaccia dal cuore
bruciando di purezza –
poiché il fardello della vita
è amore,
ma noi il peso lo portiamo
stancamente,
e dobbiam trovar riposo
tra le braccia dell’amore
infine,
trovar riposo tra le braccia
dell’amore.
Non c’è riposo
senza amore,
né sonno
senza sogni
d’amore –
sia matto o gelido
ossesso d’angeli
o macchine,
il desiderio finale
è amore
– non può essere amaro
non può negare,
non può negarsi
se negato:
il peso è troppo
 
deve dare
senza nulla in cambio
così come il pensiero
si dà
in solitudine
con tutta la bravura
del suo eccesso.
I corpi caldi
splendono insieme
al buio
la mano si muove
verso il centro
della carne,
la pelle trema
di felicità
e l’anima viene
gioiosa fino agli occhi –
sì, sì,
questo è quel
che volevo,
ho sempre voluto,
ho sempre voluto,
tornare
al mio corpo
dove sono nato.»

Allen Ginsberg

Kaddish



Con i tuoi occhi di russa, con i tuoi occhi di senza quattrini,
con i tuoi occhi di falsa porcellana
con i tuoi occhi di India affamata
con i tuoi occhi di aborto, con i tuoi occhi di trauma
con i tuoi occhi di lobotomia.
Con i tuoi occhi.
Soli.
Allen Ginsberg

Urlo


Ho visto le migliori menti della mia generazione
distrutte dalla pazzia, affamate, nude isteriche
trascinarsi per strade di negri all'alba in cerca di droga rabbiosa
hipster dal capo d'angelo ardenti per l'antico contatto celeste
con la dinamo stellata nel macchinario della notte,
che in miseria e stracci e occhi infossati stavano su partiti a fumare nel buio soprannaturale di soffitte a acqua
fredda fluttuando nelle cime delle città, contemplando jazz
(…) e ascoltando il Terrore attraverso il muro.

Allen Ginsberg

Allen Ginsberg



 

(Newark, 3 giugno 1926 – New York, 5 aprile 1997)
è stato un poeta statunitense.
Figlio primogenito di una coppia borghese di ebrei. Il padre è insegnante in una high school ed è anche poeta, mentre la madre, di origine russa, è un'attivista filocomunista. Allen è molto attaccato alla madre che però ben presto comincia a dare segni di chiaro squilibrio mentale, fino ad essere poi internata; con essa il poeta rifiuterà tutte le altre donne e la sessualità femminile.
L'influenza politica su Ginsberg è molto forte e già da bambino comincia a scrivere lettere di protesta ai giornali mentre si propone di diventare un brillante avvocato per battersi a favore degli operai. Nel 1943, entra alla Columbia University dove conosce Kerouac, che gli fa incontrare il jazz e le droghe, e insieme a lui inizia a frequentare Burroughs che li introduce al mondo della letteratura. Legge Celine, Kafka, Vico e Spengler, ma le fonti sono Blake, Williams, Pound, Thoreau e soprattutto Whitman. Come quest'ultimo infatti si sente solo, ama cosmicamente tutti gli esseri umani, si forma su esperienze mistiche, ha ambiguità sessuale, usa lo stesso tono profetico, denuncia l'ipocrisia e il materialismo e non ha la freddezza tipica delle accademie. Per una bravata viene espulso per un anno, anno in cui comincia a frequentare locali per omosessuali, accettando la propria condizione, e gli spacciatori di Times Square, gli hipsters. In una visione sente Blake che gli parla ed egli così si convince di essere portavoce del divino nella vita. Per non dover scontare una pena con la giustizia si fa internare incontrando così il poeta Carl Solomon, che gli suggerisce la lettura dei surrealisti e proprio a lui viene dedicato Howl. Nel 1949 si laurea e abbandona New York per viaggiare in autostop e incontrare Neal Cassady, di cui si innamora però senza successo. Sente di appartenere al mondo dei Beats e trova in questi quel misticismo volto a ricostruire l'interezza dell'uomo; in tal modo riunisce il profetismo ebraico a quello whitmaniano e blakeiano. Ginsberg fu un finalista per il Premio Pulitzer per il suo libro Cosmopolitan Greetings: Poems 1986-1992.

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