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mercoledì 4 gennaio 2023

Amico, gli dissi quella sera


 
Amico, gli dissi quella sera, lei mi consiglia di aspettare tutto da Dio, ma se mi aspetto tutto da lui, che cosa mi rimane da fare?
Ti rimane tutto da fare, disse.
Cerca di capirmi: l'artista più grande non può suonare su delle corde rotte, il soffio del vento resta impotente di fronte alla barca che non ha albero, che ha vele ripiegate, il più puro dei ghiacciai non potrebbe generare un fiume magnifico se nel fondo del suo letto è disteso il sudiciume... e Dio-Amore non può nulla se l'uomo libero non si presenta ritto in piedi, artigiano laborioso della propria vita e operaio del mondo insieme ai tuoi fratelli.
(M. Quoist)
 

domenica 16 gennaio 2022

Non ho tempo


Sono uscito, o Signore.
Fuori la gente usciva.
Andavano, venivano, camminavano, correvano.
Correvano i motorini. Correvano le macchine.
Correvano i camion. Correva la strada.
Correva la città. Correvano tutti.
Correvano per non perdere tempo.
Correvano dietro al tempo, per guadagnar tempo.
Arrivederci, signore, scusi, non ho tempo.
Ripasserò, non posso attendere, non ho tempo.
Termino questa lettera, perché non ho tempo.
Avrei voluto aiutarla, ma non ho tempo.
Non posso accettare.. per mancanza di tempo.
Vorrei pregare, ma non ho il tempo.
Il bambino, gioca, non ha tempo subito... più tardi...
Lo scolaro, deve fare i compiti, non ha tempo subito... più tardi...
L'universitario, ha i suoi corsi e tanto lavoro, non ha tempo subito...più tardi...
Il giovane, fa dello sport, non ha tempo subito... più tardi...
Il padre di famiglia, ha i bambini, non ha tempo subito... più tardi...
I nonni, hanno i nipotini, non hanno tempo subito... più tardi...
Sono malati! Hanno le loro cure, non hanno tempo adesso... più tardi...
Sono moribondi, non hanno...
Troppo tardi!... non hanno più tempo!
Così gli uomini corrono tutti dietro al tempo, o Signore.
Passano sulla terra correndo, frettolosi, precipitosi.
E non arrivano mai a tutto, perché manca loro tempo.
Signore, sembra che Tu abbia fatto un errore di calcolo.
Le ore sono troppo brevi! I giorni sono troppo brevi!
Le vite sono troppo brevi! Ma Tu sai quello che fai.
Tu non ti sbagli quando distribuisci il tempo agli uomini.
Tu doni a ciascuno il tempo di fare quello che tu vuoi che egli faccia.
Ma non bisogna perdere tempo,
sprecare tempo,
ammazzare il tempo.
Perché il tempo è un regalo che tu ci fai,
ma un regalo che non si conserva.
Signore, io ho tempo.
Tutto il tempo che tu mi dai.
Gli anni della mia vita.
Le giornate dei miei anni.
Le ore delle mie giornate.
Sono tutti miei.
A me spetta riempirli, serenamente,
con calma, ma riempirli tutti, fino all'orlo.
Per offrirteli, in modo che della loro acqua insipida
Tu faccia un vino generoso,
come facesti un tempo a Cana per le nozze umane.
Non Ti chiedo questa sera,
o Signore,
il tempo di fare questo e poi ancora quello che io voglio,
ti chiedo la grazia di fare coscienziosamente,
nel tempo che tu mi dai,
quello che tu vuoi ch'io faccia.
In questo sta la felicità.
 
(Padre Michel Quoist)

giovedì 28 ottobre 2021

L'UMANITà HA BISOGNO DI TE


Se la nota dicesse:
"Non è una nota che fa una musica ..."
Non ci sarebbero le sinfonie!
Se la parola dicesse:
"Non è una parola che può fare una pagina ..."
Non ci sarebbero i libri!
Se la pietra dicesse:
"Non è una pietra che può alzare un muro ..."
Non ci sarebbero le case!
Se la goccia d'acqua dicesse:
"Non è una goccia d'acqua che può fare il fiume ..."
Non ci sarebbe l'oceano!
Se il chicco di grano dicesse:
"Non è un chicco di grano che può seminare il campo ..."
Non ci sarebbe la messe!
Se l'uomo dicesse:
"Non è un gesto d'amore che può salvare l'umanità ... "
Non ci sarebbero mai né giustizia né pace,
né dignità né felicità nella terra degli uomini.
Come la sinfonia ha bisogno di ogni nota,
come il libro ha bisogno di ogni parola,
come la casa ha bisogno di ogni pietra,
come l'oceano ha bisogno di ogni goccia d'acqua,
come la messe ha bisogno di ogni chicco di grano,
L' Umanità intera ha bisogno di te, là,
dove sei, unico, e dunque insostituibile!
 
