Visualizzazione post con etichetta Clemente Bondi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Clemente Bondi. Mostra tutti i post

giovedì 27 giugno 2019

L'Istrice e la Volpe




Dal cammin son così lasso,
Disse l’istrice, che appena
Posso più movere il passo.
Credo ben, disse la volpe,
Che viaggiava in compagnia,
Che l’andar grave a te sia:
Tale hai selva d’armi indosso,
Che a portarle per un’ora
Stancherebbero un colosso.
E perché tanta fatica?
Qui non v’è gente nemica
Da far guerra, e da me poi
Nulla certo temer puoi.
Bada a me: quando fra poco
Troverem sicuro loco
Dove star potrem la notte,
Là dèi porti in libertà,
Di quel peso sollevarti,
E con agio riposarti.
Credè l’istrice, e all’albergo
Giunse appena, che dal tergo
Gittò i dardi ond’era armato,
E senz’ombra di sospetto
Sonnacchioso, affaticato
Si sdraiò sopra di un letto.
Lesta allor la volpe ria
Accostossegli pian piano,
E veggendo che dormia,
Lo sbranò senza contrasto,
E ne fece un lauto pasto.
Chi pentirsi non vorrà
Di seguir l’altrui consiglio,
Guardi ben chi glielo dà.

Clemente Bondi (1742-1821)

No non cred'io




Ma s'io non sono un poeta,
S'estro non è, se non è Febo istesso,
Che dunque è quel, che m'anima ed accende?
Sì ch'egli è desso. L'anima commossa
Alle affollate idee ravvisa e sente
La presenza del Nume. A te degg'io,
Lorenzi, il suo ritorno. Ei sul tuo labbro
Sieden e a me pur nel tuo soave canto.
 
C.Bondi

La Tartaruga



Una terrestre tartaruga un dì
si alzò di buon mattino
per finir certi affari d'importanza
a un miglio di distanza:
e,postasi in canmmino,
com'è suo stil sì lentamente andò,
tante volte per via si soffermò,
che in quindici ore e più
avea cinquanta passi appena fatto:
quando,accortasi a un tratto,
non senza meraviglia,
che la notte frattanto era già sorta:
Oh!come-disse-la giornata è corta!


Clemente Biondi

Clemente Bondi


 
Clemente Luigi Donnino Bondi
(Mezzano Superiore, 27 giugno 1742Vienna, 20 giugno 1821)
è stato un poeta e traduttore italiano.
Religioso gesuita, fu uno degli uomini di lettere che collaborarono
alla Stamperia ducale di Parma.
Rimasto orfano del padre in giovane età, ebbe la possibilità di studiare grazie a uno zio economo presso il seminario di Parma. Nel 1760 entrò nell’ordine dei gesuiti, una volta terminati gli studi fu trasferito a Padova, dove si occupò di insegnamento. A seguito dello scioglimento dell’ordine dei gesuiti, avvenuto nel 1773, il Bondi scrisse un componimento polemico indirizzato a papa Clemente XIV, a causa di questa azione fu costretto a rifugiarsi in Tirolo. Rientrato in Italia, fu accolto a Mantova dalla nobile famiglia Zanardi presso i quali svolse la mansione di bibliotecario. Durante un viaggio a Milano ebbe modo di fare amicizia con l’arciduca Ferdinando d’Asburgo Lorena. Quando questi nel 1796 si trasferì a Brünn (odierna Brno nella Repubblica Ceca) chiamò presso di sé il Bondi per affidargli la sua biblioteca e l’istruzione dei propri figli. Nel 1810 l’arciduca spostò la sua dimora a Vienna portando con sé il Bondi che restò nella città austriaca fino alla morte. L’attività letteraria vera e propria di Clemente Bondi iniziò durante il suo esilio in Tirolo. Il momento più florido della sua produzione artistica fu però quello mantovano, complice il fatto che ebbe modo di frequentare un ambiente molto attivo dal punto di vista intellettuale. Le Opere di Clemente Bondi furono pubblicate  nel 1798 a Venezia. L’attività in cui Clemente Bondi riuscì maggiormente a distinguersi fu però quella di traduttore di testi classici: l’Eneide, le Georgiche e le Bucoliche di Virgilio, Le metamorfosi di Ovidio. Le sua opera fu apprezzata anche per le ricche note didascaliche che accompagnavano le sue traduzioni, tanto da farlo soprannominare il Delille d'Italia.

Ghianda acrostico