Visualizzazione post con etichetta Guido Mazzoni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Guido Mazzoni. Mostra tutti i post

martedì 25 agosto 2026

Il mazzo delle chiavi



Il mazzo delle chiavi

Vivace simbolo
della famiglia, 
le diè la tremula
madre alla figlia,
le diè la suocera
buona alla nora
nell'ultima ora.
Prendendo garrule
sopra il grembiale
via per le camere,
su per le scale, 
vanno, e ricercano
mattina e sera
la casa intera.
Odian la ruggine;
gioconde  eterse
sdegnano il tedio
dell'ore perse.
Sol quando in ordine
la casa tace
la notte, han pace.
Non trepidarono
sotto febbrili
dita a nascondere
segrati vili,
non si sviarono
complici oscene
di turpi mene;
ministre candide,
candida cura,
palesi pendono
dalla cintura;
tutta accompagnano
d'un suon di festa
la vita onesta.
Suonano l'esili
voci tinnendo:
"Pigri, svegliatevi
ch'io già v'attendo!
Accorta e ilare,
leggera e gaia,
vien la massaia".
Tinnendo argentea
la vostra squilla,
tal per la nitida
casa tranquilla
con ritmo vigile
passa, e dispensa
l'opre e la mensa.
Meglio che i cumuli
torvi dell'oro
sta, nell'armadio,
bianco un tesoro;
là nell'armadio
molto odorosa
tela riposa.
Sempre partecipi
di nostre sorti,
voi dalle nascite,
voi dalle morti,
le fasce  e il funebre
lenzuolo agli avi
voi deste o chiavi;
e noi pe'l vivere
breve adducente,
nell'ore torbide,
nell'ore liete, 
infino all'ultima
casa che rude
il martel chiude.

Guido Mazzoni

sabato 18 ottobre 2025

La semina

Andiam! La terra invoca
che il ferro ormai la franga
e l'oriente affoca,
gioia e salute, il Sol.

O lucida mia vanga,
vieni, ti aspetta il solco.
Nereggi al buon bifolco
il promettente suol.

Pingue nereggi, e accolga
del pane il vital germe:
la spiga indi ne sciolga,
Sole, la tua virtù.

Guido Mazzoni.

mercoledì 30 aprile 2025

Ottobre

 


Udite? I colli in torno
suonan di allegri cori,

finché risplende il giorno
sopra i vendemmiatori.

Bambini, oggi alla gloria
della vendemmia uscite.
Cantiam, cantiamo vittoria!
Nuda restò la vite!
Piene le ceste, al tino
le porterem cantando;
già già ribolle il vino
e stride gorgogliando.

Guido Mazzoni

Inverno

Oh, che gioconda fiamma
guizza nel caminetto!
Ride il babbo, la mamma
vi bacia e stringe al petto;
e bambole e balocchi
fan tutti un’allegria. 
Ma voi, bambini, gli occhi
ficcate nella via:
guardate in giù, bambini:
mentre si gode e ride,
ci son dei poverini
che fame e freddo uccide.
(G. Mazzoni)

Canti di maggio



Chi li ha sentiti i canti
dei contadini in maggio?
E vanno avanti, avanti,
cantando del villaggio,
nel fior degli stornelli,
le glorie dell’amor;
e rose hanno ai capelli
ed han la gioia in cuor.
Cantano: e premio è il canto
dell’ansia e del lavoro.
Crescon le messi intanto
che si faranno d’oro.

Guido Mazzoni

sabato 1 aprile 2023

April, dolce dormire.

 

April, dolce dormire.
E, caldi, caldi; voi
fingete non sentire
la mamma e i baci suoi.
Eppur son già quattr'ore
che gli uccellini a frotte
cantan sui rami in fiore
i sogni della notte.
Levatevi! C'è il sole
che splende allegramente
nel cielo azzurro e vuole
tutto scaldar la gente.
 
