venerdì 19 settembre 2025

LUNGO LA BIANCA VIA

 


LUNGO LA BIANCA VIA

Come nascon le vie!...- Questa che, in ampi
avvolgimenti, spazia entro le aperte
fecondità dei luminosi campi,
era stamane sui pendii del monte
una traccia di poche orme malcerte,
tra un'ultima cascina e un vivo fonte.

Io, movendo soletto al lume fioco
d'una torpida e grigia alba di valle,
l'ho veduta formarsi a poco a poco.
Spesseggiarono poi fonti e cascine,
s'allargò la vallata, e il rotto calle
si fe' sentiero in rallentate chine.

E quando giunse nella sua discesa
al primo vico, ove c'è tanta gente
quanta basta per una umile chiesa,
divenne strada. Il piccolo sagrato
benedisse il viaggio alla scendente,
nella luce del sol ch'era tornato,

e la via fatta bianca entrò nel vivo
della vita, movendo alle pianure
ed ai liberi sbocchi. - Io la seguivo
al canto delle fresche acque montane,
figlia crescente di origini oscure,
come tutte le grandi opere umane.

Bello è darsi alla via così distesa
in tutta pace sulla terra, stanca
di lavoro, di cruccio e di contesa.
Il dissidio turbato e secolare
si placa ai lembi della zona bianca,
come contro una diga onda di mare.

..Dentro il confine della siepe antica,
ogni campo si sta chiuso ed oppresso
nel suo corruccio e nella sua fatica;
ma la strada cammina: essa è franchigia
che rasenta passando ogni possesso
e riconfonde tutte le vestigia.

Essa dice a chi migra: - Altre campane
tu, seguendo il mio corso, ascolterai
simili a quella che suonò stamane:
io, che da tanto ho viaggiato, appresi
ciò che procede senza cessar mai.
Nuove terre vedrai, nuovi paesi.

Buona è la strada: basta ch'io vi mova
i lievi passi miei, perch'essa accolga
dal mio breve passaggio un'orma nuova;
o ch'io vi prema, con un nome in cuore,
un fuscello sottil, perch'essa accolga
il caro nome, il mio pensoso amore.

Chi viene dopo, e viaggia a china fronte,
saluta il nome e l'orma, e, seguitando,
segna anch'esso la via di nuove impronte:
e così, d'uno in altro pellegrino,
sulla strada si va perpetuando
il retaggio fraterno, il buon destino.

***

Calar, nell'ora della pace, al lento
morir del sole ed gli aromi sparsi,
onde di sera si profuma il vento;
veder la luccicante erba dei prati
e la minuta polvere levarsi
dentro la luce in nuvoli dorati;

..sentir la mormorante aura che scuote
le fronde vive in una pioggia fida
di petali leggieri; offrir le gote
alle rame che ombreggiano il cammino;
lenti lambir la siepe che ci guida;
ritirare la man dal biancospino

punteggiata di piccole ferite,
l'altre scordando, che, senza dar sangue,
rodono, e interrogar le margherite
sulle attese del cuor: poi le fontane
ristoratrici del vigor che langue,
idillio antico di samaritane

e d'errabondi; il vivido piacere
di sottopor la mano alla fresc'onda
d'accostarvi le labbra avide e bere,
bere per tutte le diuturne arsure
e le febbri d'un dì ... Questa gioconda
sequela di soavi umili cure

offre la bianca strada al viandante
che sa sperare in lei: son le leggiadre
dolcezze di ogni passo e d'ogni istante;
è la terra che assiste e che consola
l'andar dei buoni suoi, come una madre
che sommessa e seguace ha la parola.

Giovanni Bertacchi

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