venerdì 1 maggio 2026

La Chimera

    


Non so se tra roccie il tuo pallido

       Viso m’apparve, o sorriso
       Di lontananze ignote
       Fosti, la china eburnea
       Fronte fulgente o giovine
       Suora de la Gioconda:
       O delle primavere
       Spente, per i tuoi mitici      pallori
       O Regina o Regina adolescente:
     Ma per il tuo ignoto poema
       Di voluttà e di dolore
       Musica fanciulla esangue,
       Segnato di linea di sangue
       Nel cerchio delle labbra sinuose,
     Regina de la Melodia:
       Ma per il vergine capo
       Reclino, io poeta notturno
       Vegliai le stelle vivide nei pelaghi del cielo,
       Io per il tuo dolce mistero
     Io per il tuo divenir taciturno.
       Non so se la fiamma pallida
       Fu dei capelli il vivente
       Segno del suo pallore,
       Non so se fu un dolce vapore,
      Dolce sul mio dolore,
       Sorriso di un volto notturno:
       Guardo le bianche rocce le mute fonti dei venti
       E l’immobilità dei firmamenti
       E i gonfii rivi che vanno piangenti
      E l’ombre del lavoro umano curve là sui poggi algenti
       E ancora per teneri cieli lontane chiare ombre correnti
       E ancora ti chiamo ti chiamo Chimera.

Dino Campana

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