lunedì 1 giugno 2026

Luigi Einaudi

Luigi Einaudi

(Carrù, 24 marzo 1874 – Roma, 30 ottobre 1961)
è stato un economista, politico e giornalista italiano,
secondo Presidente della Repubblica Italiana
(Maggio 1948 - Aprile 1955).

Viene eletto secondo Presidente della Repubblica Italiana l'11 maggio 1948 (al quarto scrutinio con 518 voti su 872). Intellettuale ed economista di fama mondiale, Luigi Einaudi è considerato uno dei padri della Repubblica Italiana. Suo figlio, Giulio, fondò la famosa casa editrice che porta il suo nome. Nasce a Carrù (in Piemonte, nella provincia di Cuneo) da Lorenzo, concessionario della riscossione delle imposte, e Placida Fracchia. Rimasto orfano di padre nel 1888, si trasferisce a Dogliani, città natale della madre. Dopo aver studiato a Savona, viene mandato al Convitto nazionale Umberto I di Torino e si diploma al Liceo classico Cavour della stessa città con il massimo dei voti, per poi compiere gli studi universitari presso l'ateneo torinese, dove frequenta il Laboratorio di economia politica. In quegli anni si avvicina al movimento socialista e collabora con la rivista Critica sociale, diretta da Filippo Turati. La collaborazione con Critica sociale dura un decennio e si conclude con il distacco dai socialisti e il progressivo spostamento, a partire dai primi anni del Novecento, su posizioni sempre più apertamente liberiste. Nel 1895 ottiene la laurea in giurisprudenza. Copre la cattedra di Scienza delle finanze all'Università di Torino, l'incarico di Legislazione industriale ed Economica politica del Politecnico di Torino e l'incarico di Scienza delle finanze all'Università Bocconi di Milano. Muore a Roma il 30 ottobre 1961 e la salma viene tumulata nel cimitero di Dogliani il 2 novembre 1961.

I più e i meno

I più e i meno

Che i più tirano i meno è verità,
    Posto che sia nei più senno e virtù;
     Ma i meno, caro mio, tirano i più,
     Se i più trattiene inerzia o asinità.

Quando un intero popolo ti dà
     Sostegno di parole e nulla più,
     Non impedisce che ti butti giù
     Di pochi impronti la temerità.

Fingi che quattro mi bastonin qui,
     E lì ci sien dugento a dire: ohibò!
     Senza scrollarsi o muoversi di lì;

E poi sappimi dir come starò
     Con quattro indiavolati a far di sì,
     Con dugento citrulli a dir di no.

Giuseppe Giusti

Mirella Falco

Mirella Falco
(
Bergamo, 1º giugno 1933Bologna, 6 novembre 2013)
è stata un'
attrice italiana

Famosa per essere entrata nell'immaginario collettivo come la stereotipata "sciura" milanese, (sebbene fossa nata a Bergamo), minuta e caratterizzata da una sua calata tipica, ha partecipato a molti film nei quali ricopre sempre lo stesso ruolo di "vecchietta", come ne I mitici - Colpo gobbo a Milano dove la Falco interpreta la signora Motta, tenutaria della pensione "Roma" che diventa una sorta di "cervello" del gruppo criminale fino a fingersi una ricca nobile lombarda per intrufolarsi in una gioielleria e indagare sui sistemi di sicurezza, generando una esilarante situazione a equivoci con il personaggio interpretato da Umberto Smaila. Partecipa anche al film Piedipiatti, con Renato Pozzetto ed Enrico Montesano, interpretando sempre la parte della signora Motta, dirimpettaia della fidanzata dell'assassino tenuto d'occhio dai protagonisti. In seguito ha molto diradato le sue apparizioni in video. Nel 1999 ha avuto una piccola parte in Bagnomaria, esordio alla regia di Giorgio Panariello, mentre nel 2006 ha partecipato alla prima puntata della quinta stagione di Don Matteo, in cui viene doppiata da un'altra attrice veterana, Graziella Polesinanti. Ha vissuto gli ultimi anni della sua vita nella casa di riposo degli artisti di BolognaÈ morta all'età di 80 anni ed è stata sepolta alla Certosa di Bologna

