domenica 31 maggio 2026

Prega sempre


 

Il mio medico mi diceva

 

Il mio medico mi diceva, 3 giorni a letto e ritorno io a dire se sei guarita.....purtroppo si sono estinti😢

Nonno che cosa sono

 


Oggi, 31 maggio, celebriamo la Giornata Mondiale dei Pappagalli

Oggi, 31 maggio, celebriamo la Giornata Mondiale dei Pappagalli, un’occasione speciale dedicata a questi straordinari uccelli che arricchiscono il nostro mondo con la loro bellezza, intelligenza e affascinante capacità di comunicare. Questa giornata non è solo un momento per ammirare la meraviglia dei pappagalli, ma anche per riflettere sull’importanza della loro conservazione e del benessere.

Perché Celebrare la Giornata Mondiale dei Pappagalli?
I pappagalli sono tra le creature più affascinanti del regno animale. Con le loro piume dai colori vivaci e le loro abilità vocali uniche, catturano l’immaginazione di chiunque abbia la fortuna di osservarli. Tuttavia, i pappagalli affrontano numerose sfide, tra cui la perdita del loro habitat, il commercio illegale e la cattività. La Giornata Mondiale dei Pappagalli serve a sensibilizzare l’opinione pubblica su queste problematiche e a promuovere azioni concrete per la loro protezione.

sabato 30 maggio 2026

Giorgio Cambiotti





Giorgio Cambiotti
è stato un fumettista italiano pioniere del fumetto erotico italiano.
Entra nel 1968 nello studio di Sergio Rosi per il quale disegna diversi episodi delle serie Kriminal, Messalina, Reno Kid e per la rivista horror edita dalla Sansoni, ma divenne noto soprattutto per la serie per adulti Jacula che venne pubblicata anche in Francia e Germania. Negli anni settanta entra nello studio Giolitti per il quale disegna storie a fumetti per adulti delle serie Oltretomba (1971), Cosmine (1974), La donna di Satana e Yasmine, oltre a numerose storie di Mandrake e Uomo mascherato pubblicate dal 1972 dalla casa editrice Fratelli Spada. Ha quindi iniziato a collaborare con Ediperiodici, Eura Editoriale e Casa Editrice Universo. Dagli anni sessanta agli anni ottanta, attraverso gli studi Rosi e studio Giolitti, realizzò numerose serie per editori stranieri come The Steel Claw, Jackie and the Wild Boys, Secret of Trebaran e Harker’s War pubblicate su vari periodici britannici mentre, per il mercato americano, per l'editore Gold Key/Western collaborò a serie come The Twilight Zone, Star Trek, Boris Karloff Tales of Mystery, Goodbye Mr. Chips, Starstream, e, per quello tedesco le serie Reno Kid, Perry Rhodan, FBI G-Man Bruce Cabot.In Italia dalla fine degli anni settanta a tutti gli anni ottanta collaborò alla realizzazione di serie a fumetti per adulti come Mercenari, Malavita Internazionale e Zip e, alla fine degli anni ottanta, collaborò anche con l'Editrice Universo alle riviste Il Monello e Intrepido; negli anni novanta realizzò alcuni episodi della serie Balboa della Play Media Company.

Che dici

 


Le armi

 


Mandare aquel paese


 

30 maggio Sant' Uberto di Tongeren-Maastricht

30 maggio Sant' Uberto di Tongeren-Maastricht
Vescovo
Regione delle Ardenne,ca. 685-Tervuren (Belgio),30 mag 727
Patronato: Cacciatori, Fonditori, Cani
Etimologia: Uberto = spirito brillante, dal tedesco
Emblema:
Bastone pastorale, Libro, Cervo, Cane 

