Vi canto uno stornello piano piano
pe' tene' allegra la conversazione;
poi vi lascio in consegna la mi dama:
abbiatela un pochin di discrezione.
E io degli stornelli ne so sei;
tu, cara moccolona, non gli sai,
a uno a uno te l'insegnerei.
E io gli stornelli ne so tanti,
ne so da caricar sei bastimenti;
chi ne sa più di me si faccia avanti.
E io gli stornelli ne so mille,
me gli ha insegnati il vecchio del Colle,
quello che fa le scuffie alle farfalle.
E io di stornelli n'ho una soma;
dentro c'è il mio morino che gl'impara,
e poi con l'organino gli risuona.
E io degli stornelli ne so mille,
veniteli a comprar, ragazze belle;
ne dò cinque al quattrin come le spille.
Se vuoi fare meco gli stornelli
levati la mattina innanzi a' galli
faremo a gara chi li sa più belli.
Se tu vuoi far con meco a stornellare,
piglia un panchetto e mettiti a sedere,
e fino a domattina s'ha a durare.
Fio d'erba spigola!
O canta meglio o chetati, pettegola;
tu sembri il mio gattino quando miagola.
Fior di lupino!
Se tu canti a me, la canti invano;
la canti dalla rabbia e dal veleno.
O Checca, o Checca,
se non ti cheti te con quella bocca,
te la voglio murar con la paletta.
Ps. Moccolona in toscano significa molto giovane.
Checca diminuitivo di francesca.

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