Visualizzazione post con etichetta Rosalia Calleri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Rosalia Calleri. Mostra tutti i post

mercoledì 3 settembre 2025

Lucertolina

Sull'erba verde e tenera
odorano le viole,
sul muro una lucertola
esce a godere il sole.
Canti e risate echeggiano
d'intorno. Son bambini
che in fitta schiera passano
vivaci e chiacchierini.
Le mammole sussurrano:
Per voi siamo fiorite,
o piccoli, fermatevi,
a coglierci venite.
La timida lucertola
rapida il muro sale
e inquieti gli occhi implorano:
Non fatemi del male!


Rosalia Calleri

Il gelo

 


La terra era squallida e grigia
e grigio e monotono il cielo;
l'inverno riaprì la valigia
e poi disse al gelo:
«Ricama con mano gentile
quest'umida nebbia sottile! ».
Il gelo si mise al lavoro;
sui penduli rami tremanti profuse,
con arte, un tesoro
di perle e di diamanti,
e, all'alba del nuovo mattino,
la terra fu tutta un giardino.
Il sole dai monti si affaccia
i candidi fiori a guardare;
la nebbia fumosa discaccia,
li viene a baciare;
e allora si rompe l'incanto...
i fiori si sciolgono in pianto!

Rosalia Calleri

Rosalia Calleri



 Rosalia Calleri (1874 – 1960) 
Primogenita  di Celestino Calleri (1844-1925), maestro elementare di Carrù poi divenuto titolare di Lettere presso l’Istituto professionale monregalese nel 1876.La precoce scomparsa della madre, a soli 35 anni, condizionerà la famiglia, confinando probabilmente Rosalia in un ruolo materno surrogato. Nel 1892 Rosalia si diplomava infatti maestra all’Istituto Magistrale di Mondovì; la sua prima pubblicazione di cui abbiamo notizia è probabilmente Il maestro attraverso i tempi, lettura fatta all’Associazione Magistrale Monregalese il 24 agosto 1905, poi pubblicato nel 1906.  Nel 1908, terrà una conferenza poi stampata, La gentilezza come elemento di felicità nella vita donna. L’ultima opera, del 1937, Siepe in fiore, è in qualche modo il punto di arrivo poetico di Rosalia, l’ultima testimonianza della sua azione poetica, ormai oltre i sessant’anni di età. Vivrà ancora a lungo dopo la fine della guerra, fino al 1960, continuando ad occuparsi, tra l’altro, della società Dante Alighieri

martedì 28 settembre 2021

Foglie morte

Cadono giù le foglie. Sono stanche
hanno visto tant'acqua e tanto sole!
Sbocciate con le tenere viole,
cadono prima delle nevi bianche.

La loro vita dura una stagione,
cadono a sciami, a sciami, frusciando,
i bimbi le sparpagliano passando
o le colgono a farsene corone.

Il vento fa con esse il mulinello
soffia e fischia con malinconia
esse fan tutti gli anni questa via
partono col brutto e tornano col bello.

Tornano sulla terra come un fiore
ogni rosa compare e poi sparisce
è la foglia che a marzo rinverdisce
non è più quella che oggi casca e muore.

Là nella macchia il vecchio boscaiolo
col rastrello lieto le raduna
saranno letto per la mucca bruna
saranno fiamme sotto al suo paiolo

Rosalia Calleri


Ci donarono