martedì 25 agosto 2026

Il mazzo delle chiavi



Il mazzo delle chiavi

Vivace simbolo
della famiglia, 
le diè la tremula
madre alla figlia,
le diè la suocera
buona alla nora
nell'ultima ora.
Prendendo garrule
sopra il grembiale
via per le camere,
su per le scale, 
vanno, e ricercano
mattina e sera
la casa intera.
Odian la ruggine;
gioconde  eterse
sdegnano il tedio
dell'ore perse.
Sol quando in ordine
la casa tace
la notte, han pace.
Non trepidarono
sotto febbrili
dita a nascondere
segrati vili,
non si sviarono
complici oscene
di turpi mene;
ministre candide,
candida cura,
palesi pendono
dalla cintura;
tutta accompagnano
d'un suon di festa
la vita onesta.
Suonano l'esili
voci tinnendo:
"Pigri, svegliatevi
ch'io già v'attendo!
Accorta e ilare,
leggera e gaia,
vien la massaia".
Tinnendo argentea
la vostra squilla,
tal per la nitida
casa tranquilla
con ritmo vigile
passa, e dispensa
l'opre e la mensa.
Meglio che i cumuli
torvi dell'oro
sta, nell'armadio,
bianco un tesoro;
là nell'armadio
molto odorosa
tela riposa.
Sempre partecipi
di nostre sorti,
voi dalle nascite,
voi dalle morti,
le fasce  e il funebre
lenzuolo agli avi
voi deste o chiavi;
e noi pe'l vivere
breve adducente,
nell'ore torbide,
nell'ore liete, 
infino all'ultima
casa che rude
il martel chiude.

Guido Mazzoni

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