Guido Mazzoni

 

venerdì 24 marzo 2023

Fiore,Vespa, Ape

 

Donna Ape, donna Vespa, donna Fiore,
le son tre belle: a chi più far d'onore?

Madonna Fiore è tutta grazia: olezza
soave ed alle care aure si culla;
ha brividi e bisbigli di dolcezza;
occhieggia alle  farfalle e si trastulla;
mira alle stelle, e non compiccia nulla:
passa avvizzisce in un sospir d'amore.

Madonna Vespa, è inutile perlarne;
non ne ricavi mai né miel né cera:
se la gode a succhiar dentro la carne
putrida, e zurla da mattina a sera:
sfodera il pungiglion da battaglera;
fa il verso all'Ape, ma t'odia a furore.

Madonna Ape su e giù non è mai stanca;
vola, rivola, il polline ha sull'ale:
fa il dolce miele, fa la cera bianca,
ronza festosamente e non assale:
però, se tu la tocchi, ha il pugnale.
Vero è che poi, nella ferita muore.

Guido Mazzoni.

sabato 27 marzo 2021

Marzo


La primavera aspetta
là dietro l'uscio. Viene
Marzo, e in fretta in fretta
le accomoda per bene
sedili di verzura,
letti di fiorellini.
Poi fuor delle mura
chiama allegro i bambini,
perchè le faccian festa
con i lor giuochi e canti.
Quando ogni cosa è presta,
grida: - Signora, avanti!
 
Guido Mazzoni

 

sabato 17 giugno 2017

Giugno

 
Giugno
Oh,sole fiammeggiante!
Oh,vesperi sereni!
Oh,tra le nubi infrante
luce d'arcobaleni!
Splendore delle falci:al piano
calano i mietitori
chè già maturo il grano
sotto i possenti ardori.
Falciare alacremente!
E premio alle fatiche
saranno, o buona gente,
le macinate spiche.