Beata Vergine Maria Madre della Chiesa

 

Beata Vergine Maria Madre della Chiesa

 

Lunedì dopo Pentecoste (celebrazione mobile)
Il 21 novembre 1964, a conclusione della terza Sessione del Concilio Vaticano II, dichiarò la beata Vergine Maria «Madre della Chiesa, cioè di tutto il popolo cristiano, tanto dei fedeli quanto dei Pastori, che la chiamano Madre amantissima». La Sede Apostolica pertanto, in occasione dell’Anno Santo della Riconciliazione (1975), propose una messa votiva in onore della beata Maria Madre della Chiesa, successivamente inserita nel Messale Romano; diede anche facoltà di aggiungere l’invocazione di questo titolo nelle Litanie Lauretane (1980). Papa Francesco, considerando attentamente quanto la promozione di questa devozione possa favorire la crescita del senso materno della Chiesa, come anche della genuina pietà mariana, ha stabilito nel 2018 che la memoria della beata Vergine Maria, Madre della Chiesa, sia celebrata dal Calendario Romano nel Lunedì dopo Pentecoste.
La gioiosa venerazione riservata alla Madre di Dio dalla Chiesa contemporanea, alla luce della riflessione sul mistero di Cristo e sulla sua propria natura, non poteva dimenticare quella figura di Donna (cf. Gal 4, 4), la Vergine Maria, che è Madre di Cristo e insieme Madre della Chiesa. Ciò era già in qualche modo presente nel sentire ecclesiale a partire dalle parole premonitrici di sant’Agostino e di san Leone Magno. Il primo, infatti, dice che Maria è madre delle membra di Cristo, perché ha cooperato con la sua carità alla rinascita dei fedeli nella Chiesa; l’altro poi, quando dice che la nascita del Capo è anche la nascita del Corpo, indica che Maria è al contempo madre di Cristo, Figlio di Dio, e madre delle membra del suo corpo mistico, cioè della Chiesa. Queste considerazioni derivano dalla divina maternità di Maria e dalla sua intima unione all’opera del Redentore, culminata nell’ora della croce. La Madre infatti, che stava presso la croce (cf. Gv 19, 25), accettò il testamento di amore del Figlio suo ed accolse tutti gli uomini, impersonati dal discepolo amato, come figli da rigenerare alla vita divina, divenendo amorosa nutrice della Chiesa che Cristo in croce, emettendo lo Spirito, ha generato. A sua volta, nel discepolo amato, Cristo elesse tutti i discepoli come vicari del suo amore verso la Madre, affidandola loro affinché con affetto filiale la accogliessero. Premurosa guida della Chiesa nascente, Maria iniziò pertanto la propria missione materna già nel cenacolo, pregando con gli Apostoli in attesa della venuta dello Spirito Santo (cf. At 1, 14). In questo sentire, nel corso dei secoli, la pietà cristiana ha onorato Maria con i titoli, in qualche modo equivalenti, di Madre dei discepoli, dei fedeli, dei credenti, di tutti coloro che rinascono in Cristo e anche di “Madre della Chiesa”, come appare in testi di autori spirituali e pure del magistero di Benedetto XIV e Leone XIII. Da ciò chiaramente risulta su quale fondamento il beato papa Paolo VI, il 21 novembre 1964, a conclusione della terza Sessione del Concilio Vaticano II, dichiarò la beata Vergine Maria «Madre della Chiesa, cioè di tutto il popolo cristiano, tanto dei fedeli quanto dei Pastori, che la chiamano Madre amantissima», e stabilì che «l’intero popolo cristiano rendesse sempre più onore alla Madre di Dio con questo soavissimo nome». La Sede Apostolica pertanto, in occasione dell’Anno Santo della Riconciliazione (1975), propose una messa votiva in onore della beata Maria Madre della Chiesa, successivamente inserita nel Messale Romano; diede anche facoltà di aggiungere l’invocazione di questo titolo nelle Litanie Lauretane (1980) e pubblicò altri formulari nella raccolta di messe della beata Vergine Maria (1986); ad alcune nazioni, diocesi e famiglie religiose che ne facevano richiesta, concesse di aggiungere questa celebrazione nel loro Calendario particolare. Il Sommo Pontefice Francesco, considerando attentamente quanto la promozione di questa devozione possa favorire la crescita del senso materno della Chiesa nei Pastori, nei religiosi e nei fedeli, come anche della genuina pietà mariana, ha stabilito che la memoria della beata Vergine Maria, Madre della Chiesa, sia iscritta nel Calendario Romano nel Lunedì dopo Pentecoste e celebrata ogni anno.

