Visualizzazione post con etichetta Raoul Follereau. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Raoul Follereau. Mostra tutti i post

lunedì 8 luglio 2024

Dividi la tua gioia con chi ti è vicino.



Dividi la tua gioia con chi ti è vicino. Non solo arricchisci le tue esperienze, ma miglioreranno anche i tuoi rapporti con gli altri.

P. Wilson

giovedì 17 agosto 2017

Il mio e il tuo



Il mio patrimonio, il tuo patrimonio, i nostri soldi;
i miei, i tuoi, i miei, i tuoi...
I miei capitali, i tuoi averi, i nostri beni:
i miei, i tuoi, i miei, i tuoi...
Un solo universo
molle, sordido e chiuso,
nel quale ci si va a barricare.
finito il tempo di amare.
Centinaia di milioni di poveri senza pane,
senza casa e senza nulla.
Il mio patrimonio, il tuo patrimonio,
i miei capitali, i tuoi averi:
i miei, i tuoi, il mio, il tuo.
Ormai sono duemila anni: l'era cristiana...
Ma quando mai cominceremo ad essere cristiani?

Raoul Follereau

Nel medesimo giornale



Nel medesimo giornale
usuale
nel giornale di tutti i giorni, 
ho letto:
Ci sono trentotto milioni di profughi nel mondo
E sulla medesima facciata:
Eredita ventimila dollari un pappagallo.

Nel medesimo giornale,
così avido
di scandali,
così vuoto,
ho letto:
«Sono quindici milioni i mutilati di guerra nel mondo.
E poi nella stessa pagina:
Duemila persone seguono il feretro d'un cane.
E ancora proprio accanto:
Nel mondo quattrocento milioni di bimbi hanno
fame.
E ancora:
Un americano lascia tre milioni di dollari per
la manutenzione
della tomba del suo cavallo da corsa ,
Ecco il volto
ignobile e orrendo
della barbarie.

Raoul Follereau

Signore......



Signore,
facci la grazia di capire
che ad ogni istante,
ci sono milioni di esseri umani,
che sono pure tuoi figli e nostri fratelli,
che muoiono di fame
senza aver meritato
i morir di fame,
che muoiono di freddo
senza aver meritato di morire di freddo.

Signore,
abbi pietà di tutti i poveri del mondo.
E non permettere più,
Signore,
che noi viviamo felici da soli.

Raoul Follereau

Ora, voi mi avete capito.




Non si tratta di asciugare con gesto vago una lacrima: è troppo facile.
Neppure di avere un istante di pietà: è troppo facile.
Si tratta di prender coscienza, e di non accettare più .
Non accontentarsi più di girare attorno a se stessi - e a quelli che sono dei suoi - nell'attesa della sua piccola porzione di Paradiso.
Rifiutarsi di concedersi una piccola siesta ben pensante, quando tutto urla e si dispera attorno a noi.
Non più accettare di essere felici da soli.Davanti alla miseria, all'ingiustizia, alla viltà, non rinunciate mai, non venite a compromessi, non battete mai in ritirata. Lottate, combattete. Partite all'assalto!Impedite ai responsabili di dormire!
Voi che siete il domani, pretendete la felicità per gli altri, costruite la felicità degli altri.
Il mondo ha fame di pane e di tenerezza.Lavoriamo.