Il suo nome fa subito venire in mente la leggenda del cervo che gli sarebbe apparso, con un crocifisso splendente sul capo, mentre egli cacciava nei boschi delle Ardenne, in un giorno di raccoglimento: un Venerdì santo. Leggenda, e nemmeno esclusiva, perché cose simili si raccontano di altri santi. Su di lui le notizie certe scarseggiano. Sappiamo che era di famiglia nobile e che fu discepolo di san Lamberto vescovo di Tongres (Belgio), il quale trasferì poi la sua sede a Maastricht (Olanda). Lamberto lo ordinò sacerdote, e morì tragicamente – forse per una vendetta – ai primi dell’VIII secolo. A succedergli fu chiamato appunto Uberto, che ricevette la consacrazione episcopale a Roma dal papa Sergio I. Questo, non più tardi del 701, perché in quell’anno papa Sergio morì, in settembre. La sua allora era una diocesi di boschi e di gente dei boschi, in parte ancora lontana dal cristianesimo, sicché egli dovette dedicarsi soprattutto alla predicazione. Nel dicembre del 717-718 fece portare il corpo del predecessore Lamberto da Maastricht a Liegi, dov’era stato ucciso e dove ebbe definitiva sepoltura. Nel 722 trasferì a Liegi anche la sede vescovile. Dopodiché, per anni, ci sono soltanto narrazioni postume e fantasiose. Di certo sappiamo che anche da vescovo Uberto andava a pescare: e che un giorno, trafficando con un amo, si ferì a una mano. Secondo un’altra leggenda, in quel momento una voce dall’alto gli preannunciò la morte vicina. Dopo l’incidente – che deve avere avuto sviluppi infettivi – Uberto dà disposizione di essere seppellito a Liegi. Ma non interrompe la sua attività, e nel maggio 737 consacra una nuova chiesa vicino a Lovanio. Poi crolla. Il male si è aggravato, e lui muore sei giorni dopo quel rito, a Tervuren (una ventina di km da Lovanio). Sepolto in San Pietro a Liegi, è presto venerato come santo in Belgio e Olanda, poi anche in Francia e in Germania. Sedici anni dopo la morte (3 novembre 743) il suo corpo viene trasferito davanti all’altar maggiore della chiesa di San Pietro, e per l’evento è accorso a Liegi addirittura Carlomanno, Maestro di Palazzo, e in sostanza padrone del regno franco: un altro segno di questa diffusa venerazione e del suo “peso” anche politico. Intanto si diffondono leggende sulla sua vita, e lungo il tempo nasceranno confraternite intitolate al suo nome; in Germania, l’Ordine cavalleresco di Sant’Uberto durerà fino al 1918. Nell’825 i resti del santo vengono portati in un’abbazia benedettina delle Ardenne, che prenderà il suo nome, e vi resteranno fino alle devastazioni e incendi della rivolta dei Gueux (“pezzenti”) nel 1568, scomparendo nel saccheggio del monastero. I cacciatori lo hanno proclamato loro patrono, e così i fonditori e lavoratori di metalli e i pellicciai. 
Autore: Domenico Agasso



Pace nel mondo

Pace nel mondo

Promuovo l'armonia vivendo in pace.
Siamo la pace di Dio che si manifesta qui e ora.
Unendoci gli uni agli altri nel pensiero, nella preghiera e nell'azione,
contribuiamo a una sacra rete di armonia.
Questa profonda consapevolezza di pace
che condividiamo si sviluppa e contribuisce in modo determinante alla pace nel mondo.
In ogni comunità, città e paese, promuoviamo l'armonia,
la comprensione e la cooperazione reciproca come
espressione della nostra natura spirituale, della nostra vera natura. Ci riconosciamo e ci trattiamo a vicenda
come esseri sacri che condividono l'abbondanza
della nostra eredità divina.
Ogni parola gentile e ogni gesto d'amore sono la prova
dell'amore di Dio che si esprime attraverso di noi
al mondo.
Per illuminare... per guidare i nostri passi
sulla via della pace.
— Luca 1:79 (Nuova Versione Internazionale)

venerdì 29 maggio 2026

MARIA..parlami del Figlio di Dio 26

Essere madre di un Figlio così!

Nessuno aveva mai immaginato la realizzazione di un disegno di Dio così elevato e allostesso tempo così umano come quello: essere madre do un Figlio che era il Figlio dell'Altissimo e discendente dalla stirpe di Davide. Solo Dio poteva fare una cosa simile. La mia gioia, senza rendermene conto, si manifestava anche all'esterno, perchè vidi mia madre  che mi guardava in un modo particolare. Tuttavia  non mi chiese nulla, e io  la ringraziai nel mio cuore. Dopo la mia accettazione e la mia adorazione al Figlio di Dio, il mio primo pensiero fu per Giuseppe....Come sarebbe stato felice, lui discendente di Davide, di conoscere quella notizia! Ne ero sicurissima. Lui, Giuseppe, non era intervenuto in quell'azione straordinaria di Dio; non vi entrava come padre naturale del Figlio dell'Altissimo. E tuttavia in qualche modo, Giuseppe doveva esserci, senza contraddizioni. Si tratta di un mistero di Dio, tutto suo. Mesi più tardi quando spiegai il fatto a rabbi Ezechiele sorpreso e commosso, mi disse;-Maria, questo è il meraviglioso adempimento delle Scritture. Il Signore in te ha fatto cose grandi...Po mi disse che quell'apparizione aveva molti punti di contatto con un'altre che si legge nel libro di Daniele; secondo lui, la voce che io avevo sentito e la figura avvolta nella luce, sarebbe stato l'angelo Gabriele.