Autore:
Card. Robert. Sarah

1 giugno San Vistano

1 giugno San Vistano
Re di Mercia e martire 
† 850

Il Martyrologium Romanum commemora in data odierna San Vistano (Wystan, Wiston), appartenente alla folta schiera di decine di sovrano e principi inglesi che nel primo millennio dell’era cristiana ascesero alla gloria della santità. Morto precocemente suo padre Wigmund nell’839, l’anno seguente Vistano dovette succedere al trono di Mercia a suo nonno Wiglaf. Essendo ancora troppo giovane, la reggenza fu affidata temporaneamente a sua madre Elfleda. Berhtic (Brifardo), un membro della famiglia reale, voleva sposarsi con lei, ma Vistano si oppose fermamente per ragioni di consanguineità, essendo egli suo parente nonché padrino, ma anche perché covava forti sospetti che egli celasse l’ambizione di impadronirsi del potere regale. Se la ragione era realmente questa, occorre ammettere che aveva proprio colto nel segno nell’immaginare i progetti del malvagio pretendente, che nell’850 non esitò ad ucciderlo brutalmente. Con Vistano, a cui si narra fosse stata strappata la capigliatura, morirono anche tre suoi cavalieri presso Wistanstow, identificabile probabilmente con l’odierna Wistow nel Leicestershire. Il sovrano ricevette degna sepoltura nel monastero reale di Repton, dove già riposavano i suoi avi. In seguito gli abati Evesham, schieratisi con il re Canuto il Grande e poi con i normanni, con il favore reale ottennero le reliquie dei santi anglosassoni. Nel 1019 l’abate Aelfweard, futuro vescovo di Londra, richiese al re Canuto le reliquie di San Vistano e fecero così ritorno a Repton. Una leggenda assai curiosa tramandata a Wistow narra come nell’anniversario dell’uccisione del santo una luce fosse solita illuminare il luogo del martirio e dal terreno germogliava una capigliatura umana, anche se ad onor del vero parecchi tipi di funghi hanno infatti una sommità simile ai capelli e ciò potrebbe costituire una spiegazione scientifica del fenomeno. Baldovino, arcivescovo di Canterbury, inviò un’apposita commissione per esaminarlo, anche se si riscontrò una certa difficoltà a causa della frequenza annuale del miracoloso evento. Tre antiche chiese in Inghilterra furono dedicate alla memoria del santo sovrano, ancora oggi esistenti, presso Wistow, Wigstow e Wistanstow. San Vistano, a differenza di tanti suoi pari, pur essendo citato dal martirologio ufficiale della Chiesa Cattolica non ha mai goduto di una grande popolarità e venerazione al di fuori del mondo anglosassone, fatto dovuto anche al suo nome non molto comune.


Autore:
Fabio Arduino


Luigi Einaudi

Luigi Einaudi (Carrù, 24 marzo 1874 – Roma, 30 ottobre 1961) è stato un economista, politico e giornalista italiano, secondo Presidente dell...