Siamo cresciuti con l'idea che la felicità risieda nel trovare la nostra "metà", come se fossimo esseri incompleti, frammenti erranti in cerca di un incastro perfetto. Ma Fromm, che ha dedicato la vita a studiare l'amore come una facoltà attiva e non come un sentimento passivo, ci avverte: se cerchi qualcuno che ti completi, stai cercando una stampella, non un compagno.
Cosa significa essere "completi da soli"?
Non significa bastare a se stessi in modo freddo o isolarsi, ma raggiungere un'integrità tale per cui l'altra persona è un valore aggiunto, non una necessità vitale. Se ti senti incompleto, attirerai relazioni basate sulla dipendenza e sulla paura della perdita. Solo quando due unità intere si incontrano può nascere l'amore maturo: quello che non dice "ho bisogno di te perché ti amo", ma "ti amo perché non ho bisogno di te".

Nessun commento:
Posta un commento