Philippe Lebon

Philippe Lebon
(Brachay, 29 maggio 1767 Parigi, 1º dicembre 1804)
è stato un
inventore francese.

Nel 1786 brevettò il primo sistema di illuminazione a gas della storia; morì assassinato. Philippe Lebon era un chimico. Per dimostrare l'efficacia e i vantaggi delle sue "termolampade", affittò a Parigi un palazzo privato nell'isola di Saint Louis e vi allestì un laboratorio. In seguito, egli installò un circuito d'illuminazione di sua invenzione per illuminare la facciata , l'interno e anche il parco del municipio di Seignelay; i parigini, pagando un modico prezzo d'ingresso, poterono ammirare un nuovo tipo d'illuminazione: bastava aprire alcuni rubinetti e accendere il gas che usciva da tutti i tubi installati per ottenere una vivida luce; il gas utilizzato, era semplicemente quello che si libera dal legno che viene scaldato per distillarlo

Nella vita ci sono cose

Nella vita ci sono cose ben più importanti del denaro. Il guaio è che ci vogliono i soldi per comprarle!

L'unica cosa che oggigiorno si può fare senza denaro Sono i debiti
(Groucho Marx)

Romy Schneider

nome d'arte di Rosemarie Magdalena Albach

(Vienna, 23 settembre 1938 – Parigi, 29 maggio 1982),

è stata un'attrice austriaca, figlia d'arte: la madre Magda Schneider e il padre erano entrambi attori di successo, perlomeno in ambito austriaco. Il padre abbandonò la famiglia, legandosi con un'altra attrice austriaca, quando Romy era ancora molto giovane. Questo portò Romy a legarsi molto alla madre ed al fratello, più piccolo di lei. Dopo un periodo passato in collegio, in cui dimostrò una certa bravura come pittrice, tornò in famiglia a Vienna. La madre nel frattempo aveva contratto un secondo matrimonio con un pasticciere di Colonia.La madre volle fortemente che Romy intraprendesse la carriera cinematografica, nonostante la figlia non ne fosse convinta. Apparve per la prima volta sullo schermo a soli 15 anni, nel film Wenn der weisse Flieder wieder blüht del 1953. Il suo primo successo lo ottenne però l'anno successivo con L'amore di una grande regina (Mädchenjahre einer Königin), sulla giovinezza della Regina Vittoria; in questo film prese il nome di Romy Schneider, assumendo quindi il cognome della madre, e non quello del padre, che era Albach.In questo film il ruolo della fedele governante della regina Vittoria, la baronessa Lehzen, è interpretato da sua madre. Magda Schneider ricoprirà anche il ruolo della madre di Romy in parecchi film nella prima parte della sua carriera, tra cui i più famosi sono quelli della trilogia di Sissi, dedicati all'imperatrice d'Austria Elisabetta. Prodotti nel periodo di tre anni (dal 1955 al 1957), le diedero un'immensa popolarità, grazie alla carica di freschezza, ingenuità ed entusiasmo, che l'attrice seppe infondere al personaggio. Il personaggio dell'Imperatrice Elisabetta di Baviera le si confaceva anche per una certa somiglianza con la consorte dell'Imperatore Francesco Giuseppe. Ancora oggi questi tre film sono riproposti continuamente in televisione, a dimostrazione del loro perdurante successo.Ai film della trilogia seguirono o si inframmezzarono, altri film più o meno dello stesso tenore, favolette romantiche a lieto fine, o commedie divertenti, in cui l'attrice interpreta sempre la parte della fanciulla pura, onesta e allegra, magari solo sfiorata da tentazioni, come in Eva. Confidenze di una minorenne. In questo periodo Romy è saldamente diretta dalla madre, che le sceglie i ruoli cinematografici e ne cura l'immagine, mentre il patrigno ne gestisce gli introiti.Una certa insofferenza ai ruoli fino allora ricoperti però emerge già. L'attrice si rifiuta infatti di fare un quarto film sulla vita di Sissi, già in cantiere. Più tardi confesserà a Karlheinz Böhm, l'attore che interpretava il ruolo di Francesco Giuseppe e con cui rimase sempre in amicizia, di vergognarsi profondamente dei film girati in quel periodo. Böhm ha anche aggiunto, in una intervista pubblicata in Italia su "Repubblica", di ritenere che questo sia un peso che l'attrice si è portata sempre dietro nella sua vita e che abbia contribuito (insieme ad altri fattori molto più importanti) a determinare l'alcolismo e la depressione che l'afflissero negli ultimi anni e la tragica fine a soli 44 anni.La vera svolta nella cariera di Romy Schneider avvenne con uno dei film successivi, L'amante pura (1958). Durante la lavorazione del film conobbe Alain Delon e con lui ebbe una lunga relazione e si trasferì a Parigi. Da questo momento recitò in film soprattutto francesi e italiani, come La piscina (1968) di Jacques Deray, La Califfa (1970) di Alberto Bevilacqua, Ludwig (1973) di Luchino Visconti, dove fu una ben diversa Elisabetta di Baviera, e La morte in diretta (1979) di Bertrand Tavernier.Nel frattempo la sua vita sentimentale, dopo la rottura con Delon del 1964, si complicò con due matrimoni falliti che la portarono a depressione ed alcolismo. Il 21 gennaio 1977 nacque la figlia Sarah, avuta dal secondo marito Daniel Biasini, oggi anch'essa attrice. L'improvvisa morte del figlio quattordicenne David (nato il 3 dicembre 1966 e deceduto tragicamente il 5 luglio 1981), avuto dal regista Harry Meyen, la colpì duramente e non si riprese mai del tutto.Inquietante e toccante, il film Fantasma d'amore (1980) di Dino Risi nascose e rivelò di lì a poco tempo un tragico epilogo nella vita reale.Fu trovata morta nella casa parigina del produttore Laurent Petin, al quale era legata da circa un anno, il 29 maggio 1982 per un attacco cardiaco, anche se la voce di un suicidio ebbe molta diffusione.


