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lunedì 15 maggio 2023

Le quattro Stagioni


Luce,tepore e fiori,
profumo e buon odori,
pioggerella leggera,
questa è la PRIMAVERA.
 
Caldo,sole ,biade mature,
rischio di scottature,
fonti disseccate:
ecco l'ESTATE
 
Grappoli d'oro ai tralci
e ruggine sulle falci,
foglie gialle in danza
e l'AUTUNNO s' avanza.
 
Vento ,neve e gelo,
grigio e imbronciato il cielo,
tutto ghiacciato e muto
e l'INVERNO è venuto
novalis

 

lunedì 2 maggio 2022

Non so che piangere


 

Non so che piangere

Non so che piangere, piangere sempre:
oh, se potesse una volta soltanto,
una sola, apparirmi da lontano!
Santa tristezza! Durano eterni
le mie lacrime e i miei patimenti;
potessi impietrire qui sull’istante.

 

Lo vedo sempre soltanto soffrire,
lo vedo spirare pregando in eterno.
Oh, non si spezzi questo mio cuore,
e le mie palpebre più non si chiudano;
io questa gioia – di sciogliere in pianto
tutto me stesso – non l’ho meritata.

 

Perché non c’è nessuno che pianga?
Così dileguarsi dovrà il suo nome?
Forse d’un tratto il mondo è morto?
Non potrò attingere più fiducioso
dai suoi occhi l’amore e la vita?
Veramente per sempre egli è morto?

 

Morto, – che cosa può significare?
Oh, ditemelo dunque voi sapienti,
dite il senso che può, che deve avere.
Egli è muto, e tacciono tutti,
nessuno in terra il luogo mi rivela
dove il mio cuore potrà ritrovarlo.

 

Non c’è un luogo qui sulla terra
che possa ancora rendermi felice,
tutto è come un torbido sogno.
Anch’io sono spirato con lui;
e vorrei già, nel sotterraneo spazio
con lui deposto, riposare in pace.

 

Poiché suo padre e mio tu sei,
vieni e raccogli accanto alle sue
queste mie ossa, senza indugiare.
Sulla sua tomba, che sarà presto
verde, leggero soffierà il vento,
trasmutando l’umana sembianza.

 

Sarebbero cristiani, se il suo amore
conoscessero a fondo, tutti gli uomini,
dimentichi di quello che non conta;
e amando tutti soltanto quell’Uno,
con me sarebbero uniti nel pianto
fino a dissolversi in amaro dolore.

 Novalis

domenica 2 maggio 2021

Inni alla notte

 

Inni alla notte

Deve il mattino sempre ritornare?
La potenza terrestre avrà mai fine?
Consuma un vano affaccendarsi il volo
celeste della notte. E mai l'offerta
segreta dell'amore
arderà in eterno?
Fu misurato alla luce il suo tempo;
ma il regno della notte è senza tempo
e senza spazio. - Eterno dura il sonno.
Sonno santo -
non fare troppo raramente lieti
i consacrati alla notte
in questa terrestre
quotidiana fatica.
Soltanto i folli non ti riconoscono
e di te nulla sanno se non l'ombra
che tu spandi su noi pietosamente
nel crepuscolo
della notte vera.
Non ti sentono
nel flutto d'oro del grappolo -
nell'olio miracoloso
del mandorlo, e nel latice bruno
del papavero.
Non sanno
che tu adombri il tenero seno
della vergine e il suo grembo fai cielo -
non indovinano
che uscita da antiche leggende
tu avanzi e schiudi i cieli,
portando la chiave
dei soggiorni beati,
silenzioso araldo
di misteri infiniti.
Novalis -