Michel Quoist

 

lunedì 14 settembre 2020

UNA STRADA A SENSO UNICO

 

L’amore è una strada a senso unico che parte
sempre da te per andare verso gli altri.
Ogni volta che prendi un oggetto
o qualcuno per te, cessi di amare perché cessi di donare.
Tu cammini a ritroso.
Avviati per la tua strada.
Accogli tutto ciò che vi è di buono, ma per donarlo interamente.
Se trattieni a te, per te, qualcosa o qualcuno
non dire di amare questo oggetto o questa persona,
perché al momento in cui li afferri
per trattenerli e custodirli, fosse pure per un attimo,
l’amore ti muore tra le dita.
Se vuoi amare fino in fondo, devi essere pronto a donare
tutta la tua vita, cioè a “morire a te” per gli altri e per l’altro.
Se cerchi di ricevere, non otterrai nulla.
Bisogna donare.
Se doni dicendo: così poi riceverò, non otterrai nulla.
Se ami, se ti doni agli altri ti arricchisci degli altri.
Così l’amore accresce all’infinito
colui che ama, perché chi accetta
di distaccarsi da sé stesso, scopre tutti gli altri
e si unisce all’intera Umanità.
L’amore falso, l’egoismo, il ritorno in sé stessi
è sempre accompagnato dalla delusione,
dalla frustrazione della persona,
perché vi è fallimento di espansione, invecchiamento, morte.
L’amore vero offre sempre la gioia, perché è sempre
espansione della persona, completamento, dono della vita.
Michel Quoist

 

mercoledì 10 giugno 2020

Ho paura di dire di sì

Ho paura di dire di si, o Signore.
Dove mi condurrai?
Ho paura di avventurarmi, di firmare in bianco,
ho paura del sì che reclama altri sì.
Eppure non sono in pace: mi insegui, o Signore,
sei in agguato da ogni parte.
Cerco il rumore perché temo di sentirti,
ma ti infiltri in un silenzio.
Signore, mi hai afferrato e non ho potuto resisterti.
Sono corso a lungo, ma tu mi inseguivi. Mi hai raggiunto.
Mi sono dibattuto, hai vinto.
I miei dubbi sono spazzati, i miei timori svaniscono.
Perché Ti ho riconosciuto senza vederTi,
Ti ho sentito senza toccarTi, ti ho compreso senza udirTi.
 
 (Michel Quoist)

mercoledì 23 ottobre 2019

L'amore non è già fatto, si fa



Non è un vestito già confezionato,
ma stoffa da tagliare, preparare e cucire.
Non è un appartamento chiavi in mano,
ma una casa da concepire, costruire, conservare e, spesso, riparare.
Non è una vetta conquistata,
ma scalate appassionanti e cadute dolorose.
Non è un solido ancoraggio nel porto della felicità,
ma è un levar l'ancora, è un viaggio in pieno mare.
Non è un sì trionfale che si segna fra i sorrisi e gli applausi,
ma è una moltitudine di "sì" che punteggiano la vita,
tra una moltitudine di "no" che si cancellano strada facendo.
Non è l'apparizione improvvisa di una nuova vita,
perfetta fin dalla nascita,
ma sgorgare di sorgente e lungo tragitto di fiume
dai molteplici meandri, qualche volte in secca,
altre volte traboccante,
ma sempre in cammino verso il mare infinito.
Michel Quoist

lunedì 10 giugno 2019

Chi è l'altro?




L'altro, è colui che tu incontri sul tuo
cammino, colui che cresce accanto a te,
lavora, gioisce o piange accanto a te,
colui che ama o che odia accanto a te,
colui del quale dici «ne ho fin sopra i
capelli»  oppure «non posso soffrirlo»,
colui del quale non dici nulla, non pensi
nulla, percné tu passi senza guardare e
non lo vedi...
L'altro, è colui al quale devi unirti per
la tua riuscita ed insieme salvarti, con
tutta l'Umanità.
colui col quale collabori ogni giorno
per completare la creazione del Mondo.
è il tuo prossimo, colui che devi amare
con tutto ti cuore, con tutte le forze, con
tutta l'anima.


Michel Quoist

domenica 9 luglio 2017

La preghiera dell'umile


Michel Quoist





Padre Michel Quoist
(Le Havre, 1921Le Havre, 18 dicembre 1997)
è stato un presbitero e scrittore francese.
Figlio di padre ateo e di madre fervente cattolica, Michel Quoist fu costretto a cominciare a lavorare come fattorino a dodici anni a causa della morte precoce di suo padre. Durante gli scioperi del 1936 appoggiò le rivendicazioni della classe operaia. Nel 1938, partecipando come barelliere al pellegrinaggio diocesano a Lourdes, conobbe un sacerdote e gli nacque la vocazione sacerdotale; e così a diciott'anni entrò nel seminario vicino a Meaux, per poi passare a Rouen. A pochi mesi dal suddiaconato, improvvisamente divenne quasi cieco; e quando, dopo inutili controlli in vari ospedali, si riteneva rovinato, ad un certo punto di nuovo improvvisamente ricominciò a vedere. Ordinato sacerdote nel 1947, continuò gli studi in scienze sociali e politiche nell'Istituto Cattolico di Parigi, dove conseguì il dottorato con una tesi su un quartiere popolare di Rouen dal titolo La città e l'uomo, poi pubblicata. Quindi divenne vicario d'una numerosa parrocchia di Le Havre e coordinatore dei movimenti giovanili della sua regione. Nell'ambito delle missioni all'estero fece istituire un comitato vescovile per l'America Latina, mettendosi egli stesso a viaggiare per conferenze, ritiri, etc. e a scrivere libri di meditazione e spiritualità. Dal 1970 al 1976 fu curato di Sainte Marie e Saint Léon; nel 1971 aprì a Saint Cyrice nell'Aveyron un centro di accoglienza per giovani e adulti e nel 1976 divenne responsabile delle vocazioni diocesane, svolgendo vari incarichi pastorali. Nel 1988 divenne direttore della radio diocesana di Le Havre, denominata «Arc en Ciel». Malato di cancro del pancreas dal 1996, morì l'anno successivo.

7 agosto San Donato di Arezzo

7 agosto San Donato di Arezzo Vescovo e martire † Arezzo, 7 agosto 362 Etimologia: Donato = dato in dono, dal latino Emblema: Bastone past...