mercoledì 23 luglio 2025

Natale

Anche i figli, che sulle navi
un dì partirono, e tu chiamavi
per lunghe notti nere, o mammina,
sono tornati alla bianca cucina.
Li vedi, i piccoli, i grandi...Oh, belli,
tant'occhi azzurri, tanti fratelli.
Pane ne diede il campo: oh, fatica
santa! la terra fu nemica.
Li vedi, intorno. Sichiamano ancora
coi nomi piccoli, dolci d'allora:
di quando anche il più grandicello,
mangiava il latte nello sgabello:
di quando, giovane, li aveva in seno
e non mietevano il grano e il fieno.
Frutti, ora, pendono, nuovi, a quei rami;
e come i tuoi frutti li geardi e li ami.
Ci sono tutti qua dentro satsera;
e tutti, in ginocchio, la san la preghiera.
Che mai ti importano i capelli bianchi:
nessuno, mammina, nessunio che manchi.
Ognuno nel mucchio portò la sua pace
e al fuoco materno si scalda e si tace.
Natale! la stella è già sulla pieve,
e gli angeli scalzi van per la neve.
Si sente un passo. Qualcuno è per via,
cammina e non trova la casa natìa.
Cercala, cercala, o pellegrino!
Tua madre t'aspetta e fa fuoco al camino:
ti copre col tondo la ciotola piena,
che non raffreddi la povera cena.
Ma tu li hai tutti d'intorno in cucina,
tant'occhi fratelli, i tuoi figli, mammina.

Renzo pezzani


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