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sabato 30 ottobre 2021

Canti Pisani


Canti Pisani
Quello che veramente ami rimane,
il resto è scorie
Quello che veramente ami non ti sarà strappato
Quello che veramente ami è la tua vera eredità
Il mondo a chi appartiene, a me, a loro
o a nessuno?
Prima venne il visibile, quindi il palpabile
Elisio, sebbene fosse nelle dimore d'inferno,
Quello che veramente ami e' la tua vera eredita'
La formica e' un centauro nel suo mondo di draghi.
Strappa da te la vanità, non fu l'uomo
A creare il coraggio, o l'ordine, o la grazia,
Strappa da te la vanità, ti dico strappala
Impara dal mondo verde quale sia il tuo luogo
Nella misura dell'invenzione, o nella vera abilità dell'artefice,
Strappa da te la vanità,
Paquin strappala!
Il casco verde ha vinto la tua eleganza.
"Dominati, e gli altri ti sopporteranno"
Strappa da te la vanità
Sei un cane bastonato sotto la grandine,
Una pica rigonfia in uno spasimo di sole,
Metà nero metà bianco
Né distingui un'ala da una coda
Strappa da te la vanità
Come son meschini i tuoi rancori
Nutriti di falsità.
Strappa da te la vanità,
Avido di distruggere, avaro di carità,
Strappa da te la vanità,
Ti dico strappala.
Ma avere fatto in luogo di non avere fatto
questa non è vanità Avere, con discrezione, bussato
Perché un Blunt aprisse
Aver raccolto dal vento una tradizione viva
o da un bell'occhio antico la fiamma inviolata
Questa non è vanità.
Qui l'errore è in ciò che non si è fatto, nella diffidenza che fece esitare.
 
Ezra Pound

mercoledì 30 ottobre 2019

L’albero m’è penetrato nelle mani



L’albero m’è penetrato nelle mani,
La sua linfa m’è ascesa nelle braccia,
L’albero m’è cresciuto nel seno –
Profondo,
I rami spuntano da me come braccia.
Sei albero,
Sei muschio,
Sei violette trascorse dal vento –
Creatura – alta tanto – tu sei,
E tutto questo è follia al mondo.

Ezra Pound

Istrione


Nessuno mai osò scrivere questo,
ma io so come le anime dei grandi
talvolta dimorano in noi,
e in esse fusi non siamo che
il riflesso di queste anime.
Così son Dante per un po’ e sono
un certo Francois Villon, ladro poeta
o sono chi per santità nominare
farebbe blasfemo il mio nome;
un attimo e la fiamma muore.
Come nel centro nostro ardesse una sfera
trasparente oro fuso, il nostro ‘Io’
e in questa qualche forma s’infonde:
Cristo o Giovanni o il Fiorentino;
e poi che ogni forma imposta
radia il chiaro della sfera,
noi cessiamo dall’essere allora
e i maestri delle nostre anime perdurano.
Ezra Pound

Ezra Pound



Ezra Weston Loomis Pound
(Hailey, 30 ottobre 1885Venezia, 1º novembre 1972)
è stato un poeta, saggista e traduttore statunitense, che trascorse la maggior parte della sua vita in Italia.
Poeta tra i più grandi del Novecento, cresciuto all'interno di una famiglia di forte estrazione religiosa, l'enigmatico Ezra nasce nello stato dell'Idaho, stabilendosi fin da piccolo nei pressi di Filadelfia. Qui ha vissuto fino al suo trasferimento in età matura a Rapallo, nel 1929. Già nel 1898 aveva compiuto un viaggio in Europa con la famiglia, tornando folgorato ed entusiasta per le meraviglie elargite dal Bel Paese. Iscrittosi all'Università della Pennsylvania, studia le lingue romanze e scopre i poeti provenzali cui in seguito dedicherà numerosi studi e traduzioni. Nel 1906 ottiene una borsa di studio che gli permetterà di viaggiare nuovamente in Europa dove, oltre a tornare nuovamente nell'amata Italia, visita anche la Spagna. Tornato in America lo attende una sgradevole sorpresa: la borsa di studio non gli viene rinnovata. Dopo quattro mesi di insegnamento come docente di letteratura spagnola e francese in un'Università dell'Indiana, è invitato a dare la dimissioni perché il suo stile di vita è ritenuto troppo fuori dalle regole. Nel 1908 s'imbarca nuovamente per l'Europa con pochi dollari in tasca, una decisione dettata non solo dalla necessità ma anche da una precisa scelta di vita. Pound era dell'opinione che per dare il meglio fosse necessaria qualche restrizione e che per viaggiare dovesse stare tutto in non più di due valigie. Una volta giunto in Europa visita tutti i principali centri culturali: Londra, Parigi, Venezia. Finalmente pubblica anche i suoi primi libri di poesia. Ma al vulcanico Pound questo non basta. Conosce ed aiuta in tutti i modi artisti di tutti i settori, compresi i musicisti. Pound è anche un assimilatore innovoro. Nel 1913 la vedova del grande filologo Ernest Fenellosa gli affida i manoscritti del marito, stimolo principale per il suo approccio al cinese che lo porterà alla trasposizione di numerose liriche di quel lontano paese. Nel 1914 diventa segretario del poeta irlandese Yeats, altro gigante del Novecento e infaticabile sostenitore di James Joyce, e impone la pubblicazione delle prime poesie di Eliot. Intanto la sua attenzione poetica si concentra sull'elaborazione di quelli che diventeranno i leggendari "Cantos" (o "Canti pisani"). Nel 1925 si trasferisce da Parigi a Rapallo dove resterà stabilmente fino al 1945 dedicando le sue energie alla stesura dei "Cantos" e alle traduzioni di Confucio. Negli anni 1931 1932 intensifica gli studi economici e la sua polemica contro le manovre economiche internazionali. Nel 1941 il suo rimpatrio viene ostacolato ed è dunque costretto a rimanere in Italia, dove fra l'altro tiene una celeberrima serie di discorsi alla radio, riprendendo spesso il tema di conferenze già svolte alla Bocconi di Milano nelle quali insiste sulla natura economica delle guerre. Com'era prevedibile nel clima infuocato di quello scorcio di secolo, quei discorsi venivano apprezzati da alcuni mentre altri li osteggiavano. Il 3 maggio del 1945 due partigiani lo prelevano per conurlo al comando alleato e da lì, dopo due settimane di interrogatori, viene trasferito a Pisa nelle mani della polizia militare. Per tre settimane è rinchiuso in una gabbia di ferro, esposto al sole di giorno e agli accecanti riflettori di notte. Trasferito poi sotto una tenda, gli viene concesso di scrivere. Finisce di comporre i "Canti Pisani". Viene trasferito a Washington e dichiarato traditore; viene richiesta per lui la pena di morte. Al processo viene dichiarato infermo di mente e rinchiuso per dodici anni nel manicomio criminale di Saint Elizabeth. Incominciano a circolare petizioni da parte di scrittori ed artisti da tutte le parti del mondo e si fanno sempre più insistenti le proteste contro la sua detenzione. Nel 1958 viene liberato, si rifugia presso la figlia a Merano. In tutto il mondo si moltiplicano le edizioni dei suoi "Cantos" e partecipa invitato a numerose attività artistiche e letterarie, mostre, convegni a livello internazionale, accolto con tutti gli onori. Ezra Pound muore nell'adorata Venezia dove è tuttoggi sepolto.

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