Un topo vanerello,
Perchè aveva qualche volta dimorato
Entro i fori del Portico d'Atene,
E disputar filosofi ascoltato,
E ròse delle dotte pergamene,
Un dì con fiero tono ed arrogante
Così prese a parlare a un elefante:
_Deh, non andar superbo,
Perchè sì grande ti creò natura:
L'enorme tua statura
Io nulla stimo, perchè so che in mezzo
Della natura all'opere ammirande
Non esiste nè piccolo nè il grande.
Questa tua vasta mole
Sol ti fa disadattato e infingardo,
per camminar più largo
Appena volgi il piè lento e restio:
Guarda , guarda com'io
Ognor leggiero e snello
M'aggiro, e passo in questo lato e in quello:
Tu, traendo a gran pena il fianco lasso,
Muovi anelante il passo.
Quando ti osservo bene in verità,
Povera bestia, tu mi fai pietà._
Volea più dir, ma da un agguato a un tratto
Sbalzò veloce il gatto,
Che coll'esperienza mostrògli in un istante
Qual sia la differenza
Fra un topo e un elefante.
Quando lo sciocco vantasi
Di forza di sapere,
Alle prove sfidalo,
Se lo vuoi far tacere.
Lorenzo Pignotti
giovedì 26 giugno 2025
Il topo e l'elefante
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