dell'erbe nuove sveglia fiori e fronde.
lo stordiscon di trilli gli usignoli.
Come ci stai nella tua casina?
ci hai stanze, sale, bagno e cucina?
tutte ogni giorno le spolveri e spazzi?
poi le lavi, e stendi sopra i terrazzi?
Te la trascini su per la vigna
appena l'aria si fa piovigna:
è a rotelle, tonda e liscia:
si lascia dietro un'argentea striscia.
Quando c'è il sole in quel gran cilestrino,
t'imbuchi nel muro del verde giardino
ascolti l?erbe ancor morbide e rare
col ruscello parlottare.
Chiocciola, chiocciola marinella,
tirale fuori le tue cornella.
Ettore Cozzani
Singolare figura, quella dello spezzino Cozzani lontano da ogni “corrente” o cenacolo, e forse proprio per questo rimasto un po’ ai margini della storia culturale della nostra regione, dalla quale per altro si allontanò già nel 1917 per proseguire a Milano la propria attività di editore. Intellettuale spezzino, formatosi culturalmente agli ideali dell’Ottocento postrisorgimentale ispirati alla triade dei grandi poeti del cambio di secolo: Carducci, Pascoli e D’Annunzio, ha profuso la sua attenzione alla vita artistica, letteraria e sociale dei suoi tempi. Nel 1911 fondò e diresse L'Eroica, innovativa rivista artistica e di tecnica xilografica.