martedì 12 maggio 2026

12 maggio Sant' Epifanio di Costanza

12 maggio Sant' Epifanio di Costanza di Cipro
Vescovo
Eleuteropoli, Palestina, 310 circa – Mar Mediterraneo, 403

Sant’Epifanio nacque in Palestina. Intransigente sostenitore dell’ortodossia, nei suoi scritti ci informa ampiamente sui movimenti non ortodossi dei primi quattro secoli dell’era cristiana. Epifanio non brillava certamente nella comprensione delle opinioni altrui e gli studiosi moderni giudicano infatti i suoi scritti mal compendiati, scarsi di giudizi fondati e ricchi di prese di posizione assai rigide. In giovane età Epifanio lasciò la Palestina per recarsi in Egitto, spinto dall’amore per lo studio ma anche per farsi partecipe della vita eremitica ivi praticata. Gli asceti egiziani erano infatti devoti seguaci di Sant’Atanasio e della formula nicena “consustanziale”. Intrapresa la visita dei monasteri egiziani, s’imbatté anche in seguaci dello gnosticismoe monache dedite ad una vita dissoluta. Epifanio denunciò allora la situazione e tutti costoro furono espulsi dalla vita religiosa. Fece poi ritorno in Palestina, ove fondò un monastero che diresse per trent’anni. Durante questo periodo fece visita a Sant’Eusebio di Vercelli e Paolino di Antiochia, entrambi fedeli alla retta fede e per questo esiliati dalle loro legittime sedi episcopali. Nel 367 ricevette la nomina a vescovo di Salamina sull’isola di Cipro, il cui antico nome della sede era Costanza, a dieci chilometri a nord di Famagosta. Il novello pastore si dedicò anima e corpo al governo della diocesi ed alla confutazione degli errori, occupandosi di problemi quali la data della Pasqua, lo scisma di Antiochia, la polemica contro le immagini sacre e soprattutto le deviazioni dell’origenismo. Epifanio, conoscitore di ben cinque lingue, univa una vasta erudizione con un ingegno limitato ed uno zelo eccessivo. Fu indubbiamente un campione dell’ortodossia e verso la fine della vita venne coinvolto a fondo con Giovanni, vescovo di Gerusalemme, ed anche con San Giovanni Crisostomo, che incontrò nel 403. In quell’anno abbandonò il sinodo “della quercia”, dal nome del sobborgo di Costantinopoli dove si svolse, in cui l’imperatore tentò di rimuovere il Crisostomo dalla sede costantinopolitana. Non riuscì però a fare ritorno a Salamina e morì mentre era in viaggio per mare. Opere principali a lui attribuite sono il “Panarion” (“Libro dei rimedi contro le eresie”) e l’“Ancoratus” (“L’ancora della buona fede”). Altre sue opere includono trattati sulle gemme, sui pesi e sulle misure. Il Martyrologium Romanum commemora Sant’Epifanio di Salamina al 12 maggio.


Autore: Fabio Arduino


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