Peppino Gagliardi
(Napoli, 25 maggio 1940 – Roma, 9 agosto 2023)
è stato un cantante e polistrumentista italiano
Nato nel popolare rione Vasto, Giuseppe Gagliardi comincia a suonare la fisarmonica sin da bambino, per passare poi alla chitarra e quindi al pianoforte. La sua carriera inizia da adolescente, con un complesso che chiama Gagliardi, giocando con il suo cognome, e che ottiene successo nelle esibizioni dal vivo a Napoli e nei dintorni. Nel frattempo scrive le musiche delle sue prime canzoni, a cui abbina i testi di un suo amico, Gaetano Amendola, a volte scritti in napoletano. All'inizio degli anni sessanta, dopo molta gavetta e serate, Peppino firma un contratto con l'etichetta napoletana Zeus. Dopo un primo 45 giri che passa inosservato a livello nazionale, contenente "A voce 'e mamma", il successo arriva nel 1963 con "T'amo e t'amerò", incisa in seguito anche da Little Tony. Da successo locale, divenne improvvisamente un successo nazionale soprattutto grazie al passaparola e all'interessamento dei giovani verso il cantante, coautore anche del brano (anche se firmato dal solo Amendola). L'incisione originale vedeva alla batteria un giovane Gianni Averardi, in futuro fondatore e strumentista de Il Giardino dei Semplici. Una cover fuori dall'Italia è stata realizzata da Shahram Shabpareh chiamata Tameh Tamero. Gagliardi riuscì così a farsi notare da Walter Guertler, che rilevò il contratto con la Zeus e lo inserì in una importante casa discografica dell'epoca, la Jolly. Nel 1965 interpretò due film musicarelli diretti da Tullio Piacentini: Questi pazzi, pazzi italiani e 008 operazione ritmo.Negli anni sessanta Gagliardi partecipa a numerosi Festival di Napoli: nel 1963 con "Maje", nel 1964 con "Nisciuno 'o ppo' capì" (scritta con Amendola) e "Mparame a vule' bene", nel 1966 con "Scriveme" (di Murolo) e "Sole malato" (di Pazzaglia e Modugno), "Sotte stelle" (di Murolo e Gagliardi); nel 1969 con "O' scugnizzo" si piazza al terzo posto, oltre a interpretare altri brani come "Ciento notte" e "N'angiulillo". Nel periodo dal 1965 al 1968 partecipa per tre volte al Festival di Sanremo: nel 1965 con "Ti credo" (anche in veste di autore), in abbinamento con Timi Yuro, nel 1966 con "Se tu non fossi qui", con Pat Boone (la canzone, scritta dal maestro Carlo Alberto Rossi, verrà reincisa anche da Mina) e nel 1968, dopo aver cambiato casa discografica ed essere passato alla Det, con "Che vale per me", con Eartha Kitt (anche questo brano è stato scritto da Carlo Alberto Rossi). Partecipa inoltre per tre anni consecutivi a Un disco per l'estate: nel 1965 con Innamorarmi di te, con il quale va in finale, nel 1966 con Voglio sapere e nel 1967 con Ricordati di me. Nel 1968 firma con l'etichetta Det-CAM, e dopo un periodo di scarsi risultati discografici, trova nuovamente un discreto successo nazionale con il brano "Che vuole questa musica stasera" (scritta da A. Amendola e R. Murolo[3]), che divenne anche traccia musicale del film Profumo di donna di Dino Risi, Operazione U.N.C.L.E. di Guy Ritchie e del più recente Lo spietato, interpretato da Riccardo Scamarcio. Particolarità di quest'ultimo brano è anche la popolarità ottenuta all'estero, anche in Giappone ed anche il primato di brano italiano più utilizzato nelle pellicole cinematografiche. Gli anni sessanta furono importanti ma anche difficili per l'artista napoletano. Da un lato il successo con T'amo e t'amerò e il primo contratto discografico importante, dall'altro i primi contrasti con le etichette discografiche dell'epoca, che imponevano un certo standard e le prime difficoltà del cantante di imporre nuove e sue composizioni dalla linea melodica particolare ed elaborata. Gli anni settanta rappresentarono il vero periodo d'oro per l'artista napoletano che firma un contratto con un'etichetta indipendente, la King, di proprietà di Aurelio Fierro, che riesce a garantire al musicista piena libertà musicale e dove, tra l'altro, era già scritturato il suo amico fraterno Enzo Del Forno. In controtendenza con il suo recente passato, la sua musica cambia e diventa più melodica ma anche più complessa, fondendosi in essa sia un'anima classica che napoletana. Il connubio artistico con il suo storico paroliere, Gaetano Amendola, si consolida maggiormente, ma non mancano collaborazioni importanti anche con altri artisti come Roberto Murolo. Lo spartiacque artistico è rappresentato dal brano "Settembre" (1970), che oltre a classificarsi secondo alla manifestazione "Un disco per l'estate", è un grande successo commerciale. Seguono importanti successi come "Ti amo così" (1970), "Gocce di Mare" e "Sempre sempre" (entrambe del 1971), quest'ultima ancora seconda alla manifestazione "Un disco per l'estate". Tutti questi brani saranno successivamente raccolti nell'album Un anno...tante storie d'amore del 1971. Degni nota sono anche "Come le viole", con cui ritorna al Festival di Sanremo nel 1972 classificandosi al secondo