O raccoglimi la rosa, la rosa,
Mentre ancora in fiore lo troviamo,
Per i sorrisi estivi, ma l'estate va,
E l'inverno aspetta dietro di esso.
Perché con il sogno scontato, scontato,
L'atto nato per sempre,
Il rimpianto del verme si muoverà,
E il tempo non lo trasformerà mai.
Quindi era bene amare, amore mio,
E barare di ogni risata
Il destino sotto di noi e sopra,
Il buio prima e dopo.
Il mirto e la rosa, la rosa,
Il sole e la rondine,
Il sogno che viene, il desiderio che va
I ricordi che seguono!
Visualizzazione post con etichetta William Ernest Henley. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta William Ernest Henley. Mostra tutti i post
martedì 23 agosto 2022
Raccoglimi la rosa
lunedì 4 settembre 2017
Notturno
Dal cuore sterile di mezzanotte,
quando l’ombra si chiude e si schiude
come alte fiamme che pulsano e sfarfallano,
io posso sentire una cisterna che goccia.
quando l’ombra si chiude e si schiude
come alte fiamme che pulsano e sfarfallano,
io posso sentire una cisterna che goccia.
Gocciolando, sgocciolando, in un ritmo
grezzo, diseguale, mezzo-melodioso,
come le misure imitate dalla natura
nell’infanzia di musica;
grezzo, diseguale, mezzo-melodioso,
come le misure imitate dalla natura
nell’infanzia di musica;
come il fruscio di un insetto,
ancora irrazionale, persistente …
Io devo ascoltare, ascoltare, ascoltare,
in una passione di attenzione;
ancora irrazionale, persistente …
Io devo ascoltare, ascoltare, ascoltare,
in una passione di attenzione;
finché si scuotono le corde del mio cuore,
e la mia vera vita va gocciolando,
gocciolando, sgocciolando, goccia a goccia, gocciolando
nel goccia dopo goccia della cisterna.
e la mia vera vita va gocciolando,
gocciolando, sgocciolando, goccia a goccia, gocciolando
nel goccia dopo goccia della cisterna.
William Ernest Henley
Invictus
William Ernest Henley
William Ernest Henley
(Gloucester, 23 agosto 1849 – Woking, 11 luglio 1903)
è stato un poeta, giornalista ed editore britannico.
(Gloucester, 23 agosto 1849 – Woking, 11 luglio 1903)
è stato un poeta, giornalista ed editore britannico.
Figlio di William Henley, di professione libraio, e di Mary Morgan, discendente del critico e poeta Joseph Warton, William Ernest Henley era il maggiore di sei fratelli. Allievo della Crypt Grammar School nel periodo 1861-1867, venne profondamente influenzato dalla personalità di Thomas Edward Brown, nel breve periodo (1857-1863) in cui questo fu preside della scuola. Henley lo definì "a man of genius - the first I'd ever seen" ["un uomo di genio - il primo che avessi mai visto"]. Fu l'inizio di una lunga amicizia e Henley scrisse in seguito un memoriale in cui era evidente l'ammirazione per Brown, su New Review (dicembre 1897). All'età di 12 anni Henley si ammalò gravemente di tubercolosi
dove per lui fu un dramma . Quando la TBC colpisce in giovane età i
batteri responsabili possono migrare e colpire anche altri organi come
nel morbo di Pott
che colpisce le ossa. Nel caso di Henley fu necessaria l'amputazione
della parte inferiore della gamba sinistra per permettergli di
sopravvivere. Il suo amico Robert Louis Stevenson creò la figura del pirata Long John Silver ne L'isola del tesoro basandosi sulla figura di Henley: il figlioccio di Stevenson, Lloyd Osbourne, avvalorò la cosa, dicendo che Henley si presentava come "un
grosso, sanguigno individuo dalle spalle larghe con una gran barba
rossa e una stampella; gioviale, sorprendentemente arguto, e con una
risata che scrosciava come musica; aveva una vitalità e una passione
inimmaginabili; era assolutamente travolgente". La malattia non gli
diede tregua per l'intera esistenza, ma Henley era dotato di una forza
d'animo fuori dal comune: si diplomò nel 1867
e si trasferì a Londra per iniziare la professione di giornalista. Nei
successivi 8 anni venne spesso ricoverato per lunghi periodi in
ospedale, in quanto anche il piede destro era a rischio di amputazione.
Henley si oppose alla seconda operazione e accettò di diventare
paziente di Joseph Lister (1827-1912), uno dei pionieri della chirurgia, al The Royal Infirmary di Edimburgo. Dopo tre anni passati in ospedale (1873-1875)
venne dimesso e, sebbene la cura di Lister non fosse del tutto
riuscita, questa gli permise di vivere in modo autonomo per 30 anni. Nel
1875, mentre si trovava in ospedale, scrisse la sua poesia più celebre, Invictus, dedicata a R. T. Hamilton Bruce (1846-1899).
Iscriviti a:
Post (Atom)
-
Trionfo di Bacco e Arianna Quant’è bella giovinezza, che si fugge tuttavia! chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza. Quest’è Ba...
-
(Roma, 28 gennaio 1946 – Roma, 12 aprile 2019) è stata una cantante e astrologa italiana.
-
« Miei cari amici vicini e lontani buonasera » ( Palermo , 20 settembre 1902 – Rodello , 24 gennaio 2002 ) è stato un conduttore radio...