Raoul Follereau

Raoul Follereau




Raoul Follereau
(Nevers, 19 agosto 1903Parigi, 6 dicembre 1977)
è stato un giornalista, filantropo e poeta francese.
È stato l'ispiratore dell'Associazione italiana amici di Raoul Follereau che dal 1961 aiuta e difende i diritti dei malati di lebbra in tutto il mondo.Nacque da una ricca famiglia di industriali. Nel 1918 incontra Madeleine Boudou, con cui si sposerà. Studiava diritto e filosofia, si faceva notare per le sue profonde convinzioni cattoliche, ma anche come poeta, giornalista e conferenziere. Nel 1935 seguendo, per interesse personale e come inviato speciale del giornale La Nation, le orme del missionario Charles de Foucauld, durante un safari in Africa, il giovane e promettente giornalista Follereau viene a contatto per la prima volta con la terribile realtà dei lebbrosi. La jeep con la quale viaggiava è costretta a fermarsi presso uno stagno: in quel momento dal fitto della foresta emergono i lebbrosi, dai visi impauriti e dai corpi distrutti e rovinati dalla malattia, con un disperato bisogno di cibo.Questo incontro cambia la sua vita. Scioccato da ciò che ha visto Follereau ritorna in Francia per fare qualcosa per quei "sepolti vivi" per coloro che chiama la "sottospecie umana condannata senza appello e senza amnistia".Quando Follereau torna in Francia l'Europa precipita nella catastrofe della Seconda guerra mondiale: quando Hitler entra a Parigi la polizia nazista comincia a rastrellare intellettuali e politici invisi al regime. Tra questi vi è anche Follereau che negli anni precedenti aveva attaccato il regime nazista scrivendo una serie di articoli con titoli quali "Hitler, l'Anticristo". Il soldato Follereau si rifugia così, come faranno in quel periodo molti degli uomini che costituiranno la resistenza francese, in un convento di suore alla periferia di Lione.Sempre nel 1939 madre Eugenia, superiora generale delle Suore Missionarie di Nostra Signora degli Apostoli, si era recata in un'isoletta nella laguna di Abidjan, in Costa d'Avorio: il cimitero dei lebbrosi dello stato africano. Sconvolta da quella visione suor Eugenia, tornata in Francia, si sfoga con Follereau, a cui confida di voler aiutare quella povera gente, magari costruendo a Abidjan una città, con case ed ospedali. Follereau decide allora cosa fare: esce dal convento, parte per una serie di conferenze in tutta la Francia, denunciando le condizioni dei lebbrosi e chiedendo fondi a chi è disposto a dargli una mano. Nel 1942, in piena guerra, lancia l'iniziativa di solidarietà L'ora dei poveri. Follereau continua la sua "crociata" nei duri anni successivi, mentre la guerra infuria. Nel 1946 lancia il Natale del Padre de Foucauld e fonda L'Ordine della Carità che diverrà in seguito la Fondazione Raoul Follereau. Nel 1953 con i soldi raccolti nei suoi giri di conferenze viene finalmente inaugurata ad Adzopé (Costa d'Avorio) la città dei lebbrosi con laboratori, radio, cinema, e tante piccole case al limitare della foresta. I primi malati escono così dall'emarginazione in cui da secoli erano tenuti, molti altri li seguiranno. Rendendosi conto che la realtà dei lebbrosi del mondo è molto maggiore di quella vista a Adzopé Follereau decide di compiere il giro del mondo, per la prima ma non ultima volta nella sua vita. Dall'Africa all'Asia, passando per le isole dell'Oceano indiano, in tre anni Raoul si rende conto di quanto sia enorme e terribile il problema dei lebbrosi a livello mondiale:
« Nel secolo XX del cristianesimo ho trovato lebbrosi in prigione, in manicomio, rinchiusi in cimiteri dissacrati, internati nel deserto con filo spinato attorno, riflettori e mitragliatrici. Ho visto le loro piaghe brulicare di mosche, i loro tuguri infetti, i guardiani col fucile. Ho visto un mondo inimmaginabile di orrori, di dolore, di disperazione »
(Raoul Follereau)
Tornato in Francia, grida al mondo la rabbia e lo sdegno che lo pervadono: inizia così a tenere conferenze, manifestando la sua ira su giornali e libri; contemporaneamente compie l'equivalente di ben trentuno volte il giro del mondo per raccogliere fondi per curare i malati di lebbra. Nascono altre iniziative, come la "giornata del lebbroso", i "soccorsi urgenti" e la "scarpetta del lebbroso", che ogni bambino può mettere al camino sotto Natale. Rendendosi conto che questa malattia non sarà mai vinta fino a quando milioni di persone saranno colpite dalla povertà, dallo sfruttamento, dalla guerra, allarga il discorso a quelle che lui chiamava le "altre lebbre": l'indifferenza, l'egoismo, l'ingiustizia. Scrive ai capi di Stato, propone lo sciopero dell'egoismo, denuncia, senza riguardi per nessuno, l'ingiustizia e l'ipocrisia in altre decine di scritti e altre migliaia di conferenze. Promuove nel 1954 la Giornata mondiale dei malati di lebbra, celebrata tuttora in 150 paesi. Tra il 1964 e il 1969 anima la campagna "il costo di un giorno di guerra per la pace", rivolta all'ONU, a cui aderiscono 4 milioni di giovani in 125 paesi. Chiede invano ai leader di USA e URSS di donare i soldi che spendono in una giornata della guerra in Vietnam, o ancora quelli che spendono per costruire un bombardiere.Nel 1963, per il suo sessantesimo compleanno, chiede sessanta autoambulanze per i lebbrosi del mondo, ottenendone 104.Raoul Follereau muore Parigi: nella sua lunga attività in favore dei lebbrosi è riuscito a guarirne circa un milione, ha percorso due milioni di chilometri e raccolto e distribuito ai malati milioni di dollari. Gli insegnamenti e l'esempio, attraverso il suo stesso linguaggio, sono riproposti nei numerosi libri che ha scritto, il più famoso dei quali è Le livre d'amour, pubblicato nel 1920 quando l'autore aveva solo 17 anni, diffuso in 10 milioni di copie e tradotto in 35 lingue. La sua opera continua a vivere e rinnovarsi nel lavoro di decine di organizzazioni che portano il suo nome. In Italia, l'opera di Raoul Follereau a favore dei malati di lebbra e del Sud del Mondo è continuata dall'AIFO - Associazione italiana amici di Raoul Follereau. Le spoglie di Follereau sono state inumate nel Cimitero d'Auteuil.

Alla sorella

Alla sorella   Quando in terra a le soglie umili venne Gabriele (d’intorno anche fiorìa la terra al novel tempo?) udì la pia Donna, tremando...