Guido Mazzoni

Guido Mazzoni




Guido Mazzoni
Nacque dal notaio Arcangelo e da Caterina Mori, vedova Bongini. Frequentò il ginnasio S. Sebastiano di Livorno, dove ebbe come docente Giuseppe Chiarini, che aveva sposato una sorellastra del Mazzoni. E « il Chiarini, intimo amico di Giosuè Carducci, lo fece conoscere nell'estate 1874 al poeta, che lo considerò sempre come un fidatissimo parente ». Continuò gli studi all'Università di Pisa, dove si laureò nel 1880, e poi a Bologna, alla scuola del Carducci. Insegnò dapprima nel Ginnasio superiore di Roma, iniziando a scrivere sulla “Domenica Letteraria”, per poi passare a Brescia, e ancora a Roma, distaccato presso il segretario generale del Ministero della Pubblica Istruzione. Nel 1887 Mazzoni, ventottenne, vinse il concorso per una cattedra di letteratura italiana all'Università di Padova, non senza polemiche. Nel 1892 pubblicò la prima edizione del fortunato Avviamento allo studio critico delle lettere italiane (Verona-Padova, Drucker), la cui terza edizione, emendata e accresciuta dal 1907 con appendici di Pio Rajna , di Giuseppe Vandelli (Il testo dei Reali di Francia, L'Edizione critica della Divina Commedia) e in seguito del Mazzoni stesso, fu edita a Firenze da Sansoni nel 1923. Nel 1894 passò al R. Istituto di Studi Superiori pratici e di perfezionamento in Firenze, ricoprendo la cattedra rimasta vacante. Il 3 novembre di quell'anno tenne il discorso inaugurale nell'Aula Magna intitolato Della storia letteraria: «Armati del metodo storico, e col proprio gusto moveremo sicuri, non cavalieri erranti, sì civili esploratori, tra le boscaglie e le rovine del tempo, in cerca della verità».Pagine poi rimeditate, sul piano del metodo, un trentennio dopo (Schiarimenti al precedente discorso) discutendo le critiche mosse da Benedetto Croce al vallardiano Ottocento: «Concepisco questa, la storia letteraria, come un'esposizione precisa e documentata delle relazioni corse tra le singole opere di una data arte in una data età, e tra esse opere e l'età medesima; relazioni tra le opere d'arte e le condizioni, le idee, i gusti, della società in cui nacquero: dentro la quale sistematica esposizione devono essere intese e valutate esteticamente quelle singole opere che per la loro bellezza o per la loro fortuna risultino le massime o le più caratteristiche produzioni dell'arte in quell'età». Nel 1897 divenne segretario dell'Accademia della Crusca, di cui fu presidente dal 1930 al 1942. Dal 1910 fu senatore. Se nel 1907 venivano pubblicate con prefazione e puntuali note di Mazzoni le goldoniane memorie riprodotte integralmente dalla edizione originale francese, nel 1911-1913 vedevano luce per Vallardi i due ponderosi volumi dedicati al già ricordato L'Ottocento, frutto metodologico rigoroso della cosiddetta scuola storica: volumi ridisegnati dall'autore per l'ediz. 1934 e ristampati, rivisti e aggiornati, anche dopo la morte dello studioso. Durante la prima guerra mondiale, a cinquantasei anni, Mazzoni andò volontario al fronte, dopo che il figlio Carlo, ufficiale degli alpini e medaglia d'argento al valor militare, era stato fatto prigioniero dagli austriaci. Un olio su tavola di Alessandro Milesi ritrae Guido Mazzoni con la divisa da ufficiale degli alpini. Dal 1920 Mazzoni fu socio corrispondente dell'Accademia dei Lincei di Roma e dal 1927 Socio nazionale della medesima accademia. Dal 1931 al 1943 fu presidente della Società Dantesca Italiana. Curò inoltre assieme a Giuseppe Picciòla la prestigiosa Antologia carducciana, compendio delle poesie e delle prose più significative dell'autore versiliese, con un esauriente commento e una precisa esegesi per ogni testo. Autore di acuti saggi su Dante li raccolse nel volume Almae luces, malae cruces. Il 27 aprile 1899, in Firenze, proprio Guido Mazzoni aveva iniziato la Lectura Dantis in Orsanmichele. L'archivio di Guido Mazzoni è conservato presso l'Archivio di Stato di Firenze. La sua ricca biblioteca (23.000 circa i volumi, circa 50.0000 gli opuscoli) è consultabile alla Duke University (Durham, North Carolina, USA). Scrisse Vittorio Cian dopo la morte di Mazzoni: «Della Sua passione che non esito a dire sapiente, di bibliografo, di erudito e di ricercatore curioso e raccoglitore e illustratore sagace di materiali nuovi per la ricostruzione sempre più compiuta della nostra storia letteraria, io ebbi una, oso dire, visione plastica quel giorno che, tanti mai anni sono, visitando il compianto amico nella Sua casa fiorentina di Piazza d'Azeglio, potei ammirare quasi costernato quel Suo monumentale schedario-spoglio dominante da un gran tavolo centrale tutta una stanza. Uno schedario che non era dei soliti, di quelli di seconda mano, fatti di raschiature d'altre bibliografie, ma una Sua creazione viva, frutto annoso di innumerevoli letture e di scavi pazienti negli ipogei della nostra letteratura, fra le biblioteche e gli archivi, d'indagini tutte personali, divenuto perciò fonte e strumento e incitamento a lavori senza fine. Fortuna, per Lui e per gli studiosi, che Egli possedeva un segreto raro, quello di rendere accessibile e quasi amabile l'erudizione, che nelle Sue mani di scrittore smaliziato diventava arte». Nel 2012 è stata fondata a Firenze l'Associazione Guido e Francesco Mazzoni per gli studi medievali e danteschi.

Ghianda acrostico