lunedì 30 giugno 2025

Il vecchio scialle

C'era là in un cassone un vecchio scialle,
tutto rabeschi e rose bianche e  gialle,
e dicea fra sè:_Nell'abbandono
mi lasciano languire; eppur fui buono.
Co' i miei rabeschi e le tessute rose
adornavo il corredo delle spose;
con la morbida lana lieve e fine
riscaldavo i malati e le nonnine,
e quando al focolar mancò la fiamma
raccolsi insieme il bimbo e la sua mamma;
uscivan le due teste come fiori
e dentro il mio tepor battean due cuori.
Perchè dunque mi lascian chiuso quì,
senz'opre, senz'amor, solo così?

Un chiasso risuonò per l'erte scale
(era l'ultimo dì di carnevale):
nella soffitta irruppero i fanciulli,
felici di pensar nuovi trastulli.
Cercaron nella cassa il vecchio scialle
tutto rabeschi e rose bianche e gialle.
E disse una bambina:_Va benone!
Or mi vesto da nonna...un figurone!_
Presso lo scialle c'era una cuffietta:
in mezz'ora fu pronta la vecchietta,
e coi fratelli ritornò in cucina:
_O mamma, guarda quì la mascherina!_
La mamma volea ridere, ma no...
la risata nel core le restò.

Con lo scialle la bimba somigliava
alla nonna gentil che lo portava.
Era bella così la nonna antica,
ilare e dolce, degli scherzi amica!....
Or la mamma narrò lontane cose....
de' suoi morti parenti: e madri e spose
e teneri fanciulli e buoni nonni
parean destarsi dai loro freddi sonni
per tornarsi a scaldar nel vecchio scialle,
tutto rabeschi e rose bianche e gialle.
Più non risero i bimbi: fissi, intenti
ascoltavan la storia dei parenti.
Il tessuto di lana lieve e fina
avvolgeva contento la bambina;
e forse risentia nel piccol core
il cuore della nonna tutto amore.

Arpalice Cuman Pertile.

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