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domenica 23 agosto 2026

Le paludi pontine

Le paludi pontine

Vedi là quella valle interminata
che lungo la toscana onda si spiega,
quasi tappeto di smeraldi adorno,
che de le molli deità marine
l'orma attende odorosa? Essa è di venti
obliate cittadi il cimitero:
è la palude che dal Ponto ha nome.
Sì placida s'allunga, e da sì dense
famiglie di vivaci erbe sorrisa,
che ti pare una Tempe, a cui sol manchi
il venturoso abitatore. E pure
tra i solchi rei della Saturnia terra
cresce perenne una virtù funesta,
che si chiama la Morte. Allor che ne le
meste per tanta luce ore d'estate
il sole incombe assiduamente ai campi,
traggono a mille qui, come la dura
fame ne li consiglia, i mietitori:
ed han figura di color che vanno
dolorosi all'esiglio; e già le brune
pupille il venenato aere contrista.
Qui non la nota d'amoroso augello
quell'anime consola e non allegra
niuna canzone dei natali Abruzzi
le patetiche bande. Taciturni
falcian le mèssi di signori ignoti;
e quando la sudata opra è compiuta,
riedono taciturni; e sol talora
la passione dei ritorni addoppia
col domestico suon la cornamusa.
Ahi! ma non riedon tutti; e v’à chi siede
moribondo in un solco; e col supremo
sguardo ricerca d’un fedel parente
che la mercè de la sua vita arrechi
a la tremula madre, e la parola
del figliuol che non torna. E mentre muore
così solo e deserto, ode lontano
i vïatori, cui misura i passi
col domestico suon la cornamusa.
E allor che nei venturi anni discende
a côr le mèssi un orfanello, e sente
remar sotto un manipolo la falce,
lacrima e pensa: Questa spiga forse
crebbe su le insepolte ossa paterne.

Aleardo Aleardi

domenica 14 novembre 2021

Che cosa è Satana?

 

 
Che cosa è Satana?

Fanciulla, che cosa è Satana?
Satana è un sogno. Lui crer la nera
Colpa e i rimorsi. Satana è Caino,
Che fugge pei deserti come fiera
Inseguita dal fulmine divino.

Satana è un sogno. È Attila, che passa
Sui teschi umani con le truci schiere.
E persin l’erba disseccata lassa
Sotto l’unghia dal tartaro corsiere.

Satana è un sogno; È il perfido Macbeto,
Che afferra del tradito ospite il trono.
Satana è in noi. È l’orrido segreto
Di quelle colpe, che non han perdono.

Che se d’odî il mortal stanco e di guerre
Togliesse un giorno a vivere d’amore,
Pei mari allor si udrebbe e per le terre
Una voce gridar: «Satana muore.»
 
 Aleardi Aleardo

giovedì 14 novembre 2019

A un Lombardo

Che partiva dalle prigioni di JOSEPHSTADT.
Tu fra poco vedrai bello, agitato,
Spiegarsi all'aure l'italo stendardo.
Digli ch'io l'amo con amor gagliardo,
E l'amerò finchè mi spenga il Fato.

Digli ch'io gli ò sacrato anima e canto
E ceppi; e che da lunghi anni l'aspetto
A sventolar sul povero mio tetto...
Recagli questo addio che sa di pianto.


Josephstadt, 14 agosto 1859.A.Aleardieardi

Che Cosa è Dio?



Nell'ora che nel bruno firmamento
comincia un tremolìo
di punti d'oro, d'atomi d'argento,
guardo e domando: -Dite, o luci belle,
ditemi,  cosa e Dio?
"Ordine" mi rispondono le stelle.
* Quando all'april la valle, il monte, il prato, i margini del rio ogni campo dai fiori è festeggiato. guardo e domando: -Dite, o bei colori, dite, cosa è Dio? "Bellezza" mi rispondono quei fiori.Quando il tuo sguardo innanzi a me scintillaamabilmente pio, io chiedo al lume della tua pupilla:-Dimmi, se il sai, bel messagger del core, dimmi che cosa è Dio ?-- E la pupilla mi risponde:"Amore!"



Aleardo. Aleardi

Aleardo Aleardi



nato Gaetano Maria Aleardi
(
Verona, 14 novembre 1812Verona, 17 luglio 1878),
è stato un
poeta e politico italiano,
appartenente alla corrente del
romanticismo.


Nacque  da Maria Canali e dal conte Giorgio. Dopo aver studiato legge all'Università di Padova insieme con gli amici Giovanni Prati e Arnaldo Fusinato, ritornò a Verona, interessandosi di poesia e di critica d'arte.
Tra i suoi primi componimenti vi sono Il matrimonio (1842), un'esaltazione delle nozze come espressione di civiltà, e l'Arnalda di Roca, del 1844, poemetto storico che ha protagonista una giovane donna. Il primo successo è raggiunto nel 1846 con le due Lettere a Maria, in versi sciolti, nel quale il poeta si rivolge a un'amica proponendole un amore platonico: è un'occasione per manifestare la sua fede nell'immortalità dell'anima ed effondere i suoi affetti sentimentali nello spirito di un romanticismo di maniera. Assiduo frequentatore del salotto della contessa Anna Serego Gozzadini Alighieri, ne corteggiò la figlia Nina, dedicandole numerose composizioni poetiche. Ai moti risorgimentali del 1848, fu inviato a Parigi da Manin a chiedervi aiuti per la ricostituita Repubblica Veneta. Fu arrestato nel 1852 e rinchiuso per qualche mese nella fortezza di Mantova: ne seguì un periodo di depressione e, nel 1855, l'idillio. L'Aleardi diede il meglio di sé rielaborando alcuni canti e pubblicando nel 1856 sia Il Monte Circello, che comprende un componimento famoso sulla vicenda di Corradino di Svevia, a lungo presente nelle antologie scolastiche, che Le antiche città marinare e commerciali, e nel 1857 le Prime storie, con immagini ispirate a vicende bibliche. La pubblicazione dei Canti patrii fu invece rinviata a causa dell'arresto, avvenuto nel giugno del 1859, e della detenzione nel castello di Josephstadt, in Boemia, in conseguenza della guerra austro-franco-piemontese. Liberato alla fine della guerra, si stabilì a Brescia, pubblicando gli ultimi versi, tutti d'ispirazione politica: I sette soldati del 1861, il Canto politico del 1862 e I fuochi sull'Appennibo del 1864, anno in cui si trasferisce a Firenze per tenervi all'Istituto d'Arte la cattedra di estetica. Già deputato, fu nominato senatore nel 1873: onorato e ricercato nei salotti, come poeta era ormai un sopravvissuto e morì improvvisamente a Verona nel 1878.

Ghianda acrostico