posto e soprattutto vendendo molte copie) e "Come un ragazzino", favorita alla vigilia ma solo seconda a Sanremo nel 1973. Questi successi consolidano l'importante posizione assunta dal musicista napoletano nel panorama nazionale tra i grandi artisti dell'epoca. Dal 1970 al 1973, infatti, il cantante partecipa ad importanti manifestazioni e trasmissioni televisive: in questo periodo, viene soprannominato "il cantante dell'amore nervoso" per la raffinatezza interpretativa e il timbro della voce definito come "nervoso", affiancato nelle sue incisioni da grandi strumentisti e musicisti come Maurizio e Guido De Angelis, Pino Rucher, Cicco Ciro, Tullio De Piscopo, Stelvio Cipriani e il futuro premio Oscar Bill Conti. Nel 1974 raggiunge forse l'apice artistico e creativo; infatti, dopo aver firmato con un'importante etichetta discografica, la Philips Phonogram, pubblica due album nell'arco di 12 mesi, "Vagabondo della verità" e "Quanno figlieto chiagne e vo' cantà, cerca 'int'a sacca... e dalle 'a libbertà!" che rappresentano un punto di arrivo per il cantante napoletano. L'album "Vagabondo della verità", nel quale trova spazio il singolo di successo "La mia poesia" (quarta classificata a Un disco per l'estate), fornisce forse definitivamente la concezione musicale dell'artista, improntata sulle melodie con liriche più evolute rispetto al recente passato, tutte portanti il binomio Gagliardi - Amendola. L'album, supportato da un'ottima promozione, ottiene un discreto successo. Nello stesso periodo il musicista si dedica a musicare poesie inedite dei più importanti poeti napoletani passati e contemporanei: Nicolardi, Di Giacomo, Murolo senior, E.A. Mario e altri. Gagliardi si dedica quindi alla creazione di una propria etichetta discografica, la PG Records, pubblicando dal 1976 al 1980 tre album e cercando di lanciare nuovi artisti e cantanti. Nel frattempo continua a dedicarsi alla partecipazione in molte trasmissioni televisive, arrivando nel 1976 a condurre su Rai 2 con Bruna Lelli e Bruno Lauzi il programma varietà Bim bum bam, che non va confuso con l'omonimo programma per bambini in onda su Italia 1. Seguona molti altri successi. La caratteristica principale è sicuramente nella timbrica vocale molto particolare e dalla sonorità pastosa. Pur accostato ad altri cantanti famosi del periodo, definiti di "scuola melodica", Nicola Di Bari, Peppino di Capri, il suo modo di cantare e approccio musicale è stato sempre molto diverso, anche in considerazione delle sue doti di polistrumentista (chitarra, pianoforte e soprattutto fisarmonica). Come detto sopra, nel periodo di estremo successo 1970-1974, è stato più volte definito come il "divo dall'amore nervoso", per il suo modo di interpretare intimistico e passionale qualsiasi brano del suo repertorio, sempre caratterizzato da una sofferenza sentimentale di fondo. Sicuramente importante è stato l'influsso degli artisti francesi, almeno per ciò che riguarda l'interpretazione, mentre il Gagliardi musicista ha trovato invece il giusto equilibrio con la stesura di brani che miscelano la tradizione della musica classica con quella popolare napoletana, incentrando la musicalità in dei refrain molto orecchiabili ma mai scontati e sempre molto elaborati. Molto importanti sono state anche le realizzazioni, sempre molto curate e raffinate, con la scelta, da sempre, di lavorare con musicisti e strumentisti di estremo valore, gli unici capaci di dare sempre qualcosa di più alle composizioni. Brani che sintetizzano oggettivamente le doti e le peculiarità del musicista sono: "T'amo e t'amerò" e "Ascolta mio Dio", per la rottura degli schemi interpretativi dell'epoca, "Gocce di mare", ballata melodica stile primi anni settanta, "La ballata dell'uomo in più", per l'eleganza di musica e testo, "A soffrire sarò io", per le doti interpretative e per finire l'intero album “Quanno figlieto chiagne e vò cantà.....”, in cui le doti musicali, autorali e interpretative vengono sicuramente racchiuse e sintetizzate. Numerosi gli attestati di stima anche da parte di artisti di spessore internazionale, come gli ABBA (nello specifico Benny Andersson), che in una intervista alla rivista italiana Panorama (n. 28 di luglio 2010) hanno dichiarato di essersi ispirati molto anche alla musica melodica italiana fine anni sessanta e inizi anni settanta, citando nello specifico Peppino Gagliardi come autore ed interprete. Anche la pop star Álvaro Soler ha menzionato più volte Peppino Gagliardi come uno dei cantanti ed autori italiani preferiti.[6] Il cantante iraniano Shahram Shabpareh ha inoltre dichiarato che "T'Amo e T'Amerò" di Gagliardi è la sua canzone italiana preferita di sempre, tanto da averne incisa una cover ed averla eseguita in duetto dal vivo assieme al musicista e youtuber Celestino Camicia e al chitarrista Valerio Storch dei Nanowar of Steel in uno special televisivo della BBC
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