giovedì 6 agosto 2026

Era mia

Era mia
La casa ove trascorsi i più begli anni
della mia solinga giovinezza....
la casa del color dei lampi
dietro il borgo fuligginoso,
con, a fianco, il fienile arioso,
il prato con la vasca, e i campi;
la dolce casa, lunga come un convento,
con la sua meridiana tranquilla
simile ad un ombrello lilla
rovesciato da un colpo di vento;
dalla quale vedevo trasparire
il cimitero rose, laggiù,
con i miei morti, tra cui non ho più
il diritto di scendere a dormire;
un altro se l'è presa, m'ha scacciato
di là; m'ha detto:_Qui comando io!
Tu, tu vattene con Dio._
Poi, l'uscio in faccia m'ha serrato,
nessuno mi ha guardato per la via.
Un più grande strazio no soffrì
chi non può dir così:
_Era mia! Era mio il prato,
che aveva tanti fiori in mezzo al fieno
da poter tessere un arcobaleno,
da poter trapuntare uno stellato.
Erano miei quegli alberi d'ambra e d'argento,
dolci come quei campanili nuovi;
quelle macchie di spini e rovi,
quei campi a canapa e frumento!
Per me si seminava la maciulla
masticava per me, si trebbiava per me.
Aravano per me i miei buoi, solo per me.
Ed ora no ho più nulla, più nulla....

Corrado Govoni

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