Si
tenne al salone delle feste del casinò di Sanremo dal 28 al 30 gennaio
1965 e fu condotto, per la terza volta consecutiva, da Mike Bongiorno,
che fu affiancato da Grazia Maria Spina.
Si
trattò dell'ultima edizione in cui i cantanti italiani in gara
potessero presentare più di una canzone (possibilità che invece venne
ancora concessa agli interpreti stranieri fino al Festival del 1967
compreso).
La canzone vincitrice fu Se piangi se ridi
interpretata da Bobby Solo (abbinato al gruppo folk statunitense The
New Christy Minstrels, questi ultimi in gara al Festival nel quadro di
una più ampia tournée europea), la cui affermazione fu letta come una
compensazione per la «vittoria morale» dell'anno precedente, in cui
l'artista non ebbe la possibilità di esibirsi in finale dal vivo causa
una raucedine e fu, quindi, per regolamento escluso dalla gara.
A imporsi all'estero fu, invece Io che non vivo (senza te)
di Pino Donaggio che in gara si presentava insieme alla cantante folk
statunitense Jody Miller; singolarmente, a portare al successo
internazionale il brano di Donaggio fu la britannica Dusty Springfield
(all’epoca sconosciuta in Italia e fresca di espulsione dal Sudafrica
dell’apartheid per avere tenuto uno spettacolo davanti a un’audience
mista di bianchi e neri) che, tornata in patria dopo aver visto
eliminati dalla finale entrambi i brani che interpretò, chiese i
diritti a Donaggio per il brano e commissionò a una sua amica e
collaboratrice un testo in inglese, portando così la canzone al successo
con il titolo di You Don't Have to Say You Love Me.
Come nell'edizione 1964, tutti gli interpreti dopo il primo furono classificati secondi a pari merito
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