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martedì 11 gennaio 2022

Ditirambo

 

 Ditirambo

Il mio amore mi insegnò ad essere semplice

Come il sagrato della chiesa
Dove non c'è nè una campana
Nè una matita
Nè una sensualità.  

Oswald de Andrade

lunedì 11 gennaio 2021

Errore di portoghese

 
  

Quando il Portoghese arrivò
Sotto una brutta pioggia
Vestì l'Indios
Che peccato!
Fosse stata una giornata di sole
L'Indios avrebbe spogliato
Il Portoghese

Oswald de Andrade

 

Canto del ritorno in patria


 
La mia terra ha palmeti
Dove gorgheggia il mare
Gli uccellini di qua
Non cantano come quelli di là
La mia terra ha più rose
E quasi più amori
La mia terra ha più oro
La mia terra ha più terra
Oro terra amore e rose
Io voglio tutto ciò che è là
Non permetta Dio che muoia
Senza che ritorni a San Paolo
Senza che veda la Rua 15
Ed il progresso di San Paolo
 

Oswald de Andrade

 

José Oswald de Andrade Souza
(San Paolo, 11 gennaio 1890San Paolo, 22 ottobre 1954)
è stato un poeta brasiliano, uno dei fondatori del modernismo brasiliano.

Membro del Gruppo dei Cinque con Mário de Andrade, Anita Malfatti, Tarsila do Amaral e Menotti Del Picchia, è celebre per il suo Manifesto Antropófago, pubblicato nel 1928, in cui espone di come la grande forza della storia del Brasile sia stata quella di cannibalizzare le altre culture. Fiero antipassatista, de Andrade aveva scelto la libertà di espressione come grido di battaglia e come solo unificante programma d'azione. Il suo "Manifesto antropófago" tuonava con la frase “Tupy or not Tupy, that is the question” - ispirata dalla prima tribù autoctona del Brasile costretta a sloggiare dall'arrivo della ‘civiltà’ - incitando a non fuggire di fronte al nuovo, a divorare l'”altra” cultura per assimilarne le verità.

Viene citato da Fabrizio De André nella sua canzone La domenica delle salme come il suo «illustre cugino de Andrade».

«Tra i molti poeti sudamericani che conosco, Oswald de Andrade è uno dei miei preferiti, probabilmente per quel suo atteggiamento comportamentale oltre che poetico totalmente libertario, per quel suo anticonformismo formale che lo fa essere qualcosa di più e di meno e comunque di diverso da un poeta in senso classico. E poi è dotato di un umorismo caustico difficilmente riscontrabile in altri poeti dei primi del Novecento.»

(Fabrizio De André, 1990)

Ghianda acrostico