Non ho ancora capito

 


Curiosità sulla GIOCONDA

Curiosità sulla GIOCONDA

La Gioconda, opera del genio di Leonardo da Vinci, nonchè ritratto più famoso del mondo, è conservata al Louvre di Parigi, in Francia. Il motivo per cui si trovi in Francia e non a Firenze è sempli...ce: fu lo stesso Leonardo, nel 1517, a portarla con sè quando si trasferì Oltralpe per trascorrere gli ultimi anni della sua vita, al servizio di Francesco I. Lo stesso re acquistò il dipinto per ben 4000 ducati d'oro, inserendolo tra le opere delle collezioni reali francesi. Successivamente Luigi XIV la volle a Versailles mentre Napoleone la fece addirittura mettere nella sua camera da letto. Nei restanti periodi fu sempre al Louvre, eccezion fatta per il periodo della Guerra Franco-Prussiana e delle Guerre Mondiali, e dei due anni successivi al 1911, anno nel quale fu rubata. Autore del furto fu un ex-impiegato del Louvre, Vincenzo Peruggia, convinto che il dipinto appartenesse all'Italia e non dovesse quindi restare in Francia. Portò l'opera in Italia e, nel 1913, cercò di venderla a un mercante d'arte di Firenze. Fu però arrestato e il dipinto venne recuperato. Prima di restituirla alla Francia, la Gioconda venne esibita in tutta Italia.

Ogni minuto purtroppo

Ogni minuto purtroppo qualcuno lascia questo mondo Non ci sara' età che fara' la differenza
Siamo tutti in questa fila eppure nessuno se ne rende conto
Non possiamo sapere quante persone ci stanno davanti
Non possiamo spostarci sul retro della fila
Non possiamo uscire da questa fila
Non possiamo far nulla per evitarla....
Quindi mentre aspettiamo in fila:
Goditi i momenti.
Fai la differenza.
Quella telefonata falla.
Prenditi tempo per te.
Fai sentire nessuno come qualcuno.
Fai sentire la tua voce
Rendi le piccole cose grandi.
Fai sorridere qualcuno
Fai il cambiamento.
Fatti una priorità.
Litiga.
Fai la pace.
Ama e amati.
Assicurati di non avere rimpianti.
Assicurati di essere pronto....
VIVI!

Vecchiaja


 

Questa foto vale più di mille parole

 


Sii abbastanza buono

 


giovedì 28 maggio 2026

Le ferie

Le ferie

L'uso che fanno i popoli civili
del tempo destinato al suo riposo
è alto-forse- più dei campanili
ed è da ritenersi anche morboso.
Ognuno s'orizzonta in qualche "sito"
chi preferisce il monte chi la spiaggia
la donna sceglie - tacito il marito
il quale le amarezze spesso assaggia.
Alcuni - e sono tant, qui a Firenze -
quando si fa sentire il gran calore
con decisione e senza reticenze
decidono di fare il " gran signore".
Finiti - poi, i quattrini: ecco le doglie!
affiorate dal troppo riposare...
allor si manda al " Monte"
(1) anche la moglie
a chiusura di quanto è da pagare.

