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lunedì 24 novembre 2025

NOVEMBRE

NOVEMBRE

Questo è il mese cupo
triste di Novembre:
la nebbia sale
dai campi arati
di zinco come le conche
che la massaia provvida
metteva sotto la gronda,
Il sole pallido e stanco
fora la grigia cortina
e, felice si posa sul rosso frondoso.
E' un tripudio vermiglio
qual rubino raro orientale
splendido e intrigante
tra il caldo oro
dei pioppi tremuli.
Così sei venuto a me
mio dolce paese dell'età più bella
e ancor hai fatto palpitar il cuore:
tu così silenzioso e deserto
nella torpida mattina
di tardo autunno
mi hai riportato, tu così nuovo
tu all'ombra di eliche bianche
sussurranti voci e lamenti
delle montagne e colline inghirlandate,
E ritorna la memoria
persa dietro a un tornante e già
torna un altro novembre
l'odore del mosto nei tini
il fumo acre che anneriva le case
e l'odor di legna accatastata
per l'inverno; l'incudine battuta dal maglio
e il cielo privo di voli.
Rosa Staffiere

domenica 20 giugno 2021

La pace

 

O, pace, tu sei come Vergine
dalle forme sinuose e riposanti,
tu porti il sorriso sugli ingrugniti volti
tendi la mano carezzevole e tenace.

Ami passeggiare tra il verde
di pIima fioIitura o nei campi
smossi per l'apertura.
Sulla proda del ruscello mormorante
ti addormenti, mentre discosto
il docile gregge intento è l'erbetta
a brucare.

Tu sei dolce incendio dei tramonti
poi che rifuggi dal cemento infuocato
di piombo e d'innocente sangue versato.
Ti vedo, accanto al focolare
dove ai nipoti il nonno racconta
dei bei tempi andati o nella stanza
dove la mamma china sta sulla culla del bambino.

Rosa Staffiere

Scaglie di realtà

 

Getto via scaglie
di realtà dolorosa
chiudo gli occhi e sogno
e mi par di udire il mare
e il suo eterno canto.
Chiudo gli occhi e mi lascio

baciare dal chiarore lunare
mentre leggera danzo
su placide onde
con movenze di farfalla
e mi lascio sedurre dalle stelle.
Ballo
al ritmo delle onde
piroetto senza posa
lontano, assente
è il peso sulle spalle.
Com’è dolce sognare!

Rosa Staffiere

Rosa Staffiere

 

(Anzano di Puglia, 11 gennaio 1940 - 9 maggio 2003), nacque, prima di 5 figli.  Tracorre i primi anni e frequenta le scuole elementari nel suo paese e le medie nel vicino paese di Sant'Agata di Puglia. Già leggeva di tutto e mostra amore e passione per la poesia e la letteratura. Le scuole superiori le frequenta ad Avellino. Appena diplomata insegna ad Anzano ai corsi popolari per gli anziani e subito dopo nella scuola statale.  Con il lavoro e la maturità incontra il futuro marito, unico grande amore della sua vita. Si sposa e completa la sua famiglia con tre figli: Idilia, Angelita e Giovanni. Madre, moglie e maestra sollecita e attenta, ottemperò ai propri doveri con scrupolosità  e amore. All'inizio degli anni novanta, affascinata dalla poesia, riversò in questa, l'ansia di estrinsecare le proprie emozioni e l'Amore per il Creato. La morte dell'amato marito, (Luigi De Michele) avvenuta il 25 novembre 1998, determinò un profondo cambiamento nelle tematiche poetiche di Rosa Staffiere. A partire dal maggio 1997, ammalatosi il marito, il percorso poetico di Rosa Staffiere, seguì, come in un tragico Diario, l'iter della malattia dell'amato "Gigino", fino alla sua morte. Gli anni fra il 1998 e il 2001 trascorrono in un tormentato ricordo. Tormento che non esaurisce la vena poetica di Rosa, ma anzi le ispira pagine di struggente malinconia. Nel 2001 Rosa si ammala e muore il 9 maggio 2003 lasciandoci l'essenza della sua anima in numerose poesie, oltre che altre opere, in versi, in prosa e in dialetto, fra le quali appunto, un vocabolario in dialetto anzanese.

Ghianda acrostico