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venerdì 23 gennaio 2026

Mattino

 


Mattino 

Il vento canta la sua ninna nanna
con un fruscìo di sogno,
teneramente adula le foglie.
Mi lascio sedurre e spio quel canto
e mi sento come i prati.

Scrosci nell’aria
rinfrescano il mio viso
cocente, racchiuso nell’attesa.
Nuvole in viaggio riversano la bianca
luce che hanno rubato al sole.

La vecchia acacia
spande il suo silenzio
nel tremulo intrico di foglie.
Gli aromi della terra si alzano, salgono
e scendono poi su di me.

Selma Meerbaum-Eisinger

Foglia secca


Foglia secca

Sulla pagina quasi ingiallita
riposa la sottile foglia gialla,
triste, delicata, stanca
come tra lacrime uno sguardo lontano.
E il gambo è così tenero e flessuoso
che quasi si vorrebbe una veste sottile
per coprire la sua forma.
E la foglia è un canto in minore
che ricorda l’autunno,
come un bambino malato
che sente di morire presto.
Così dolce e colma di dolore trattenuto
è anche l’ultima neve…

Selma Meerbaum-Eisinger,(1.2.1940)

Canzone della nostalgia

Canzone della nostalgia

Pian piano tocchi un tono del tuo canto –
ed è come se mancasse qualcosa.
E confusa cerchi in tutti i toni
la risposta che ti possono dare,
dove trovarlo, dove, come e quando…
Ma uno è troppo scialbo
e troppo voglioso l’altro
e il terzo è così pieno e vasto –
troppo pieno.
A lungo li cerchi – minore, maggiore e minore
si animano sotto le tue mani.
E all’improvviso tocchi un tasto
e nessun suono viene.
E il silenzio è in te come un cupo scherno,
perché all’improvviso sai per certo
che questo ti manca. Se le tue mani lo trovassero,
il tuo canto sarebbe libero
e la fine non sarebbe più vuota e grigia.
E tu batti e batti il tasto –
ti chiedi perché non risponde,
vorresti che vincesse la morbidezza delle tue mani,
pieni di desiderio mendicano i tuoi occhi.
Nessun suono viene. La solitudine rimane
nella canzone, che, pesante e dolce, è maturata dentro di te.
Per sempre ti tormenterà quel tono mai suonato,
la felicità che ti ha appena sfiorata
nelle notti silenziose quando la luna ti culla
e il silenzio non comprende le tue lacrime.

(9.1. 1941) Selma Meerbaum-Eisinger

Selma Meerbaum-Eisinger



Selma Meerbaum-Eisinger 
(
Černivci5 febbraio 1924 – Michajlovka16 dicembre 1942)
è stata una 
poetessa tedesca di origine ebrea.

Nasce da famiglia di commercianti e sviluppa sin dalla tenera età un forte gusto per la danza e il canto. Quando ha appena un anno di vita suo padre, Max Meerbaum, muore per delle complicazioni polmonari e la madre, Frieda Schrager, sposa in seconde nozze Leo Eisinger. Selma Meerbaum cresce a Černivci, capoluogo della Bucovina, un territorio ancora immerso nella fiorente cultura tedesca di derivazione asburgica che, proprio nel periodo della prima infanzia di Selma viene fortemente penalizzata dal movimento di rumenizzazione del paese. Durante il secondo conflitto mondiale Černivci viene occupata dai russi che portano avanti una serie di trasferimenti forzati in Siberia di tutti gli abitanti scomodi al regime comunista in Russia (prima fra tutti la popolazione ebraica, maggioranza relativa dei cittadini del capoluogo della Bucovina). Segue l'occupazione tedesca delle truppe naziste alleate con il Regno di Romania e il regime di Ion Antonescu con nuove deportazioni di ebrei verso gli Arbeitslager della regione oltre il Dnestr detta Transnistria, oggi zona indipendentista della Repubblica Moldava, ma appartenente - negli anni quaranta - all'UcrainaSelma si avvicina appena adolescente all'attività  di scautismo ebraico, espressione di associazionismo giovanile fortemente ispirato ad un vago socialismo, ma vicino alle aspirazioni del sionismo. Ella diventa membro attivo del movimento Hashomer Hatzair nel quale può dare libero sfogo alla grande voglia di adoperarsi per gli altri e vivere a contatto con la natura in occasione delle numerose attività all'aperto. Appassionata lettrice, traduce i poeti amati in tedesco e in yiddish e compone poesie in lingua tedesca come il più noto cugino per parte materna, Paul Celan, ispirandosi alla grande poesia tedesca di inizio Novecento, agli autori preferiti Rainer Maria Rilke, Georg Trakl e alla poesia realista ottocentesca di Heinrich HeineNell'ottobre del 1942, dopo un periodo di soggiorno obbligato nel Ghetto di Černivci, Selma Meerbaum viene deportata insieme ai genitori nel campo di lavoro di Michajlovka, dove muore di tifo dopo pochi mesi di detenzione. Il periodo di permanenza nel campo di Selma viene documentato dal diario e dall'opera figurativa del pittore Arnold Daghani. La Meerbaum ha lasciato un album poetico dedicato a Leiser Fichman, un coetaneo di Černivci, comprendente circa una sessantina di poesie e qualche traduzione dal francese e dallo yiddish.

sabato 5 febbraio 2022

Canzone della nostalgia

Canzone della nostalgia

Pian piano tocchi un tono del tuo canto –
ed è come se mancasse qualcosa.
E confusa cerchi in tutti i toni
la risposta che ti possono dare,
dove trovarlo, dove, come e quando…
Ma uno è troppo scialbo
e troppo voglioso l’altro
e il terzo è così pieno e vasto –
troppo pieno.