sabato 2 maggio 2020

Chi ti ha guardata




Chi ti ha guardata una volta, irretito
non sarà mai dalla rovina, o Madre;
da te lontano, cede alla tristezza,
ti amerà sempre con passione ardente,
e la memoria in lui della tua grazia
resta il più alto volo del suo spirito.
Mi volgo a te con devozione immensa,
tu già conosci quello che mi manca.
Sii tenera con me, Madre soave,
dammi un segno di gioia, finalmente.
Tutta la mia esistenza in te riposa,
resta vicino a me solo un istante.
Più volte nei miei sogni ti ho veduta
così bella, e nell’intimo amorosa;
il piccolo dio che avevi tra le braccia
voleva muoversi a pietà del compagno;
ma tu tornasti, levando il tuo sguardo
sublime, tra le nuvole in tripudio.
Me infelice! che cosa ti ho mai fatto?
Pieno di nostalgia, ti prego ancora;
non sono il luogo dove la mia vita
trova pace, le tue cappelle sante?
Regina benedetta,
prenditi questo cuore e questa vita.
Lo sai, regina amata,
che sono tutto interamente tuo.
Non ho goduto già da lungo tempo
nel segreto del cuore la tua grazia?
Quando ero ancora ignaro di me stesso
succhiavo il latte al tuo beato seno.
Sei stata accanto a me infinite volte,
guardavo a te con gioia di fanciullo;
mi tendeva le mani – perché un giorno
potesse ritrovarmi – il tuo bambino.
Con dolce e tenero sorriso – oh tempo
di paradiso! – un bacio tu mi davi.
Questo beato mondo ora è lontano,
e già da tempo il lutto mi accompagna,
perdutamente ho continuato a errare:
dunque ho peccato in modo così grave?
Fanciullo, tocco l’orlo del tuo manto,
svegliami tu da questo grave sogno.
Solo un fanciullo può guardarti in viso,
con fiducia aspettare il tuo soccorso;
allora sciogli il vincolo degli anni,
ch’io ritorni com’ero, il tuo bambino.
Vivono in me la fedeltà, l’amore
mio di fanciullo, da quel tempo d’oro.
NOVALIS –

Tra le mille ore felici




Tra le mille ore felici
che ho trascorso nella vita,
una sola in me resta per sempre:
quella in cui tra mille dolori
io sentii nel profondo del cuore
chi per noi morì di passione.

Il mio mondo era in frantumi
come se un verme lo avesse corroso,
vizza la fioritura del mio cuore;
ogni bene che avevo e che sognavo
nella vita era chiuso in una tomba,
qui stavo ancora per il mio tormento.

Piangevo sempre, anelando a fuggire
lontano, e in segreto mi torturavo,
davanti a me solo angoscia e inganno:
la pietra del sepolcro all’improvviso
come dall’alto mi fu sollevata,
e si dischiuse nell’intimo il cuore.

Chi ho visto, e chi alla sua mano
mi apparve, non chieda nessuno,
questo soltanto vedrò in eterno;
e questa sola, tra tutte le ore
della mia vita, serena e aperta
starà per sempre, come le mie piaghe.


Novalis

Novalis


 
 

Mansfeld (Sassonia) 2 maggio 1772
Weißenfels
Germania  

Friedrich Leopold von Hardenberg,
più noto con lo pseudonimo Novalis. 
Nacque da una famiglia di piccola nobiltà terriera, assai religiosa; crebbe in un ambiente severo e misticheggiante che molto suggestionò il suo temperamento emotivo e incline alle fantasticherie, e da cui egli derivò una costante attenzione ai tempi spirituali. La sua formazione letteraria fu influenzata soprattutto dagli ambienti culturali di Jena e di Lipsia dove ebbe maestri come Johann Fichte e Friedrich Schiller e amici come i fratelli August e Friedrich Schlegel, filosofi e scrittori che gravitavano intorno alla rivista Athenaeum, organo propulsore delle idee romantiche. Dalle loro teorie Novalis trasse l’essenza del Romanticismo e la sua aspirazione alla poesia come espressione di armonia fra natura e spirito, tra finito e infinito. Un avvenimento assai importante nella vita di Novalis fu la morte (1797) della giovanissima fidanzata Sophie von Kuhn, appena quindicenne, che il poeta continuò a cantare come il mito dell’amore che non muore mai, dando origine a quel dualismo amore-morte che sarà tema dominante della poesia romantica. Se l’attività letteraria e poetica fu dominante nella vita di Novalis, egli non trascurò attività di ordine pratico: fu funzionario nell’amministrazione delle saline nel 1796 e in quella delle miniere di Weissenfels-Saal nel 1800, ma purtroppo la sua vita fu breve e nel 1801 morì, sopraffatto dalla tisi che aveva sempre minato la sua fragile costituzione fisica.

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