Con una rama di fiorite rose
batte l’aurora alle porte de’ cieli:
dorme il bambino ancora sotto i veli
dove la mamma tacita lo pose.
L’aurora batte con le rose accese,
la rondinella grida e allarga l’ale:
dorme il bambino in un silenzio eguale:
rose non vide, gridi non intese.
Sogna un dragone che gli mostra i denti,
e nel sogno si duole: “Ohimé ch’io moro!”.
Ma poi si sveglia, e trova raggi d’oro
sul davanzale, tremuli e ridenti.
Angiolo Silvio Novaro
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