A lungo li cerchi – minore, maggiore e minore
si animano sotto le tue mani.
E all’improvviso tocchi un tasto
e nessun suono viene.
E il silenzio è in te come un cupo scherno,
perché all’improvviso sai per certo
che questo ti manca. Se le tue mani lo trovassero,
il tuo canto sarebbe libero
e la fine non sarebbe più vuota e grigia.

E tu batti e batti il tasto –
ti chiedi perché non risponde,
vorresti che vincesse la morbidezza delle tue mani,
pieni di desiderio mendicano i tuoi occhi.
Nessun suono viene. La solitudine rimane
nella canzone, che, pesante e dolce, è maturata dentro di te.

Per sempre ti tormenterà quel tono mai suonato,
la felicità che ti ha appena sfiorata
nelle notti silenziose quando la luna ti culla
e il silenzio non comprende le tue lacrime.

Selma Meerbaum-Eisinger

venerdì 5 febbraio 2021

Sono la pioggia

Sono la pioggia e vado
scalza di terra in terra.
Il vento gioca tra i miei capelli
con la sua snella mano bruna.

La mia sottile veste di ragnatela
è più grigia del grigio dolore.
Sono sola. Soltanto qui e là
gioco con un cerbiatto malato.

Nei fili che tengo in mano
sono infilate
tutte le lacrime che mai
pallida bocca di fanciulla pianse.

Le ho tutte rubate nel cuore della notte
a snelle fanciulle,
quando, mano nella mano col desiderio,
attendevano ansiose sul lungo sentiero.

Sono la pioggia e vado
scalza di terra in terra.
Il vento gioca tra i miei capelli
con la sua snella mano bruna.
 
Selma Meerbaum-Eisinger

Ninna nanna per me

 

Mi cullo e continuo a cullarmi
coi sogni al mattino e alla sera
e bevo lo stesso vino drogato
di chi dorme quando è ben sveglio.

Io canto, mi canto una canzone,
canzone di gioia e speranza,
la canto come chi va ma non vede
che non potrà più ritornare.

Io dico e mi dico e ridico una voce,
diceria d’una storia d’amore,
la dico a me stessa e più non le credo,
perché so: non avrà lieto fine.

Io suono, mi suono e risuono il motivo
dei giorni che sono passati,
e mi sbarazzo della verità
e fingo di essere cieca.

Io rido e rido ancora e me la rido
di questo mio giocare.
E invento intricate trame di sogni
che non hanno meta.

Selma Meerbaum-Eisinger 1941

Selma Meerbaum-Eisinger

Nasce da famiglia di commercianti e sviluppa sin dalla tenera età un forte gusto per la danza e il canto. Quando ha appena un anno di vita suo padre, Max Meerbaum, muore per delle complicazioni polmonari e la madre, Frieda Schrager, sposa in seconde nozze Leo Eisinger. Selma Meerbaum cresce a Czernowitz, capitale della Bucovina, un territorio ancora immerso nella fiorente cultura tedesca di derivazione asburgica che, proprio nel periodo della prima infanzia di Selma viene fortemente penalizzata dal movimento di rumenizzazione del paese. Durante il secondo conflitto mondiale Czernowitz viene occupata dai russi che portano avanti una serie di trasferimenti forzati in Siberia di tutti gli abitanti scomodi al regime comunista in Russia (prima fra tutti la popolazione ebraica, maggioranza relativa dei cittadini della capitale bucovina). Segue l'occupazione tedesca delle truppe naziste alleate con il Regno di Romania e il regime di Ion Antonescu con nuove deportazioni di ebrei verso gli Arbeitslager della regione oltre il Dnjestr detta Transnistria, oggi zona indipendentista della Repubblica Moldava, ma appartenente - negli anni quaranta - all'Ucraina. Selma Meerbaum si avvicina appena adolescente all'attività dello scautismo ebraico, espressione di associazionismo giovanile fortemente ispirato ad un vago socialismo, ma vicino alle aspirazioni del sionismo. Ella diventa membro attivo del movimento Hashomer Hatzair nel quale può dare libero sfogo alla grande voglia di adoperarsi per gli altri e vivere a contatto con la natura in occasione delle numerose attività all'aperto.Appassionata lettrice, traduce i poeti amati in tedesco e in yiddish e compone poesie in lingua tedesca come il più noto cugino per parte materna, Paul Celan, ispirandosi alla grande poesia tedesca di inizio Novecento, agli autori preferiti Rainer Maria Rilke, Georg Trakl e alla poesia realista ottocentesca di Heinrich Heine. Nell'ottobre del 1942, dopo un periodo di soggiorno obbligato nel Ghetto di Czernowitz, Selma Meerbaum viene deportata insieme ai genitori nel campo di lavoro di Michajlovka, dove muore di tifo dopo pochi mesi di detenzione. Il periodo di permanenza nel campo di Selma viene documentato dal diario e dall'opera figurativa del pittore Arnold Daghani. La Meerbaum ha lasciato un album poetico dedicato a Leiser Fichman, un coetaneo di Czernowitz, comprendente circa una sessantina di poesie e qualche traduzione dal francese e dallo yiddish.

 

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