14 maggio San Michele Garicoits
Sacerdote e fondatore
Ibarre, Francia, 15 apr 1797 -Bétharram, Francia, 14 mag 1863
Etimologia: Michele = chi come Dio?, dall'ebraico
Vede la luce in Francia, in uno dei periodi più burrascosi per la chiesa cattolica francese, agitata dai venti della Rivoluzione francese e dilaniata dai dissidi interni che contrappongono i preti “costituzionali” (che prestano giuramento alla nuova Costituzione imposta dallo Stato) ai preti “refrattari”, cioè fedeli al Papa. Ci troviamo a Ibarre, un piccolo villaggio nel versante francese dei Paesi Baschi, a poche decine di chilometri dal confine spagnolo. I suoi genitori, prima per unirsi in matrimonio e poi per far battezzare i loro figli, emigrano in Spagna e questo già la dice lunga sul loro attaccamento alla fede autentica, in un periodo in cui l’autorità del Papa ed il legame con la Chiesa cattolica sono in Francia messi fortemente in crisi. Per tradizione di famiglia saprà da che parte schierarsi: la nonna materna durante il Terrore aveva continuato a soccorrere il prete di un paese vicino e suo papà, a rischio della vita, aveva accolto e nascosto in casa sua i preti fuggiaschi. Michele inizia a fare il pecoraio presso un ricco possidente, ma tutti lo chiamano “ il dottorino”, per il modo con cui sa parlare, anche di cose più grandi di lui. Il prete aiutato da sua nonna si sdebita dandogli lezioni private e poi lo piazza come domestico presso il vescovo di Baiona, ma si vede subito che la sua strada non è quella. Nel 1819 entra infatti in seminario, nel 1823 è ordinato sacerdote e due anni dopo diventa professore di filosofia nel seminario maggiore di Bètharram, a pochi chilometri da Lourdes. Quando il vescovo decide di trasferire i seminaristi a Bayonne, più vicino alla sede episcopale, don Michele ormai solo e “superiore di quattro mura di un vasto edificio” comincia a meditare ed a pregare sulla triste situazione del clero francese, impreparato e disorientato. Nel 1833 gli nasce in cuore l’idea di riunire un gruppo di preti che formino un’equipe “volante” di missionari, con il preciso scopo di rimarginare le ferite che la Rivoluzione aveva inferto alla Chiesa: scristianizzazione delle campagne, attacchi alla Chiesa, insubordinazione dei preti. Nasce così, nel 1835, la Congregazione dei Preti del Sacro Cuore di Gesù, meglio conosciuti come i Preti di Betharram. Due le principali urgenze che don Michele indica loro: la missione popolare per la rievangelizzazione degli ambienti rurali, e l’educazione della gioventù. Mentre i suoi figli si spargono per il mondo e soprattutto nel continente sudamericano, attorno al fondatore si va formando un alone di santità e di universale stima. Ne sono prova i due incontri che don Michele ha con la veggente Bernadette Soubiros, su esplicita richiesta del vescovo di Tarbes che vuole verificare l’attendibilità dei fatti verificatisi nella vicina Lourdes, e il santo sacerdote ne esce rafforzato nella sua personale convinzione che davvero la Vergine Maria è apparsa sui Pirenei. Per don Michele arriva il tempo delle prove fisiche, che per nove anni lo confinano in un letto di dolore e da cui la morte lo libera il 14 maggio 1863. La sua tomba a Betharram diventa meta di pellegrinaggi mentre cresce la sua fama di santità, che la Chiesa conferma ufficialmente per bocca di Pio XII nel 1947, concedendo a San Michele Garicoїts l’onore degli altari e fissando la sua memoria liturgica il 14 maggio.
Autore: Gianpiero Pettiti

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