Rondone

(1) il "Monte" -  a Firenze  - s'intende l'ufficio dei "pegni".
Si ottiene un prestito che viene concesso in rapporto al valore
dell'oggetto che si lascia in garanzi.

Raoul Verdini





Raoul Verdini
(
Roma, 28 maggio 1899 4 dicembre 1981)
è stato un
disegnatore, illustratore e giornalista italiano

Iniziò la carriera come bozzettista per le Ferrovie dello Stato, abbandonando questo lavoro per abbracciare prima il giornalismo e successivamente il disegno. Fu collaboratore del Marc'Aurelio dal 1931 fino alla chiusura della rivista nel 1943, e del Becco giallo,mentre durante gli anni del fascismo collaborò al Balilla e al Cartoccino dei Piccoli. Nel dopoguerra diresse il giornale satirico Liscio e busso da lui fondato insieme ad Angelo Migneco e Augusto Camerini. Dal 1946 al 1958 fece parte della redazione di Vie Nuove, di cui fu vignettista di punta, dopodiché collaborò con Paese Sera fino al gennaio del 1963. Nello stesso periodo collaborò con altre testate sia internazionali come la Pravda, la Literaturnaja gazeta, il Krokodil, l'Eulenspiegel, sia italiane come l'Unità e Il Lavoro, nonché con testate minori quali Marforio, Orlando, Pettirosso, Pasquino e L'Asino. Nel campo del fumetto collaborò tra gli altri con i periodici Pioniere e La Via Migliore. Illustrò inoltre numerosi libri, collaborando più volte con Gianni Rodari, e nel 1936 fu regista di Le avventure di Pinocchio, film d'animazione rimasto incompiuto per mancanza di fondi.

Enrico Simonetti



Enrico Simonetti
 
(Alassio, 29 gennaio 1924Roma, 28 maggio 1978
è stato un pianista, compositore, showman, attore, umorista, direttore d'orchestra, cantante e bandleader italiano.

Visse in Brasile dal 1952 al 1962, avendo fra l'altro un proprio show a TV Excelsior, Simonetti Show, con grande successo. Tornò poi in Italia. La musica più celebre composta da Simonetti fu utilizzata come sigla dello sceneggiato Gamma, diretto nel 1975 da Salvatore Nocita: mantenne per molte settimane il primo posto dei 45 giri più venduti; dello stesso anno è Blue frog. Musicista di talento, Simonetti fu anche un brillante presentatore e un amabile intrattenitore, capace di suscitare tenerezza negli adulti ed interesse nei più piccini con le sue "favolette" al pianoforte. Da ricordare, in proposito, alcune trasmissioni di successo quali Il signore ha suonato?, Lei non si preoccupi e Aiuto è vacanza con Isabella Biagini negli anni sessanta, L'amico della notte e Non tocchiamo quel tasto negli anni settantaDiresse inoltre il complesso orchestrale in alcune riviste del sabato sera quali Senza rete con Ornella Vanoni, Canzonissima 1972 nel 1972 e Formula due del 1973 con Loretta Goggi e Alighiero Noschese. Di queste ultime due fu anche l'autore delle sigle, rispettivamente Vieni via con me (Tarata-pun-zi-è) e Molla tutto e la struggente Per dire ciao. Successivamente diresse l'orchestra nel varietà Scuola serale per aspiranti italiani condotto nel 1977 da Anna Mazzamauro. Enrico Simonetti partecipò anche in veste di attore in diversi film, tra cui si ricordano Una ragazza tutta d'oro del 1967, Amanti del 1968, Grazie... nonna del 1975 e Ridendo e scherzando del 1978, che è il suo ultimo film e di cui è anche autore della colonna sonora. Nel western musicale per la Rai, Non cantare, spara del 1968, è fra i protagonisti nei panni dello sceriffo nonché, all'occorrenza, pianista del saloon e organista della chiesa. Morì in una clinica romana nel 1978 all'età di 54 anni, per alcune complicazioni in seguito ad un'operazione chirurgica di asportazione di un tumore alla gola. I familiari riferirono in televisione che lo specialista che lo aveva in cura non si era fatto trovare reperibile, malgrado le continue ricerche ed il progressivo peggioramento del quadro clinico. A maggio del 1984 due medici furono condannati per omicidio colposo rispettivamente a 10 e 8 mesi, oltre al pagamento di 70 milioni di risarcimento ai familiari

1o li leggevo e voi??????????