domenica 6 settembre 2026

Il canto e la sfida



Il canto e la sfida

Vi canto uno stornello piano piano
pe' tene' allegra la conversazione;
poi vi lascio in consegna la mi dama:
abbiatela un pochin di discrezione.

E io degli stornelli ne so sei;
tu, cara moccolona, non gli sai,
a uno a uno te l'insegnerei.

E io gli stornelli ne so tanti,
ne so da caricar sei bastimenti;
chi ne  sa più di me si faccia avanti.

E io gli stornelli ne so mille,
me gli ha insegnati il vecchio del Colle,
quello che fa le scuffie alle farfalle.

E io di stornelli n'ho una soma;
dentro c'è il mio morino che gl'impara,
e poi con l'organino gli risuona.


E io degli stornelli ne so mille,
veniteli a comprar, ragazze belle;
ne dò cinque al quattrin come le spille.

Se vuoi fare meco gli stornelli
levati la mattina innanzi a' galli
faremo a gara chi li sa più belli.

Se tu vuoi far con meco a stornellare,
piglia un panchetto e mettiti a sedere,
e fino a domattina s'ha a durare.

Fio d'erba spigola!
O canta meglio  o chetati, pettegola;
tu sembri il mio gattino quando miagola.

Fior di lupino!
Se tu canti a me, la canti invano;
la canti dalla rabbia e dal veleno.

O Checca, o Checca,
se non ti cheti te con quella bocca,
te la voglio murar con la paletta.

Ps. Moccolona  in toscano significa  molto giovane.
Checca diminuitivo di francesca.





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