La visita ad Elisabetta
Finite le feste del nissuin, giuseppe e io ci incamminammo verso Ain Karem in visita alla mia cara Elisabetta. Quella visita aveva vari scopi; contemplare più da vicino il disegno di Dio, rivelato anche ad Elisabetta; aiutarla in quell'occasione tanto delicata della sua maternità. Fu lo Spirito Santo che mosse Elisabetta a darmi quel saluto con parole veramente straordinarie, comunicatele dall'alto. Disse perfino che io ero la "Madre del Signore" e mi proclamò "beata": Fu allora che io proruppi in un inno di lode, il Magnificat, al Signore, come un sole che spandeva i suoi raggi di vita e di luce. Nel frattempo Giuseppe , che era ritornato a Nazaret, attraversò una dura prova di fede. Il Signore lo metteva nel crogiolo del dolore in quei giorni di solitudine. Doveva considerarsi quasi come un estraneo in quei piani divini? Doveva ritenersi escluso da quel disegno messianico dal momento che Dio a lui non aveva manifestato nulla? Inoltre il oadre del Messia non era mai nominato nelle profezie. A tutto questo poi si univa la convinzione della sua indegnità e incapacità...Povero Giuseppe! Quanto soffrì in quei giorni...Ma in sogno un angelo del cielo lo rasserenò, e gli rivelò la volontà di Dio: "Giuseppe, figlio di Davide,non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perchè quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù". Lo Spirito che aveva compiuto in me la meraviglia della mia maternità era lo stesso Spirito che ora tutto guidava e insegnava.

Nessun commento:
Posta un commento